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Buttare meno cibo conviene!

By 9 Luglio 2023Agosto 9th, 2023Sicurezza Alimentare5 min read
disposizione del compost fatto di cibo avariato 1

Dalla Legge Gadda del 2016 all’Osservatorio sugli sprechi alimentari: tutte le iniziative messe in campo per combattere le eccedenze alimentari. 

Cosa si intende per eccedenze alimentari?

Con eccedenze alimentari si intende un ampio spettro di prodotti destinati al consumo. Nello specifico, possiamo parlare di eccedenze alimentari in riferimento a: 

  • prodotti alimentari invenduti per carenza di domanda (fra cui pane e composti di farina che rimangono invenduti per 24 ore); 
  • prodotti ritirati dalla vendita perché non conformi ai requisiti aziendali; 
  • rimanenze di attività promozionali; 
  • prodotti prossimi alla scadenza; 
  • prodotti non idonei alla commercializzazione per alterazioni dell’imballaggio secondario che non ne inficiano la conservazione.

Quali sono i benefici nel gestire meglio le eccedenze alimentari?

Ogni anno diventa sempre più urgente la riduzione degli sprechi, in un’ottica di maggiore sostenibilità che risollevi le sorti del nostro Pianeta nonché le nostre finanze. 

Infatti, il recupero delle eccedenze alimentari andrebbe a costituire un notevole risparmio economico per milioni di famiglie, oltre a garantire la riduzione dello spreco di risorse vitali. 

A questo si aggiunga che a una migliore gestione delle eccedenze alimentari corrisponde un minor flusso di rifiuti, a giovamento dell’ambiente e della nostra salute. 

Le tappe della cessione delle eccedenze

Con la cosiddetta Legge Gadda (L. 166/2016), entrata in vigore nel 2016, sono state tracciate le linee guida per ridurre gli sprechi in tutte fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari. 

La Legge prevede il riciclo delle eccedenze alimentari attraverso la donazione degli alimenti a titolo gratuito a fini di solidarietà sociale, nel tentativo di limitare gli impatti negativi sull’ambiente promuovendone il riuso.  

Le imprese, i ristoranti o i supermercati che vogliano donare le eccedenze alimentari seguendo le modalità previste dalla Legge Gadda potranno giovare di uno sconto sulla tassa rifiuti proporzionale a quanto è stato donato, purché presentino alla fine del mese una dichiarazione consuntiva relativa alla quantità di alimenti donati, garantendo la tracciabilità attraverso un documento di trasporto e scontrini, dai quali si potrà scaricare l’Iva.  

Un altro incentivo previsto dalla normativa per la riduzione dei rifiuti riguarda la riduzione degli imballaggi, per cui viene proposto un credito di imposta del 140 per cento per i negozi che si dotano di sistemi di vendita senza imballaggio. 

Il recupero delle eccedenze alimentari deve avvenire nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie, seguendo le regole del Manuale HACCP in merito alla preparazione, produzione, confezionamento, commercio, trasporto e somministrazione di alimenti destinati al consumo umano. 

Congelamento

Gli alimenti destinati alla donazione non devono essere distribuiti né consumati dopo la data di scadenza indicata sull’etichetta. Infatti, il loro congelamento deve avvenire appena possibile e sicuramente prima di tale data indicata sull’etichetta e ad una temperatura di -18 °C o inferiore. Tale temperatura deve essere mantenuta per tutta la durata delle attività di distribuzione. 

