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Analisi chimiche 2018-03-30T17:03:36+00:00

Analisi Chimiche Alimenti

Le analisi chimiche sono fondamentali per rilevare i contaminanti chimici che possono mettere a rischio la salute umana, la  salubrità di un alimento, o un ecosistema ambientale.
Tali contaminanti sono molti e di diversa natura, come molteplici possono essere le fonti della contaminazione.
La caratterizzazione di un Rifiuto come anche la verifica di un alimento mediante analisi chimiche specifiche e normate, sono uno strumento fondamentale che mettiamo a disposizione delle aziende.
In base alla normativa cogente e ai sistemi di valutazione aziendale, eseguiamo diverse analisi chimiche su diverse matrici disponendo di specialist in grado di supportare le aziende nella giusta scelta del piano di campionamento.

Micotossine

Le micotossine sono sostanze chimiche prodotte come metaboliti secondari da alcune specie di funghi quali ad esempio alcune muffe.
Per l’uomo sono cancerogene e i limiti per i prodotti alimentari sono definiti per legge (Reg. CE 1881/2006 e s.m.i.).
Le micotossine previste dal regolamento sono appartenenti a diverse categorie, per esempio:

  • Aflatossine (M1, M2, B1 B2, G1,G2);
  • Ocratossina A;
  • Deossinvalenolo;
  • Fumonisine;
  • Patulina ecc.

e devono essere ricercate su diverse categorie di alimenti (come per esempio su farine di frumento, farina di riso, latte, prodotti da forno, spezie, erbe aromatiche, grano, succhi di frutta, mais.

Acrilammide

Effettuiamo le analisi per rilevare la presenza di acrilammide e garantire il rispetto del Reg. Ue 2158/2017.
A partire dall’11Aprile 2018 si applica il Reg. UE 2158/2017 che stabilisce le modalità di autocontrollo dei tenori di acrilammide nei seguenti alimenti:

  • Patate fritte tagliate a bastoncino, altri prodotti tagliati fritti e patatine (chips), ottenuti a partire da patate fresche
  • Patatine, snack, cracker e altri prodotti a base di patate ottenuti a partire da pasta di patate.
  • Pane
  • Cereali per la prima colazione (escluso il porridge)
  • Prodotti da forno fini: biscotti, gallette, fette biscottate, barrette ai cereali, scones, coni, cialde, crumpets e pane con spezie (panpepato), nonché cracker, pane croccanti e sostituti del pane
  • Caffè: caffè torrefatto e caffè (solubile) istantaneo
  • Succedanei del caffè
  • Alimenti per la prima infanzia e alimenti a base di cereali destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia.

Le aziende alimentari dovranno pertanto adottare misure di attenuazione dei livelli di acrilammide, attivare metodi di campionamento e analisi di laboratorio per verificare i limiti di acrilammide degli alimenti prodotti.

Diossine, Furanti, PCB, Ftalati, IPA

Sono molteplici le sostanze chimiche che possono essere presenti nei prodotti alimentari per vari motivi.
Per ognuna esistono dei limiti di legge ben precisi e tutte le aziende alimentari, in funzione dell’alimento prodotto e soprattutto in base alla relativa analisi dei pericoli del sistema HACCP, devono valutare la loro possibile presenza e monitorarla.

Metalli pesanti

I più diffusi e ricercati nei prodotti alimentari sono Piombo (Pb), Cadmio (Cd), Mercurio (Hg), Arsenico (As), ma anche altri in base al tipo di alimento e alla sua origine.
Anche in questo caso la normativa di riferimento (Reg. CE 1881/2006 e s.m.i.) stabilisce i limiti che il produttore alimentare è obbligato a rispettare.
Anche nelle acque, nei fanghi e nei terreni in generale, sono parametri previsti da diversa normativa.

Istamina

Elencato tra i criteri di sicurezza alimentare del Reg. CE 2073/2005 (che ne disciplina anche i limiti di legge), l’istamina è un composto azotato che si forma a partire dall’attività di alcuni batteri durante la prima fase di degradazione del pesce.

E’ indicatore del grado di freschezza del pesce ed è fondamentale monitorarne il livello.

ABVT

Le modificazioni biochimiche che si verificano nel tessuto muscolare del pesce post mortem portano alla formazione di diversi composti azotati basici volatili (prevalentemente ammoniaca, ma anche trimetilammina e dimetilammina).
Questi composti, vengono determinati complessivamente come ABVT (Azoto Basico Volatile Totale) e costituiscono un altro utile indice di freschezza o deterioramento, specialmente per il pesce conservato in condizioni di refrigerazione.

OGM

Il produttore di un alimento potrebbe dover dare conto al cliente (molto spesso appartenente alla Grande Distribuzione) dell’assenza di ingredienti derivati da Organismi Geneticamente Modificati all’interno.
Le analisi chimiche servono proprio a dare conferma di questo dato.

Pesticidi

La normativa relativa ai livelli massimi di residui di antiparassitari prevede dei limiti ben precisi per ognuno dei diversi pesticidi utilizzati in fase di coltivazione (reg. CE 396/2005 e s.m.i.).
Queste analisi sono quindi fondamentali per il produttore che vuole avere la certezza della conformità della commerciabilità del suo prodotto anche da questo punto di vista.
Diversi sono i parametri ricercarti a seconda della matrice.

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