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ADAP: i nuovi Regolamenti

By 26 Gennaio 2024Sicurezza Alimentare6 min read
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Gli Alimenti destinati ad una Alimentazione Particolare, comunemente abbreviati in ADAP, sono prodotti alimentari che, per la loro particolare composizione o per il processo di fabbricazione, si distinguono dagli alimenti di generico consumo in quanto adatti a uno specifico obiettivo nutrizionale. 

La materia è stata a lungo disciplinata dal D.Lgs. 111/1992, concernente – per l’appunto – i prodotti destinati ad una alimentazione particolare. A partire dal 2013, l’Unione Europea ha vigorosamente rimesso mano alla normativa di settore, emanando il Regolamento UE 609/2013 relativo agli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, agli alimenti a fini medici speciali e ai sostituti dell’intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso. 

Vediamone insieme i vari punti e le novità rispetto alla legge precedentemente in vigore. 

Gli ADAP e la nuova normativa

Dal 20 luglio 2016 sono diventati applicativi il Regolamento UE 828/14 e il già menzionato Regolamento UE 609/13 riguardanti rispettivamente le informazioni ai consumatori sulla presenza di glutine negli alimenti e gli alimenti destinati a fini medici speciali e alla prima infanzia. 

Sono molte le novità che tali normative hanno apportato nel campo di quelli che vengono comunemente definiti Alimenti Adatti ad una Alimentazione Particolare (ADAP): fra queste vi è sicuramente l’abrogazione della Direttiva 2009/39/CE e del Regolamento CE 41/2009, due norme che negli anni hanno segnato il cammino di chi volesse intraprendere la strada della commercializzazione degli ADAP. 

Se la Direttiva (già ultima versione dell’originale Direttiva CEE 398/89 e recepita in Italia dal D.Lgs. 111/92) aveva introdotto il concetto di “prodotto dietetico“, dando poi il via a tutto l’iter burocratico per la notifica degli ADAP ai Ministeri della Salute degli Stati Membri, il Regolamento 828/2014 ha definitivamente sdoganato la definizione di “alimento senza glutine”, rendendola applicabile non solo ai prodotti dietetici, ma anche ai prodotti di uso corrente.  

In particolare, il Regolamento distingue fra prodotti senza glutine e prodotti a basso contenuto di glutine, definendoli nel modo che segue: 

SENZA GLUTINE 

La dicitura «senza glutine» è consentita solo laddove il contenuto di glutine dell’alimento venduto al consumatore finale non sia superiore a 20 mg/kg. 

CON CONTENUTO DI GLUTINE MOLTO BASSO 

La dicitura «con contenuto di glutine molto basso» è consentita solo laddove il contenuto di glutine dell’alimento venduto al consumatore finale, consistente di uno o più ingredienti ricavati da frumento, segale, orzo, avena o da loro varietà incrociate, specialmente lavorati per ridurre il contenuto di glutine, o contenente uno o più di tali ingre­dienti, non sia superiore a 100 mg/kg. 

Cosa cambierà per i prodotti dietetici

Se poco o nulla è cambiato per i prodotti destinati a fini medici speciali e per quelli destinati alla prima infanzia, il vero stravolgimento è avvenuto per le categorie dei prodotti dietetici (come i senza glutine e i delattosati). 

Lo stesso concetto di prodotto dietetico è, infatti, andato a decadere e di conseguenza non è più consentito aggiungere la dicitura “dietetico” nella denominazione dell’alimento, così come non è più obbligatorio notificare al Ministero della Salute i prodotti posti in commercio. La notifica rimane, però, su base volontaria per poter usufruire del rimborso a carico de S.S.N. 

Il Ministero della Salute si è espresso già nel 2015 sull’argomento con la pubblicazione della Nota Ministeriale 0027673-P-07/07/2015, destinata alle associazioni di categoria. In particolare, il Ministero ha precisato che il D.Lgs. 111/92, laddove non vada in contrasto con la nuova normativa, rimane comunque in vigore. 

