L’Unione europea ha aperto una procedura di infrazione contro il sistema di etichettatura a ‘semaforo’ in uso in Gran Bretagna per gli alimenti, ritenuto discriminatorio e lesivo della concorrenza sul mercato.

Si tratta di un sistema introdotto esclusivamente nel Regno Unito lo scorso anno, deciso dalle autorità inglesi per contrastare l’obesità (che in Uk colpisce il 60% degli adulti e il 33% dei bambini).

La quasi totalità dei cibi (il sistema è volontario ma avendo aderito il 97% della grande distribuzione inglese per i produttori è divenuto praticamente obbligatorio) hanno sulle confezioni bollini rossi verdi o gialli, a seconda del contenuto di zuccheri, sale, grassi e calorie per 100 grammi di prodotto. Il rosso indica un contenuto alto di grassi, zuccheri o sale, il giallo indica una quantità media e il verde un contenuto basso.

Il codice però non tiene conto delle quantità effettivamente consumate, ma solo una generica presenza di un certo tipo di sostanze. I bollini dunque non informano correttamente il consumatore sul reale valore nutrizionale di un cibo ma ne condizionano solo l’acquisto. Il semaforo rosso penalizza, infatti, la presenza di materia grassa superiore a 17,5 grammi, quello giallo tra 17,5 grammi e 3 grammi e il verde fino a 3 grammi.

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Anche i nostri prodotti Dop e Igp sono stati bollati con codice rosso, definiti quindi cibi “pericolosi”. La lista è molto lunga, si va dall’olio d’oliva al Parmigiano Reggiano e Grana Padano, fino ai prodotti tipici come il prosciutto di Parma o San Daniele e la mozzarella. La situazione si configura come paradossale, se si considera che bevande gassate senza zuccheri come Coca Cola light o diet Coke – che contengono edulcoranti e coloranti – hanno ottenuto il semaforo verde dedicato ai prodotti “salutari”.

Di recente anche la Francia ha valutato l’introduzione dell’etichetta a semaforo per motivi di salute.

Dopo mesi di battaglie di molti Paesi europei, Italia in testa, per invitare la Commissione Ue a occuparsi della vicenda, e garantire la trasparenza delle informazioni in etichetta tutelando consumatori e ancora di più produttori dell’agroalimentare di qualità, ora Bruxelles ha inviato al Governo britannico una lettera di messa in mora.

Resta da aspettare, adesso, l’esito dell’indagine della Commissione, anche alla luce della riforma generale dell’etichettatura degli alimenti che entrerà in vigore in tutti gli Stati membri il 14 dicembre di quest’anno.