Analisi acque da piscina

La Conferenza Stato Regioni (Seduta 16 gennaio 2003) relativa agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio, prevede l’obbligo di effettuare le analisi delle acque di piscina per le seguenti categorie:

Piscine di proprietà pubblica o privata, destinate ad un’utenza pubblica.

Questa categoria comprende le seguenti tipologie di piscine:

a/1) piscine pubbliche (quali ad esempio le piscine comunali);

a/2) piscine ad uso collettivo: sono quelle inserite in strutture già adibite, in via principale, ad altre attività ricettive (alberghi, camping, complessi ricettivi e simili ) nonché quelle al servizio di collettività, palestre o simili, accessibili ai soli ospiti, clienti, soci della struttura stessa.

a/3) gli impianti finalizzati al gioco acquatico.

Da qui l’esigenza di un servizio completo di analisi e controllo acque.

In base all’allegato 17 del DPCM 17 Maggio 2020, che riporta le linea di indirizzo per la riapertura delle attività economiche e produttive della conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 Maggio 202, si ricorda che per le piscine “prima dell’apertura della vasca dovrà essere confermata l’idoneità dell’acqua alla balneazione a seguito dell’effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico dei parametri di cui alla tabella A dell’allegato 1 all’Accordo Stato Regioni e PP.AA. 16.01.2003, effettuate da apposito laboratorio. Le analisi di laboratorio dovranno essere ripetute durante tutta l’apertura della piscina al pubblico a cadenza mensile, salvo necessità sopraggiunte, anche a seguito di eventi occorsi in piscina, che possono prevedere una frequenza più ravvicinata”

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Per completezza di informazione, ecco anche le tabelle con i valori limite per le analisi microbiologiche e chimiche su acque da piscina e di immissione:

“Al fine di assicurare un livello di protezione dall’infezione assicurare l’efficacia della filiera dei trattamenti dell’acqua e il limite del parametro cloro attivo libero in vasca compreso tra 1,0 – 1,5 mg/l; cloro combinato ≤ 0,40 mg/l; pH 6.5 – 7.5. Si fa presente che detti limiti devono rigorosamente essere assicurati in presenza di bagnanti. La frequenza dei controlli sul posto dei parametri di cui sopra è non meno di due ore. Dovranno tempestivamente essere adottate tutte le misure di correzione in caso di non conformità, come pure nell’approssimarsi del valore al limite tabellare”.

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