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Arriva l’Estate, controlliamo la piscina!

Su proposta del Ministero della Salute, la Conferenza Stato-Regioni il 16 Gennaio 2003, ha approvato l’accordo sugli “aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio”.

In tale accordo si definisce piscina un complesso attrezzato per la balneazione che comporti la presenza di uno o più bacini artificiali utilizzati per attività ricreative, sportive e terapeutiche esercitate nell’acqua contenuta nei bacini stessi.

piscina

Le piscine sono dunque contemporaneamente luogo di lavoro per gli operatori e di vita per gli utenti e devono essere sicure da entrambi i versanti.

Il Gruppo di lavoro Piscine dell’Ente Italiano di Unificazione (UNI), facente capo alla Commissione tecnica “Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi” sulla base del citato Accordo Stato-Regioni ha allo studio la revisione della norma nazionale riguardante i “Requisiti degli gli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità delle acque di piscina”, UNI 10637, in vigore in Italia dal 1997.

La norma in questione, sviluppa sotto il profilo tecnologico gli aspetti inerenti la qualità dell’acqua di piscina, stabilisce i metodi per effettuare i controlli e le verifiche, essendo un documento operativo utile per il rispetto degli aspetti generali dell’Accordo e riferimento tecnico di supporto per i controlli degli impianti da parte delle ASL.

I prelievi per il campionamento delle acque utilizzate negli impianti, ad eccezione di quello relativo all’acqua contenuta nella vasca, che può essere effettuato in ogni punto della stessa, vanno effettuati in appositi punti previsti dalla norma.

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Ogni piscina è composta, oltre che dalla vasca, da un impianto di filtrazione e ricircolo, che ha il compito di aspirare l’acqua, filtrarla e immetterla nuovamente in vasca, depurata e disinfettata.

Il trattamento dell’acqua di immissione e di vasca può essere consentito ed effettuato con disinfettanti, flocculanti (prodotti per sedimentare i solidi sospesi), correttori di pH e sostanze antialghe indicate nell’all. 1 all’accordo Ministero delle Salute/Regioni del 16 gennaio 2003.

L’impiego di ogni altra sostanza di trattamento deve essere preventivamente autorizzato dal Ministero della Salute.

L’evoluzione tecnica e tecnologica avvenuta negli ultimi anni ha introdotto nell’uso per la disinfezione dell’acqua di piscina nuove tipologie di prodotti e tecnologie tali da rendere necessario un aggiornamento dei parametri oggetto di controllo, delle modalità di svolgimento dei controlli stessi e della necessaria verifica di tutti gli aspetti igienico sanitari delle piscine ad uso natatorio.

Per questo motivo il Ministero della salute ritiene opportuno proporre in Conferenza Stato Regioni un nuovo accordo che sostituisca l’allegato tecnico del 2003.

Lo scopo della proposta di revisione è quello di aggiornare i requisiti igienico-ambientali, anche al fine di semplificare e rendere più chiara e univoca l’interpretazione dei vari requisiti e delle modalità di esecuzione dei controlli.

Per tutti gli impianti natatori l’allontanamento e lo smaltimento delle acque di rifiuto, ivi comprese quelle derivanti dal funzionamento degli impianti di alimentazione delle vasche, deve realizzarsi in conformità delle vigenti norme sulla tutela delle acque dall’inquinamento.

Per le piscine coperte, sono anche previsti specifici requisiti termoigrometrici e di ventilazione, illuminotecnici e acustici.

In particolare:

  • la temperatura dell’aria ambiente nella zona delle attività di nuoto e di balneazione non deve essere inferiore a quella dell’acqua della vasca.
  • L’umidità relativa dell’aria non deve superare il 70%, la velocità dell’aria non dovrà risultare superiore a 0,10 m/s, il ricambio d’aria deve essere di almeno 20 m3/h per ogni m2 di vasca.
  • L’illuminazione artificiale, in nessun punto della vasca e del piano di calpestio inferiore a 150 lux, deve assicurare condizioni di visibilità per la sicurezza dei frequentatori e il controllo del personale.
  • Il rumore generato dalle attività devono far riferimento alla normativa vigente.

Nelle zone destinate ai frequentatori (spogliatoi, servizi igienici, pronto soccorso) la temperatura dell’aria deve essere non inferiore a 20°C, il ricambio d’aria deve risultare non inferiore a 4 volumi/min., l’illuminazione artificiale assicurare un livello medio di almeno 100 lux negli spogliatoi e 80 lux nei servizi igienici.

 

 

By | 2018-03-19T14:56:53+00:00 27 giugno 2016|

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