L’EFSA aggiorna il suo parere scientifico sugli allergeni
ma non definisce cambiamenti nella lista né definisce nuovi limiti soglia.

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La prevalenza di allergie alimentari in tutta Europa, secondo gli esperti dell’Efsa, è stata stimata a circa l’1% sia in adulti che in bambini.

Circa il 75% delle reazioni allergiche fra i bambini sono causate da arachidi, uova, pesce, latte vaccino, e noci.

Tra gli adulti invece circa il 50% delle reazioni allergiche si verificano venendo a contatto con frutti che scatenano reazioni crociate al lattice, con la famiglia delle Rosacee (che comprende mele, pere, ciliegie, lamponi, fragole e mandorle), con le verdure della famiglia delle Apiaceae (che include il sedano, le carote e le erbe aromatiche), con varie noci e con le arachidi.

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Sollecitata da alcuni Stati membri a valutare un limite soglia per alcuni allergeni, l’EFSA apre alla possibilità di studi che possano portare a valutazioni per la gestione del rischio ma non si esprime in merito all’etichettatura non essendo di sua competenza.

La presenza di sostanze allergeniche deve essere indicata in etichetta secondo la normativa comunitaria ciò vale ad esempio per prodotti come cereali contenenti glutine, latte, uova, noci, arachidi, soia, pesce, crostacei, molluschi, sedano, lupino, sesamo, senape e solfiti.

Il parere dell’EFSA era atteso proprio perché si sperava che definisse limiti soglia almeno per alcuni allergeni (come ad esempio è definito per l’anidride solforosa) in modo da ridurre le informazioni in etichetta dovute a contaminazione crociata che a volte è minima.

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