Valutazioni di dettaglio

 

ADR

L’ADR, acronimo tratto dall’espressione “European Agreement concerning the international carriage of Dangerous goods by Road”, è una regolamentazione internazionale che disciplina il trasporto stradale di merci pericolose, stabilendo le misure di sicurezza finalizzate a prevenire possibili incidenti durante le operazioni di trasporto ed a minimizzare i conseguenti danni per le persone, l’ambiente e le cose.

Oltre che a livello internazionale, l’ADR risulta applicabile anche per la regolamentazione dei trasporti nazionali all’interno dei Paesi contraenti; in Italia, tale recepimento viene effettuato, a partire da direttive comunitarie, tramite l’emanazione di decreti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dal 1 luglio 2015 è entrato in vigore l’aggiornamento 2015 dell’accordo ADR per i trasporti nazionali.

Nell’ambito delle attività previste in regime di ADR Gruppo Maurizi fornisce assistenza alle Organizzazioni verificando l’osservanza delle disposizioni in materia di trasporto di merci pericolose, supportando l’impresa nelle operazioni riguardanti il trasporto di merci pericolose; redigendo la relazione annuale, destinata alla direzione dell’impresa o eventualmente a un’autorità pubblica locale, sulle attività dell’impresa per quanto concerne il trasporto di merci pericolose.

Impatto acustico

La valutazione di impatto acustico ambientale è un tipo di consulenza che viene richiesta dal Comune all’interno del quale si desidera installare un insediamento produttivo o infrastruttura. Grazie a questa tipologia di valutazione è possibile determinare se l’opera in questione rispetta i limiti di emissione ed immissione sonora dell’area prescelta, e delle zone ad essa adiacenti. Tali limiti, precedentemente determinati dalla zonizzazione acustica comunale del territorio, sono indicati dalla classe acustica di appartenenza.

Esistono diversi tipi di valutazione di impatto acustico, che si differenziano in base al momento in cui vengono effettuate,  di seguito gli approfondimenti sulla valutazione previsionale di clima acustico e sull’impatto acustico:

  • Valutazione previsionale impatto acustico

Per eseguire la valutazione di impatto acustico di una nuova opera si applicano modelli numerici di calcolo ai dati geometrici ottenuti tramite accurati rilievi strumentali: in tal modo si potrà disporre di dati attendibili relativi alle porzioni di territorio da studiare, a cui si potranno applicare i rilievi acustici per validare i risultati del modello di calcolo. I valori di rumorosità così ottenuti dovranno poi essere confrontati con i limiti previsti dalla legge.

Quando si esegue una valutazione previsionale di impatto acustico, si analizza generalmente la rumorosità prevista in orario diurno e notturno (si tenga infatti presente che, in caso di attività in orario notturno, i limiti di legge previsti sono inferiori di ben 10 dB rispetto a quelli previsti per il periodo diurno), tenendo conto della presenza di eventuali interventi di mitigazione della rumorosità.

  • Valutazione impatto acustico applicata a situazione esistente

Per valutare l’impatto acustico di un’infrastruttura o attività già esistente si esegue la misura dei livelli di rumorosità, i cui risultati dovranno essere conformi a quanto previsto dal Decreto 16 marzo 1998, “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”.

Radon

In Italia la regolamentazione dell’esposizione al radon nei luoghi di lavoro è stata introdotta all’inizio del 2001 con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 241/00, che ha recepito la Direttiva 96/29/Euratom, modificando e integrando il DLgs 230/95. Il Capo III bis del Decreto incentra l’attenzione su luoghi di lavoro sotterranei in generale e particolari, quali grotte, tunnel, nei quali è obbligatorio effettuare la misura annua della concentrazione di radon e luoghi di lavoro in aree che hanno elevata probabilità di alte concentrazioni di radon (talvolta chiamate radon-prone areas o aree a maggiore presenza di radon), che devono essere individuate dalle Regioni. Il Decreto in questione individua i livelli di azione di riferimento per la concentrazione di radon nei luoghi di lavoro e nelle scuole

Il Gruppo Maurizi effettua la valutazione del rischio radon, in ottemperanza alla normativa vigente, mediante l’utilizzo di campionatori passivi che, lasciati indisturbati per un periodo di un anno solare (due campagne semestrali per il periodo invernale ed estivo) nelle postazioni individuate, saranno in grado di registrare i livelli di radioattività alfa e consentiranno di redigere il documento attestante la presenza o assenza del radon e le eventuali misure da adottare per la mitigazione.

Valutazione rischio biologico

Nell’ambito della valutazione del rischio biologico rientra la lo studio della legionellosi.

Le Legionelle sono batteri ubiquitari negli ambienti acquatici naturali (laghi, fiumi, sorgenti termali), dai quali si trasferiscono a quelli artificiali (acquedotti cittadini, impianti idrici). I serbatoi artificiali fungono da amplificatori del germe, assumendo notevole rilevanza epidemiologica.

Gli ambienti più a rischio sono quelli “indoor” ed in particolare le strutture comunitarie (ospedali, scuole, uffici, alberghi, campeggi, stabilimenti termali). I principali impianti generatori di aerosol correlati ad edifici comprendono: torri di raffreddamento, condensatori evaporativi, diffusori di docce, aeratori di rubinetti, vasche per idromassaggio, nebulizzatori ed umidificatori.

