frodi carneE’ rimbalzata sui media la notizia dell’allarme carne colorata per renderla più rossa e pesce con additivi per farlo sembrare più fresco. Un prodotto su 3 è contraffatto e non conforme alla legge secondo l’ultimo rapporto dei Nas, i Nuclei antisofisticazioni e sanità dei carabinieri che hanno poteri di ispettori sanitari.

Sotto i riflettori insieme alla carne sono le farine: tra il 2012 e il 2014 gli oltre 90 mila controlli hanno bocciato 31 mila esercenti, su12 mila allevamenti bovini e ovini circa 4mila sono stati trovati irregolari, mentre ammontano a 6.500 i pastifici e negozi di farine fuori legge.

A Parma i Nas hanno sequestrato “2300 prosciutti ottenuti da animali alimentati con rifiuti“, come si legge nel dossier, è a Palermo invece che è stata reperita carne colorata con Ione solfito. Per trattare il pesce in Puglia, Marche, Emilia Romagna e Veneto si usava come additivo il Cafodos e sotto sequestro sono finite tonnellate di pesce spada e tonni. Il Cafodos hanno specificato i Nas “ha un effetto miracoloso: consente di dare freschezza apparente al prodotto, ma all’interno generalmente è già marcio“, con ovvi rischi per la salute. Dalle ispezioni sono emerse irregolarità anche nel confezionamento dell’olio, spesso spacciato come extravergine, ma in realtà sostituito con quello di soia e adulterato. A Napoli invece maxi truffa sullo champagne , contraffatte bottiglie di Moët & Chandon, Veuve Clicquot Pondsardin e Bollinger.

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I controlli sono in aumento dal 2010 e uguale trend al rialzo hanno le frodi come dice il Rapporto attività 2013 dell’ICQRF, Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Il contrasto alle contraffazioni si è concentrato in particolare nei comparti vitivinicolo, oleario, lattiero-caseario e prodotti da agricoltura biologica. Nel 2013 sono stati oltre 36 mila i controlli su oltre 24 mila operatori e 55mila prodotti tra cui sono state rilevati il 15,4% di operatori irregolari e 8,9% di prodotti irregolari conclusi con 37 milioni di euro di prodotti sequestrati di cui quasi 30milioni nel solo comparto vitivinicolo, 3,7 milioni in quello oleario.

Se per i vini (quasi 7mila operatori controllati di cui il 22% irregolari) le irregolarità si concentrano si vini contenenti residui di fitofarmaci, sofisticati con acqua e zucchero, non conformi ai disciplinari di produzione o false denominazioni, per gli oli (su quasi 4mila operatori controllati più del 14% irregolare) si tratta di oli miscelati o con caratteristiche organolettiche inferiori al dichiarato, prodotti con oli di origine incerta e violazione delle norme sull’etichettatura. Per la carne (1.300 operatori controllati più del 24% irregolare) invece si parla di non rispetto degli obblighi di tracciabilità, di etichettatura o irregolarità nella data di scadenza.

Violazioni, truffe e contraffazioni dunque riguardano i prodotti più noti all’estero e danneggiando non solo i consumatori e la salute nel nostro Paese ma l’immagine nel mondo. Proprio per questo vanno tutelati con maggiore informazione e trasparenza tutelando allo stesso modo le aziende che certificano i propri processi e prodotti aderendo ai disciplinari di qualità. Ttacciabilità, certificazione, qualità e norme igienico-sanitarie sono i pilastri sui quali bisogna concentrarsi per la a tutela dei consumatori e garantire la sicurezza alimentare.