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Anche il pomodoro ha la sua origine

Dopo il latte, il riso e la pasta, è la volta del pomodoro.

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha pubblicato lo scorso 27 febbraio il decreto 16 novembre 2017 “Indicazione dell’origine in etichetta del pomodoro”.
Dal prossimo 26 agosto sarà obbligatorio indicare l’origine anche per questo importante ingrediente della dieta mediterranea e del Made in Italy.
Il tutto però in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020 e salvo adozione da parte dell’Unione Europea di atti esecutivi dell’art. 26 paragrafo 8 del Reg. UE 1169/11.

Chi è soggetto alle disposizioni del decreto?

origine del pomodoro

Rientrano nel campo di applicazione i derivati del pomodoro di cui all’art. 24 della legge n. 154 del 28/07/16 e le salse e sughi preparati a base di pomodoro (di cui il codice doganale 21032000) e ottenuti anche con altri ingredienti di origine vegetale o animale.

Non si applica ai prodotti appena descritti ma prodotti o commercializzati in altri paesi membri dell’Unione Europea.

Cosa prevede il decreto?

L’indicazione dell’origine del pomodoro dovrà essere indicata in etichetta con altezza dei caratteri minima di 1.2 mm, in punto ben visibile, chiaramente leggibile e dovrà prevedere le seguenti diciture:

“paese di coltivazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato coltivato”
“paese di trasformazione: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato”

Nel caso in cui il pomodoro sia stato coltivato e trasformato nello stesso paese, si potrà indicare la dicitura “Origine: paese di coltivazione e trasformazione”. Infine, nel caso di coltivazione o trasformazione di più paesi UE o extra UE, possono essere utilizzate le seguenti diciture “UE”, “non UE”, “UE e non UE”.

Quali sono le sanzioni?

Il decreto, che è stato scritto nel novembre del 2017, fa formalmente riferimento all’ormai superato D.Lgs 109/92: ma vista la recente pubblicazione del D.Lgs 231/17 bisognerà far riferimento a quest’ultimo decreto.

Quando entra in vigore?

Diventa obbligatorio dopo 180 giorni a partire dalla pubblicazione in gazzetta, quindi a partire dal 27 febbraio 2018.

By | 2018-10-19T14:36:46+00:00 02 marzo 2018|

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