Il Gruppo Maurizi attraverso la valutazione del rischio Legionellosi, si propone di identificare potenziali fonti di pericolo (punti a rischio), prendendo in considerazione gli impianti, idrici e di climatizzazione, nella loro interezza, prestando particolare attenzione a tutte quelle parti del sistema idrico che non vengono usate abitualmente (serbatoi, pompe, tubature, rami morti, parti dell’impianto usate ad intermittenza, ecc..).

un anno solare (due campagne semestrali per il periodo invernale ed estivo) nelle postazioni individuate, saranno in grado di registrare i livelli di radioattività alfa e consentiranno di redigere il documento attestante la presenza o assenza del radon e le eventuali misure da adottare per la mitigazione.

Rischio Amianto

L’amianto (o asbesto) è una sostanza chimica fibrosa utilizzata fino agli inizi degli anni novanta per realizzare diverse strutture. Le caratteristiche di pericolosità dell’amianto non erano note fino a poco tempo fa e sono legate proprio alla struttura della sostanza in fibre, che deteriorandosi si disperdono nell’aria e possono provocare, se inalate, alterazioni a livello dell’apparato respiratorio e polmonare anche gravi ed a distanza di molto tempo dall’esposizione.

Una volta riconosciute le sue caratteristiche di pericolosità si è provveduto, con la legge 257 del 27 Marzo 1992, a vietarne l’utilizzo, l’importazione e la commercializzazione.

Il DM 06/09/94 fornisce indicazioni e prescrizioni per la valutazione del rischio amianto negli edifici e per l’esecuzione delle attività di bonifica.

La presente normativa si applica a strutture edilizie ad uso civile, commerciale o industriale aperte al pubblico o comunque di utilizzazione collettiva in cui sono in opera manufatti e/o materiali contenenti amianto dai quali può derivare una esposizione a fibre aerodisperse.

Piano di utilizzo dei materiali di scavo

Il D.M. 10 agosto 2012, n. 161 “Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo” all’art.2 comma 1 stabilisce, al fine di migliorare l’uso delle risorse naturali e prevenire la produzione di rifiuti, i criteri qualitativi da soddisfare affinché i materiali di scavo siano considerati sottoprodotti e non rifiuti. Il presente regolamento stabilisce inoltre, le procedure e le modalità affinché la gestione e l’utilizzo dei materiali da scavo avvenga senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente.

Il Piano di Utilizzo del materiale da scavo è il documento che va presentato dal Proponente all’Autorità competente almeno novanta giorni prima dell’inizio dei lavori per la realizzazione dell’opera per consentire l’avvio alle attività di utilizzo del materiale da scavo per la realizzazione di alcune opere particolari.

In caso di utilizzo di materiali da scavo all’interno di progetti sottoposti a Valutazione integrata ambientale (VIA) o Autorizzazione integrata ambientale (AIA) è necessaria , difatti, la presentazione del piano di utilizzo presso l’Ente competente mentre nei restanti casi (ad esempio l’utilizzo all’interno di piccoli cantieri), la possibilità di utilizzo di siffatti materiali avviene attraverso altri canali utili, in ogni caso, a garantire la tracciabilità delle terre e la loro assenza di contaminazione (art. 41 bis della Legge 9 agosto 2013, n. 98).

Piano di caratterizzazione rifiuti 

Mediante il Piano di caratterizzazione rifiuti il produttore o il detentore dei rifiuti effettua, sulla scorta di informazioni legate all’origine del rifiuto, le analisi e le valutazioni utili ad effettuare la classificazione del rifiuto (anche con assegnazione del codice CER) e quindi definire il corretto iter  annesso alle conseguenti attività di recupero o smaltimento dei rifiuti. Una corretta classificazione dei rifiuti e la relativa individuazione di soggetti autorizzati alla gestione degli stessi garantisce  l’ottemperanza da parte del produttore/detentore agli obblighi di cui all’art. 188 D.Lgs. 152/06 e s.m. e i. .

Gruppo Maurizi sulla scorta delle informazioni fornite dalle Organizzazioni, all’identificazione del sito oggetto di indagine e alla determinazione volumetrica del rifiuto, supporta il produttore o detentore al campionamento ed analisi, quindi all’attribuzione del relativo codice CER necessario alle successive fasi della gestione previste.

Bonifica dei siti contaminati

Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” e s.m.i. al Titolo V  della Parte Quarta, disciplina gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati e definisce le procedure, i criteri e le modalità per lo svolgimento delle operazioni necessarie per l’eliminazione delle sorgenti dell’inquinamento e comunque per la riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti.

L’attività di caratterizzazione preliminare delle aree poi soggette ad indagini, risulta estremamente importante e delicata, in quanto se condotta in modo superficiale o incompleto, può compromettere anche in modo significativo il risultato dei successivi interventi di analisi di rischio sito specifica e di bonifica e messa in sicurezza.

Sulla base delle risultanze della caratterizzazione e previa validazione delle stesse da parte dell’Ente competente, al sito è applicata la procedura di analisi del rischio sito specifica per la determinazione delle concentrazioni soglia di rischio (CSR).

Qualora le concentrazioni dei contaminanti indice rilevati in sito fossero superiori alle CSR calcolate con l’Analisi di Rischio, dovrà essere predisposto un apposito Progetto Operativo di Bonifica o di Messa in Sicurezza Operativa o Permanente.

Gruppo Maurizi grazie al suo staff di tecnici qualificati (chimici, ingegneri, biologi, periti, etc.) e al suo laboratorio interno accreditato può offrire un supporto concreto e tempestivo alla risoluzione degli aspetti pertinenti tale ambito di applicazione.