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BRC 7 , guida alla certificazione

BRC 7 | Guida con slides e infografica

Aggiornato ad Agosto 2018: è uscito il nuovo BRC 8! Leggi la nostra nuova Guida completa

Lo standard di certificazione volontario BRC (Global Standard for Food Safety), che permette a tutte le aziende produttrici in ambito agroalimentare di certificarsi  è arrivato alla versione 7.

A partire dal 1° Luglio 2015 sono state apportate importanti modifiche, che puntano in direzione di una più chiara definizione dei requisiti relativi alla pulizia ed igiene degli ambienti di lavoro, sino al controllo degli infestanti e ad una nuova classificazione dei certificati.

Ecco le slides riassuntive, per la guida continua a leggere in basso:

Che cosa è la certificazione BRC 7 ?

La certificazione BRC vs 7 è lo Standard Globale per la Sicurezza Alimentare di proprietà del British Retail Consortium.

Lo standard BRC è nato nel 1998 ed ha l’obiettivo di garantire, al pari di IFS (International Food Standard), che gli alimenti, prodotti a marchio delle insegne della GDO, siano conformi a degli standard qualitativi di sicurezza alimentare minimi.

Lo standard BRC, al pari di IFS, è riconosciuto dal GFSI (Global Food Safety Initiative) ovvero un organismo internazionale il cui scopo è quello di promuovere la sicurezza alimentare lungo tutta la filiera.

Chi richiede questo tipo di certificazione?

La certificazione BRC è richiesta dai mercati anglosassoni della GDO quali  Tesco, Sainsbury, Asda, Morrison  al contrario della GDO francese (Carrefour, Auchan ecc) e italiana (Conad, ecc) che preferisce la certificazione IFS.

Quale valore aggiunto porta all’azienda una certificazione BRC?

Una ricerca Accredia-Censis ha dimostrato che le aziende certificate migliorano il  loro fatturato ed export oltre a migliorare l’organizzazione interna e le relazione con i clienti.

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Quali sono i principali argomenti dello standard BRC?

Lo standard BRC è suddiviso in 7 capitoli che sono:

  1. Impegno della Direzione (coinvolgimento, responsabilità, miglioramento ecc. )
  2. HACCP (team, programmi di prerequisiti, HACCP ecc.)
  3. Sistema di gestione della qualità (Fornitori, documentazione, rintracciabilità, specifiche ecc.)
  4. Requisiti dello  Stabilimento (Lay Out,  struttura, servizi, manutenzione, controllo contaminazione, infestanti, ordine e igiene ecc.)
  5. Controllo del prodotto (progettazione, etichettatura del prodotto, allergeni, autenticità, controlli di laboratorio ecc.)
  6. Controllo dei processi ( etichettatura controllo confezione finale, controllo del peso, taratura
  7. Personale (Formazione, igiene del personale, indumenti protettivi ecc.)

 

Quali sono gli elementi di maggiore di difficoltà per le aziende per raggiungere la certificazione BRC?

La maggior parte delle aziende si bloccano sui requisiti strutturali e molti trovano difficoltà anche per la qualificazione dei fornitori così come richiesto dalla versione 7 dello standard BRC.

Lo standard BRC, come anche IFS, promuove  le aziende virtuose che intendono migliorarsi attraverso un percorso che porta alla certificazione.  È necessario però farsi guidare da un professionista  che sia in grado di fare le scelte giuste e può aiutare quindi l’azienda in un percorso di priorità di investimenti.

I requisiti strutturali per ottenere la certificazione BRC

In generale lo standard BRC come anche lo standard IFS, è molto esigente in termini di prerequisiti strutturali tanto che, molte aziende alimentari,  spesso rinunciano per mancanza dei requisiti strutturali.

È difficile riassumere in maniera generica, e allo stesso tempo dettagliata, quali siano i requisiti strutturali necessari per soddisfare lo standard BRC. Il modo migliore per approcciarsi a questo argomento è pensare che lo standard BRC, come anche IFS, punta molto sulla prevenzione in tema di contaminazione.  Ne consegue che:

