L’analisi di Laboratorio inizia fuori dal Laboratorio, con il campionamento.

Una determinazione analitica, condotta a regola d’arte dal miglior analista al mondo con strumentazione all’avanguardia, può essere completamente vanificata e restituire risultati non accurati se il campionamento non è stato eseguito nel modo corretto.

Le corrette procedure di campionamento delle acque sono state riprese dai metodi APAT CNR IRSA 1030 Man 29 2003 e APAT CNR IRSA 6010 Man 29 2003, per i quali Gruppo Maurizi ha ottenuto l’accreditamento, ovvero ha dimostrato ad un Ente terzo di operare seguendo degli standard di qualità riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

Dal momento che le acque reflue sono normate dal D.lgs. 152/06 (Parte Terza, Allegato 5) esistono dei limiti di concentrazione per determinati parametri che devono essere rispettati e, per questo motivo, si ricorre ad un Laboratorio indipendente per l’esecuzione delle analisi di controllo.

Questo presuppone che i risultati analitici devono essere attendibili ed avere un elevato grado di accuratezza, soprattutto se si ritiene che alcuni parametri possano essere critici e trovarsi in prossimità del limite di legge.

Per questo motivo, ci si affida a Laboratori di fiducia e con comprovata esperienza ma, le capacità di un Laboratorio, possono soltanto garantire l’accuratezza del risultato relativamente al campione di prova analizzato, che si presuppone debba essere rappresentativo della matrice sulla quale si vogliono ottenere le informazioni. Se viene a mancare il presupposto della rappresentatività del campione, i risultati delle analisi sono inutili, nel senso che non possono dare alcuna informazione attendibile e, di conseguenza, saranno stati spesi tempo e denaro senza ottenere nulla.

Oltre a questo aspetto, bisogna considerare che, se il Laboratorio riceve il campione di acqua di scarico, senza aver condotto con proprio personale e con propri mezzi l’attività di campionamento, dovrà obbligatoriamente scrivere sul Rapporto di Prova che il prelievo è stato effettuato dal cliente, declinando qualsiasi responsabilità sulle modalità di campionamento.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci allo 06 7840919

In un’eventuale fase di contestazione, il fatto che il prelievo sia stato eseguito dal cliente stesso (che non è sicuramente una terza parte disinteressata) può mostrare il fianco a considerazioni spiacevoli, per cui si potrebbe insinuare che il campione prelevato sia stato preso dal rubinetto dell’abitazione piuttosto che dal pozzetto fiscale.

Tutte queste considerazioni ci portano alla logica conseguenza per cui sarebbe auspicabile, quando si tratta di un controllo ufficiale, che dovrà essere verificato dall’autorità competente, che il campionamento sia eseguito dal Laboratorio. In caso si tratti di un controllo interno, si suggerisce di far eseguire il prelievo dal Laboratorio oppure di individuare delle figure interne all’azienda che dovranno studiare la normativa dei prelievi ed essere formati all’esecuzione materiale del campionamento.

La formazione deve riguardare ogni aspetto del campionamento, che non si esaurisce con la tecnica di prelievo del campione, ma tiene in considerazione diversi step.

In primo luogo occorre raccogliere le informazioni circa il sito di prelievo, tenendo in considerazione le caratteristiche della matrice da campionare, i parametri da analizzare e lo scopo di tali analisi, la presenza di eventuali difficoltà di prelievo e di eventuali criticità a livello di sicurezza del tecnico campionatore. Alla luce di queste informazioni, si deve elaborare un piano di campionamento che tenga in considerazione tutte le informazioni ottenute e dettagli, a livello operativo, le azioni che il tecnico dovrà eseguire al momento del prelievo, comprese le attrezzature da impiegare e i relativi controlli da effettuare su tali apparecchiature. Successivamente si dovrà eseguire il prelievo tenendo fede a quanto indicato nel piano, a meno che durante la fase operativa non insorgano problematiche che costringano a prendere una strada diversa da quella pianificata: ovviamente ogni modifica dovrà essere registrata e giustificata.

Dopo aver eseguito il prelievo a regola d’arte, si provvede a compilare un Verbale di Prelievo con tutte le informazioni essenziali legate all’attività di campionamento, avendo cura di integrarlo con materiale fotografico.

I campioni prelevati dovranno poi essere conservati in contenitori idonei e in condizioni di temperatura monitorate (se del caso) in funzione del tipo di analisi che dovranno essere eseguite e trasportati in Laboratorio nel minor tempo possibile. Il Laboratorio procederà ad accettare i campioni prendendo nota di tutte le osservazioni fatte e verificando che le condizioni di trasporto siano state conformi rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, dai metodi di prova da impiegare nell’analisi delle acque reflue e dalle procedure interne del Laboratorio stesso.