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Arsenico nell’acqua: la tabella

By 27 Novembre 2013Sicurezza Alimentare, Varie3 min read

L’ arsenico nell’acqua potabile di alcune città del Lazio a partire da Viterbo è rilevato ancora oltre la soglia consentita per legge (10 microgrammi per litro) dopo che le deroghe concesse in Italia hanno permesso di superare per alcuni periodi la soglia massima imposta dall’UE.

Di seguito una tabella sui valori di arsenico nelle acque minerali riportata su Io leggo l’etichetta in base all’ analisi sullo stato delle acque italiane su “Le Scienze” nel 2010

Denominazione Acqua Minerale/FonteValore (microgrammi per litro)
Acqua Gaudianello0.619
Acqua Santa Croce0.124
Acqua Leggera4.650
Acqua Lilia1.900
Acqua Sveva2.740
Acqua Ferrarelle6.810
 Acqua Lete0.759
 Acqua Lieta (Conad)0.238
 Acqua Galvanina0.162
 Acqua Monte Cimone (Coop)0.098
 Acqua di Nepi5.710
 Acqua Claudia0.059
 Acqua Egeria8.910
 Acqua Fiuggi1.850
Acqua Boario0.056
 Acqua Coop (Sorgente Grigna)0.390
Acqua Frisia5.640
Acqua Levissima6.200
Acqua Maniva0.675
Acqua Norda (Sorgente Daggio)3.730
Acqua Norda (Nuova Acqua Chiara)0.161
Acqua San Pellegrino1.380
Acqua Sant’Antonio0.475
Acqua Vitasnella0.117
Acqua Gaia0.248
Acqua Nerea0.102
Acque Alpi Cozie1.040
Acqua Alte Vette (Iper)0.407
Acqua Crodo Liesel0.088
Acqua Cime Bianche0.798
Acqua Lauretana0.019
 Acqua San Bernardo0.489
 Acqua Sant’Anna1.310
Acqua Sant’Anna (Fonte Vinadio)5.220
Acqua Candida5.410
Acqua Funte Fria5.690
Acqua Isola Antica7.440
Acqua Pejo0.091
Acqua Fonteviva0.153
Acqua Panna0.355
Acqua Uliveto0.088
Acqua Fabia0.404
Acqua Rocchetta0.198
Acqua Sangemini0.204
Acqua Viva0.109
Acqua Dolomiti (Esselunga)0.533
Acqua Guizza0.428
Acqua Recoaro0.054
Acqua San Benedetto0.468
Acqua Vera1.410

 

Nei giorni scorsi i presidenti delle associazioni consumatori della Tuscia, in merito alla mancata attivazione nei tempi prestabiliti dei dearsenificatori realizzati, hanno chiesto un incontro con il presidente della Provincia di Viterbo, nonché presidente dell’Ato1.

Sono di ottobre scorso altre ordinanza di non potabilità, essendo l’arsenico considerato elemento altamente cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

Un tema quello dei livelli di concentrazione di elementi tossici tra cui l’arsenico contenuti nelle acque potabili che avevamo trattato su questo blog nel 2010 facendo un punto della situazione nel Lazio dove peraltro le autorità competenti sul territorio (Asl) sono molto attive nei controlli delle acque.

In un articolo stamattina su Io leggo l’etichetta si torna a portare l’attenzione sul problema dell’ arsenico nell’acqua potabile e soprattutto sulla scarsa trasparenza delle acque minerali visto che l’arsenico è presente anche in queste sebbene il valore contenuto non venga indicato in etichetta da nessuna parte.

Sarebbe molto utile per i consumatori, sottolinea l’articolo, conoscere i quantitativi di arsenico contenuti nelle acque minerali riportando questo valore (ad oggi praticamente assente) sull’etichetta, proprio per maggiore trasparenza e correttezza verso il consumatore. In etichetta la presenza di arsenico, cadmio, mercurio piombo dovrebbe essere riportata anche se i valori sono nei limiti di legge.

Uguale trasparenza viene chiesta anche per le acque pubbliche degli acquedotti comunali, le cui analisi inclusive dei valori di arsenico dovrebbero essere facilmente raggiungibili da tutti i siti dei gestori.

Cosa prevista, come si ricorda nell’articolo, dalla delibera del 28 Dicembre del 2012 dell’Autorità dell’Energia che dava tempo fino al 30 Giugno 2013 affinché i gestori delle acque pubbliche rendessero disponibili sul proprio sito internet una modalità di ricerca delle informazioni relative alla qualità dell’acqua distribuita per almeno i seguenti parametri: PH, residuo secco a 180°, durezza, conducibilità, calcio, magnesio, ammonio, cloruri, solfati, potassio, sodio, arsenico, bicarbonato, cloro residuo, fluoruri, nitrati, nitriti, manganese.

Nei siti dei gestori però non ve n’è traccia.

L’acqua del rubinetto comunque resta sempre da preferire perchè più garantita e controllata come aveva spiegato il segretario del Consiglio Nazionale dei Chimici, Fernando Maurizi, intervenendo in una trasmissione Rai nel 2010 proprio sul problema dell’arsenico nell’acqua di molti comuni italiani.

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