  • Le porte di accesso all’esterno devono essere chiuse e prive di fessurazioni che possano permettere l’ingresso di infestanti (striscianti o volanti)
  • Le pareti devono essere mantenute in modo da prevenire l’accumulo di sporco
  • I pavimenti devono essere resistenti al processo produttivo e ai materiali e metodi di pulizia, in sostanza devono essere tenuti in buon stato soprattutto nelle aree ove il prodotto è esposto
  • I soffitti ed eventuali sovrastrutture devono evitare di essere fonte di contaminazione. Ne consegue che deve essere prevista un’attività di pulizia e manutenzione più o meno rigorosa a seconda della zona di produzione dell’azienda
  • I controsoffitti devono essere ispezionabili per verificare eventuale presenza di infestanti o, in alternativa, devono essere completamente sigillati.
  • Le finestre utilizzate per l’areazione (apribili) devono essere opportunamente schermate (retine antinsetti). Le finestre o altre strutture frangibili che siano in prossimità dell’area produttiva, devono essere protette dalla rottura.  Si possono cioè applicare delle pellicole protettive o farsi montare dei vetri infrangibili certificati.
  • Analogamente alle finestre, laddove i bulbi o i tubi delle lampade o degli apparati elettrici insetticidi, possono essere un pericolo per i prodotti (in caso di rottura/esposizione), devono essere adeguatamente protetti
  • L’illuminazione deve essere sufficiente e tale da poter garantire la corretta gestione dei processi produttivi e relativi controlli nonché operazioni di pulizia.
  • Una ventilazione adeguata e un ricambio d’aria deve essere garantito per prevenire condensa o accumulo di polvere

A tali specifiche dovranno essere aggiunti ulteriori requisiti per le aree ad “Alto rischio” o ad “Alto controllo”

Lo standard BRC suddivide le aree della produzione di uno stabilimento in

  • Aree ad Alto Rischio
  • Aree ad Alto Controllo
  • Ambiente ad Alto Controllo
  • Aree a basso Rischio
  • Aree destinate al trattamento di prodotti chiusi
  • Aree non destinate al trattamento del prodotto.

Allo standard BRC è allegato una Appendice 2 con le linee guida per la definizione delle aree di rischio dove si trovano anche schematizzati due alberi della decisione che aiutano a capire come categorizzare le diverse aree dello stabilimento in base alla fase produttiva.

La qualificazione dei fornitori secondo il BRC versione 7

Una delle novità della versione 7 dello standard BRC che si applica da luglio 2015, è stata una più puntuale qualificazione dei fornitori e relative materie prime.

Di seguito uno schema riepilogativo dei punti salienti per effettuare una corretta qualificazione dei fornitori e materie prime, per ulteriori dettagli e spiegazioni di tale schema, si veda l’approfondimento sul tema.

  1. Rivedere la propria analisi dei pericoli delle Materie prime individuando criteri più restrittivi e puntuali (fattori di valutazione) per la loro valutazione in termini di pericoli, origine, autenticità, frode, allergeni, quantità)
  2. Classificare i propri fornitori in base al possesso o meno di certificazioni afferenti al programma GFSI (BRC, IFS, FSSC 22000 ecc)
  3. Individuare un criterio di assegnazione di punteggio in base al peso e all’importanza dei fattori di valutazione individuati e al possesso o meno di una certificazione GFSI
  4. In base al punteggio, suddividere i fornitori in due classi: alto e basso rischio
  5. Definire i requisiti richiesti ai fornitori in base alla classe di appartenenza per esempio:
    1. Rischio Alto:
      1. mantenimento della certificazione BRC, IFS o riconosciuta GFSI
      2. in alternativa audit di 2 parte ogni 3 anni da parte di auditor qualificato e indipendente
    2. Rischio Basso:
      1. Qualificazione mediante risposte soddisfacenti a questionario di valutazione
    3. Creare un proprio schema riassuntivo (meglio se in excel) ove racchiudere tutte le informazioni dei fornitori e scadenze
    4. Definire i tempi di validità della documentazione
      1. Audit presso fornitore: 3 anni
      2. Questionario autocertificazione: 3 anni
      3. Certificato IFS o BRC o altra norma GFSI: annuale
      4. Schede tecniche prodotto: 3 anni
      5. Certificati di analisi: 3 anni
    5. Scrivere una procedura dettagliata che descriva quanto sopra
    6. Comprendere nella procedura anche i requisiti previsti per i fornitori dei servizi
    7. Condividere la procedura con tutto il personale coinvolto nella gestione dei rapporti con i fornitori (acquisti e qualità) compreso il personale addetto al controllo delle materie prime

Lo standard è scaricabile gratuitamente sulla pagina del sito di BRC.

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L’infografica qui in basso, riassume tutte le principali novità introdotte.

brc-7-infografica

By | 2018-11-12T11:24:51+00:00 23 gennaio 2015|

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