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Sicurezza Alimentare

RASFF : Le allerte alimentari di Settembre

By - Tutte, Sicurezza AlimentareNo Comments

Cos’è il RASFF

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la

salute.

 

Il RASFF di Settembre

Il grafico mostra la quota di allerte registrata per i singoli alimenti:

Il maggior numero di allerte si registra per carne di pollo (32), noci, nocciole e prodotti a base di noci e nocciole (28) e pesce e prodotti a base di pesce (17).

Per quanto riguarda i pericoli, si registrano allerte per micotossine, residui di pesticidi, allergeni, istamina e mercurio, listeria, salmonella ed e.coli

Il numero maggiore di segnalazioni è relativo a Salmonella (44), micotossine (31) ed istamina/mercurio (13).

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Settembre, sono stati pubblicati i seguenti richiami:

 

  • Pepe con macinino – Varietà “Steakpfeffer”, Aldi srl – L 125111; 125989 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Natural mix cocorite 1 kg , Valman srl – L 21/19 – Richiamo per rischio chimico
  • Preparato per Brodo e condimento con estratto di lievito, Dialcos Spa – L 020069, 020090, 020097, 020111, 020132, 020160, 020202, 020258, 020314, 020328, 020344, 021011, 021053, 021081, 021109, 021123, 021179, 021200, 021018 – Richiamo per allergeni
  • Granulare per brodo e condimento a base di glutammato, Dialcos Spa – L 03/23, 04/23, 05/23, 06/23, 08/23, 10/23, 02/24, 05/24 – Richiamo per allergeni
  • ISOLA BIO – DELIZIA DI MANDORLA 1 L, ABAFOODS SRL– L:201127 – L:210128 – L:210301 – L:210320 – Richiamo per rischio chimico
  • STAMMIBENE – BIOCOCCO 500 ML, ABAFOODS SRL – L:210319 – Richiamo per rischio chimico
  • BJORG – RISO MANDORLA 1L, ABAFOODS SRL – L:201128 / L:201210 / L:210213 – Richiamo per rischio chimico
  • ISOLABIO – CREMA DI SOIA 200ML, ABAFOODS SRL– L 201203 – Richiamo per rischio chimico
  • Preparato per muffins, Molino Merano Srl  – L 00095312 – Richiamo per rischio chimico
  • BJORG – NETTARE DI COCCO 1L, ABAFOODS SRL – L 201210 – Richiamo per rischio chimico
  • PORCHETTA DI ARICCIA IGP, FA. LU. CIOLI SRL – L 270721- Richiamo per rischio microbiologico
  • LATTE FRESCO PASTORIZZATO PARZIALMENTE SCREMATO, LESSINIA PARZIALMENTE SCREMATO– L 12-09-21- Richiamo per rischio chimico

 

 

Guida alla ISO 22000

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Cos’è l’ISO 22000?

Lo standard ISO 22000 “Food safety management systems- Requirements” è lo standard internazionale volontario per la certificazione di Sistemi di Gestione della Sicurezza Alimentare, nel settore agroalimentare.

Lo standard ISO 22000 è uno strumento utilissimo, applicabile da tutte le aziende coinvolte nella filiera alimentare, inclusa la ristorazione collettiva e commerciale.

Chi può certificarsi secondo lo standard ISO 22000?

L’ISO 22000 è applicabile a tutte le aziende che operano in modo diretto o indiretto lungo la filiera agroalimentare, inclusi i produttori, trasformatori, distributori ed utilizzatori di packaging e di materiali e oggetti destinati ad entrare in contatto con alimenti (MOCA), i produttori di detergenti, le imprese di pulizia, le società di disinfestazione o le lavanderie industriali.

La certificazione per la sicurezza alimentare è una garanzia di qualità e sicurezza per i consumatori, tutela della proprietà aziendale, ma anche un ottimo strumento per incrementare i controlli di qualità e rendere la tua azienda più competitiva sul mercato.

Guida alla ISO 22000: quali sono i requisiti della Certificazione?

