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Arsenico: i fattori che aumentano il rischio di esposizione alimentare

Latte e latticini e prodotti vegetali sono i prodotti più a rischio di contaminazione da arsenico

arsenico latteAttraverso il suolo l’arsenico, un metallo presente nell’ambiente nel terreno o nell’acqua, arriva nelle piante per assorbimento e accumulo. L’esposizione alle persone a questo composto chimico può avvenire attraverso l’ingestione di cibi o acqua contaminati e nel corso del tempo l’accumulo nell’organismo può avere conseguenze dannose alla salute. Le abitudini alimentari influenzano l’esposizione alimentare all’arsenico soprattutto in zone dove la presenza supera i limiti di normalità: pratiche di consumo regolare di acque di rubinetto e di sorgente ricche di arsenico; consumo di alimenti (pane ad esempio) trasformati con impiego di acqua locale o il consumo di alimenti vegetali prodotti localmente.

Di contaminazione con arsenico nella catena alimentare si è parlato al convegno organizzato dall’Istituto superiore di sanità a giugno scorso

Se negli Stati Uniti l’uso di arsenico organico nei mangimi è autorizzato, in Europa l’Efsa si è espressa in due occasioni sull’arsenico nelle filiere zootecniche affermando che il Nitarsone, composto organico di arsenico usato come additivo nei mangimi, non è permesso in Europa. I dati inizialmente non erano sufficienti per stimare il rischio per i consumatori poi studi condotti negli Usa hanno dimostrato un aumento della concentrazione di arsenico nei reflui zootecnici che contribuisce alla presenza nel suolo e nell’acqua. Nel 2015 la Food and Drug Administration americana si è espressa non autorizzando ulteriormente l’uso di nitarsone, ultimo organo arsenicale rimasto in zootecnia.

L’Efsa si è poi espressa sulla contaminazione con arsenico dei mangimi e alimenti per animali da reddito e i suoi riflessi sulla sicurezza degli alimenti di origine animale

I mangimi per acquacoltura sono quelli con i livelli più alti, di conseguenza i pesci possono dare un importante contributo all’arsenico totale nella dieta umana anche se i dati sono ancora incompleti per una valutazione sulla tossicità. La presenza nei prodotti ittici e nei mangimi per acquacoltura non pone però un problema paragonabile a quello dell’arsenico nei prodotti vegetali ed inoltre l’assunzione dipende dal tipo di prodotti della pesca (crostacei e molluschi più a rischio) e come si preparano.

In genere per gli altri mangimi per animali l’arsenico non è valutato dall’Efsa come non un contaminante prioritario per tutelare la sicurezza alimentare, tuttavia in aree con elevati livelli di arsenico nell’ambiente si registra un aumento significativo anche nel latte. I ruminanti sono particolarmente esposti all’ambiente e quindi il consiglio è di fare attenzione a latte e latticini provenienti da zone dove si è registrata una presenza diffusa di arsenico, anche se a basse concentrazioni, in un gruppo di alimenti ad elevato consumo ed in particolare nel latte usato per i bambini.

Da gennaio 2016 entreranno in vigore due regolamenti comunitari che stabiliscono i nuovi limiti per piombo e arsenico inorganico negli alimenti.

  • I gruppi alimentari che contribuiscono maggiormente all’esposizione all’arsenico sono cereali e prodotti da forno, acqua minerale e bevande, verdure e ortaggi.
  • I bambini e i residenti in aree con abbondanza naturale di arsenico nell’ambiente rappresentano i gruppi di popolazione con i livelli espositivi più elevati.
By | 2018-03-19T14:57:14+00:00 17 luglio 2015|

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