Le principali novità per gli ADAP che si applicano a partire dal 20 luglio 2016

  1. La categoria dei prodotti “dietetici” è scomparsa dal quadro legislativo e, di conseguenza, la corrispondente dicitura non può più essere applicata ai prodotti alimentari; 
  2. L’indicazione di alimenti senza lattosio e senza glutine ricade nell’ambito delle indicazioni volontarie previste dall’art. 36 del Regolamento UE 1169/11; 
  3. Non sono più consentite indicazioni del tipo “per diabetici” sugli alimenti, in quanto i diabetici possono facilmente scegliere gli alimenti loro adatti, in base alla tabella nutrizionale e all’elenco ingredienti; 
  4. Per i prodotti senza glutine vi è un nuovo insieme di diciture da poter applicare sugli imballi, a partire dalle indicazioni sopracitate “Senza glutine” e “Con contenuto di glutine molto basso”. Bisogna aggiungere che queste due prime diciture possono essere corredate dalle ulteriori indicazioni: 
    • Adatto alle persone intolleranti al glutine; 
    • Adatto ai celiaci; 

Laddove l’alimento sia stato espressamente prodotto per ridurre il tenore di glutine nell’alimento o per sostituire gli ingredienti contenenti glutine con altri che ne siano privi, l’imballo può, inoltre, riportare una delle seguenti diciture (assolutamente equivalenti tra loro): 

  • Specificamente formulato per celiaci; 
  • Specificamente formulato per persone intolleranti al glutine; 
  1. Per le indicazioni riguardanti il tenore di lattosio: 

a. Viene eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si può usare al suo posto la dicitura “senza lattosio” per i prodotti lattiero-caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml e sulle cui etichette andrà aggiunta la dicitura “meno di…” (riportante la soglia residua di lattosio); 

b. Solo per i latti e i latti fermentati si può usare la dicitura “a ridotto contenuto di lattosio”, solo se il lattosio è inferiore a 0,5 g per 100 g o ml. Sulle etichette in questione va poi riportata l’indicazione che il tenore di lattosio è inferiore a 0,5 g per 100 g o ml. 

Le due precedenti diciture devono necessariamente essere integrate da una indicazione del tipo: “il prodotto contiene glucosio e galattosio in conseguenza della scissione del lattosio”. 

Campo di applicazione

Come specificato dalle normative europee menzionate, queste regole sugli ADAP riguardano: 

  1. Le formule per lattanti e formule di proseguimento; 
  2. Gli alimenti a base di cereali e altri alimenti per la prima infanzia; 
  3. Gli alimenti a fini medici speciali (AFMS); 
  4. I sostituti dell’intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso. 

Le pratiche leali di informazione

Ci preme ricordare che tutte le indicazioni fornite ai consumatori continuano a ricadere nei limiti imposti dall’Art. 7 del Reg. U.E. 1169/11 riguardante le pratiche leali di informazione e che chiarisce che: 

    1. Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare: 

a. per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in par­ticolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione; 

b. attribuendo al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede; 

c. suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive; 

d. suggerendo, tramite l’aspetto, la descrizione o le illustrazioni, la presenza di un particolare alimento o di un ingrediente, mentre di fatto un componente naturalmente presente o un ingrediente normalmente utilizzato in tale alimento è stato sostituito con un diverso componente o un diverso ingre­diente. 

2. Le informazioni sugli alimenti sono precise, chiare e facil­mente comprensibili per il consumatore. 

Non è, comunque, possibile utilizzare una dicitura riguardante l’assenza di glutine o la naturale assenza di lattosio, laddove ciò sia da ritenersi scontato e laddove tutti i prodotti analoghi presentino le medesime caratteristiche (ad esempio, non si potrà utilizzare il claim “senza glutine” su una confezione di latte). 

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