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Arsenico nell’acqua: la situazione del Lazio

È di questi giorni la notizia che alcuni comuni del Lazio potrebbero decidere l’interruzione dell’approvvigionamento delle acque destinate al consumo umano.

Dopo lo stop dell’Unione Europea all’erogazione di acqua con presenza di arsenico oltre i limiti consentiti scattato a Dicembre 2014, in Italia l’emergenza arsenico si può dire terminata, sebbene  nel Lazio ci siano ancora sindaci non revocano le ordinanze di non potabilità dell’acqua.

L’acqua del rubinetto resta una valida possibilità per il consumo di routine in quanto sempre garantita e controllata

Sottolinea il segretario del Consiglio Nazionale dei Chimici, Fernando Maurizi, anche se c’è da dire che tutte le acque minerali sono soggette ad analisi e controlli stringenti anche per verificare il limite di arsenico, che è lo stesso di quello stabilito per le acque delle reti pubbliche affinché possano considerarsi acqua potabile, pari a 10 microgrammi/litro fissato dalla direttiva sull’acqua potabile 98/83 (recepita con il Decreto Legislativo 31/2001 norma di riferimento per le acque destinate al consumo umano).

Da molti anni va avanti la polemica sulla presenza di arsenico e fluoro oltre i livelli consentiti, tanto da costringere i Comuni ad emettere ordinanze di non potabilità.

arsenico-nell'-acqua-LazioScaduta l’ultima delle tre deroghe concesse all’Italia dall’Ue, le regioni si sono adeguate ai limiti installando dearsificatori (filtri a carboni attivi che rimuovono l’arsenico nell’acqua) e miscelando le risorse idriche con quelle di nuove fonti non contaminate.

Solo il Lazio ci ha messo più tempo, in quanto il procedimento è più complicato data la maggiore quantità di arsenico presente nel territorio, facendo scattare la procedura di infrazione a Luglio 2014 da parte dell’Ue per l’incapacità di garantire acqua destinata al consumo umano conforme alla normativa.

Nei comuni a più alto rischio è già da qualche anno che sono entrati in funzione impianti per riportare i livelli di arsenico a livelli accettabili grazie al Piano di rientro per riportare l’arsenico nell’acqua entro la soglia messo in atto dalla Regione Lazio: previsti investimenti per 40 milioni per la realizzazione di circa 80 impianti di potabilizzazione dell’acqua in oltre 50 comuni con la prospettiva, grazie a 110 milioni di euro di fondi europei secondo la Regione, di un piano per una soluzione stabile attraverso non depuratori, ma nuove connessioni tra gli acquedotti così da mescolare acque più “pure” e acque più “contaminate”.

Arsenico nell’acqua , i comuni più a rischio:

Limiti di arsenico sforati a Bracciano dove è di Luglio l’ordinanza del commissario prefettizio di non utilizzabilità dell’acqua dell’acquedotto “Lega”, a seguito della analisi della Asl Roma F Dicembre 2015.

Superamento dei limiti di arsenico anche ad Albano, dove un’ordinanza del sindaco del Marzo dell’anno scorso, che vietava l’utilizzo dell’acqua erogata da una fontanella pubblica, aveva fatto scattare i controlli da parte della Asl. Controlli i cui esiti avevano rivelato una presenza di arsenico superiore alla norma nei campioni di acqua prelevati.

Situazione critica anche nella provincia di Viterbo.
Alcuni dearsenificatori installati a Gennaio 2015 pare funzionino a singhiozzo, e non tutti i sindaci hanno revocato le ordinanze di non potabilità dell’acqua.

Nella bassa Tuscia le ultime rilevazioni dell’Arpa, pubblicate sul sito della Asl di Viterbo, segnalano ancora sforamenti dei limiti di arsenico e/o fluoruri nei campioni di acqua erogata dalla rete idrica in alcune zone dei comuni di Civita Castellana e Fabrica di Roma, e in particolare in campioni prelevati all’uscita dei dearsenificatori realizzati e gestiti dalla Regione Lazio.

Da oggi cambia la gestione della purificazione, doppia bolletta per gli utenti?

Il piano di purificazione dell’acqua era finora finanziato e gestito dalla Regione, ma da oggi 1° Febbraio 2016, scaduto il periodo di garanzia, dovrà essere preso in carico dai Comuni con gli oneri conseguenti (i costi di manutenzione di ogni impianto ammontano a 200 mila euro l’anno). A meno che i Comuni non decidano di cedere il servizio di purificazione a Talete spa, la società che gestisce il servizio idrico nella provincia di Viterbo e che ha un contributo regionale per il biennio 2016-2017.

Ad oggi sono una trentina i comuni della Tuscia che hanno deciso di non aderire a Talete, tra questi Tuscania, che di impianti ne ha 2. Il problema è che agli utenti potrebbero arrivare due bollette. Una per l’acqua consumata e l’altra per il pagamento del servizio di dearsenificazione affidato ad un altro soggetto.

Come sottolinea in merito il sindaco di Tuscania rispondendo alla Regione:

”La soluzione scelta per risolvere il problema arsenico è sicuramente quella che impegna grosse risorse finanziarie, pur non assicurando un risultato ottimale, tanto che il funzionamento dell’impianto di dearsenificazione in località Quercette non ha consentito ancora di revocare l’ordinanza sindacale di non potabilità dell’acqua”.

Le situazioni a norma:

Completati gli interventi previsti dal Piano di rientro nei limiti di arsenico e fluoruri presentato alla Regione Lazio da parte di Acea Ato2.
A Velletri con l’attivazione dal 31 dicembre 2014 dell’ultimo degli impianti di potabilizzazione previsti ora su tutto il territorio del Comune, assicura Acea Ato2, è possibile utilizzare l’acqua arsenico-nell'-acquaerogata dalla rete comunale per tutti gli usi potabili, domestici e alimentari.

Sono state avviate le campagne di informazione ai cittadini nei 9 comuni che registravano da anni presenza di arsenico nell’acqua superiore ai 10 microgrammi/litro (e comunque entro i 20), Velletri, Albano Laziale, Castelgandolfo, Genzano, Ariccia, Lanuvio, Lariano, Trevignano Romano e Tolfa, per i quali Acea Ato 2 aveva assicurato di concludere il piano complessivo di interventi entro il 2012.

Anche se non proprio nei tempi previsti, i comuni del territorio sono usciti fuori dall’emergenza arsenico.
Parametri rientrati sotto i livelli critici a Castelgandolfo, dove dall’ultimo dato sulla qualità dell’acqua riportato sul sito dell’Acea di dicembre 2014, i valori di arsenico e di fluoruri sono rientrati entro la soglia così come per Genzano dove sono stati realizzati impianti di potabilizzazione e dismessi i pozzi qualitativamente critici.
Acqua ok anche per Ariccia dove dal 2011 è entrato in funzione un dearsenizzatore ed è stato completato il collegamento all’acquedotto Marcio.

A maggio 2013 è entrato in funzione l’ultimo dei 4 potabilizzatori previsti a Lanuvio e installati dal gestore idrico Acea Ato2 che permette di erogare acqua potabile.
Fuori dall’emergenza da Dicembre 2012 anche Lariano.

Vedi il decalogo dell’Istituto Superiore di Sanità sui comportamenti corretti da seguire.

 

 

By | 2018-03-19T14:57:05+00:00 01 febbraio 2016|

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