Per prolungare il tempo di consumo degli alimenti deperibili, i prodotti cotti e sfusi potranno essere sottoposti a congelamento, rispettando le seguenti accortezze, come da indicazioni della Comunicazione della Commissione Europea 2020/C 199/01: 

  1. l’integrità/la completezza del materiale da imballaggio non è compromessa;  
  2. gli alimenti sono stati conservati correttamente nel rispetto della temperatura e delle altre condizioni richieste (ad esempio surgelazione a -18 °C o in condizioni asciutte);  
  3. nel caso di alimenti congelati prima del termine della loro conservabilità per fini di donazione, controllando le informazioni fornite in merito alla data di congelamento (che, in alcuni casi, possono essere indicate sull’etichetta);  
  4. gli alimenti sono ancora idonei al consumo umano;  
  5. non si è verificata alcuna esposizione ad altri significativi rischi per la sicurezza alimentare o per la salute

Abbattimento

L’abbattimento degli alimenti consente il raffreddamento rapido degli alimenti cotti tramite l’utilizzo di appositi macchinari: gli abbattitori. La temperatura interna dell’alimento per una corretta conservazione deve scendere a 3°C ed è fondamentale che venga conservato all’interno di contenitori freddi anche durante il trasporto, in modo tale da mantenere la temperatura stabile. Questo vale sia che il prodotto venga acquistato dal consumatore, sia che sia messo a disposizione del beneficiario finale a titolo gratuito come aiuti alimentari o attraverso altri sistemi di ridistribuzione alimentare, nel pieno rispetto degli Orientamenti dell’UE sulle donazioni alimentari (2017/C 361/01). 

Trasporto

Nel trasportare le eccedenze alimentari è necessario effettuare una verifica di tutti i requisiti igienici prima della consegna del prodotto nell’area di scarico, in modo tale da poter escludere la presenza di muffa o tracce di insetti. Sugli alimenti trasportati si deve anche specificare la data di produzione e il TMC (Termine Massimo di Conservazione). 

Stoccaggio

La fase di stoccaggio all’interno di apposite aree di scarico è fondamentale per garantire la conservabilità degli alimenti. Affinché le eccedenze alimentari vengano correttamente conservate è necessario garantire l’integrità del prodotto, tramite una corretta gestione in magazzino che preveda, innanzitutto, il mantenimento di una temperatura adeguata per soddisfare i requisiti dell’alimento, verificando in particolare che non si siano verificate le seguenti condizioni: 

  1. crescita microbica dovuta al mancato rispetto di una refrigerazione corretta; 
  2. contaminazione incrociata a causa della mancanza di separazione tra prodotti crudi e pronti da consumare; 
  3. contaminazione dovuta a pericoli chimici o fisici derivanti dall’ambiente, dal personale, ecc.; 
  4. contaminazione dovuta ad allergeni. 

L’eccedenza alimentare in Italia

Secondo il rapporto Il caso Italia di Waste Watcher International, in Italia si contano 7 miliardi di euro buttati nei rifiuti, una cifra che corrisponde allo sperpero annuo di 1.866.000 tonnellate di cibo. Per monitorare gli sprechi alimentari, a partire dal 2017 è stato istituito dal Ministero delle Politiche Agricole un Osservatorio sulle eccedenze, sui recuperi e sugli sprechi alimentari 

Lo scopo è anche quello di fornire delle linee guida per evitare e ridurre drasticamente le eccedenze alimentari, insegnando prima di tutto la corretta lettura delle etichette distinguendo fra data di scadenza e termine minimo di conservazione. 

Infatti, già nella Legge Gadda si fa la distinzione tra gli alimenti che riportano una reale scadenza e quelli che invece riportano la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro», ma che sono consumabili anche oltre la data indicata. 

Si intende chiarire ai consumatori il limite di utilizzo degli alimenti, specificando che il termine minimo di conservazione (indicato sulle confezioni come «da consumarsi preferibilmente entro») non è la stessa cosa della scadenza: anche superata la data indicata il prodotto resta commestibile e quindi non va gettato.  

La strategia per combattere le eccedenze alimentari si poggia secondo il Ministero su pochi semplici pilastri, in grado però di limitare drasticamente gli sprechi: 

  1. Acquistare periodicamente prodotti a lunga scadenza, periodicamente i prodotti freschi 
  2. Organizzare il frigorifero e la dispensa per scadenza dei prodotti 
  3. Prediligere i piccoli formati 
  4. Stilare una lista della spesa basata su una dieta settimanale  

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