I requisiti principali del sistema di gestione per la sicurezza alimentare sono:

  • Comunicazione aziendale, applicare un flusso di informazioni strutturate interno ed esterno che permetta un controllo efficace dei sistemi di gestione di rischio;
  • Sistema di gestione per la sicurezza alimentare basato sul rischio e applicando i principi del miglioramento continuo PDCA;
  • gestione di sistema: permette il controllo di tutte le interazioni tra gli elementi che fanno parte del sistema, per garantire l’efficienza e l’efficacia del sistema stesso;
  • Adozione degli schemi GMP (Good Manufacturing Practice), GHP (Good Hygiene Practice), GAP (Good Agricultural Practice), di programmi e procedure di manutenzione per attrezzature ed edifici e di programmi di disinfestazione;
  • Elaborazione di un piano di Autocontrollo basato sui principi dell’ HACCP, con l’obiettivo di controllare e monitorare i processi produttivi mantenendo un elevato standard di sicurezza alimentare e riducendo i rischi di contaminazione dei prodotti;
  • Garantire la rintracciabilità dei prodotti forniti elaborando procedure interne basate sui principi dell’HACCP.

Quali sono i vantaggi nel certificarsi ISO 22000?

I vantaggi della certificazione, racchiusi nel manuale ISO 22000, sono molteplici ed i principali sono:

  • Consentire all’azienda di entrare in contatto con segmenti di mercato come la GDO e i Corporate.
  • Di poter approcciarsi commercialmente anche con le aziende Europee e Extra Europee;
  • Controllare i rischi in maniera più efficace, ottimizzando i processi e riducendo gli errori di produzione, così da poter diminuire i costi di produzione;
  • Garantire la rintracciabilità dei prodotti alimentari commercializzati, lungo tutta la filiera di approvvigionamento.

Come ti aiutiamo ad ottenere la certificazione?

Sopralluogo gratuito nel quale identificheremo il contesto aziendale, verificare se i requisiti legali applicabili sono soddisfatti nel caso di mancanza di requisiti indicazioni di azioni correttive. Se persiste la volontà di voler acquisire tale certificazione procederemo con l’offerta.

 

Richiedi un sopralluogo gratuito!

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Esportare prodotti alimentari, 10 cose da sapere assolutamente

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Per esportare gli alimenti bisogna tenere in considerazione molti aspetti della normativa del paese di destinazione. Possono esserci regole diverse per quanto riguarda l’etichettatura, l’impiego di determinate sostanze o additivi, i certificati sanitari per i prodotti di origine animale, e possono essere richieste garanzie ulteriori di qualità dovute all’adesione di standard volontari.

Esportare prodotti alimentari: i Mercati

Un’analisi di mercato consente di individuare quali sono gli alimenti che possono essere esportati più facilmente nei vari paesi in funzione della domanda interna. L’analisi di mercato è fondamentale per scegliere i paesi di destinazione per i propri prodotti.

Esportare prodotti alimentari, gli Accordi Internazionali

È molto importante tenere conto dell’esistenza di eventuali accordi internazionali, stipulati tra Unione europea e paesi terzi che stabiliscano procedure, diritti ed obblighi bilaterali a livello doganale e commerciale e i reciproci riconoscimenti. Tali accordi sono stipulati per la riduzione di barriere tariffarie e non tariffarie come quelle stabilite per ragioni sanitarie.

Esportare prodotti alimentari, misura di prevenzione sanitaria

Le autorità del paese di destinazione possono porre limiti all’importazione di un alimento o di un prodotto in caso di particolari valutazioni del rischio dovute ad emergenze, come per esempio la diffusione di una fitopatologia, registrate nel paese esportante.

Esportare prodotti alimentari: la Documentazione

Oltre ai documenti richiesti in dogana come fattura, distinta di carico, certificato di origine e documento di trasporto, sono necessari documenti specifici per gli alimenti come il certificato sanitario, il certificato fitosanitario, l’abilitazione ministeriale all’export per gli stabilimenti.

Esportare prodotti alimentari, i Certificati

Sono definite con negoziazione tra autorità dei paesi di origine e destinazione. Gli accordi sono volti all’implementazione dei requisiti veterinari e sanitari lungo l’intera catena produttiva dalle materie prime ai prodotti finali e che vengono redatte in forma di certificati sanitari. In alcuni casi, il certificato è imposto dal Paese importatore.

Esportare prodotti alimentari, le Certificazioni

Gli standard volontari offrono garanzie maggiori e spesso, come nel caso della distribuzione organizzata, requisiti indispensabili per la qualifica dei fornitori. In base al paese in cui si esporta, si devono considerare standard e certificazioni diversi, il BRC per esempio è fondamentale per esportare nel Regno Unito.

Esportare prodotti alimentari: l’Etichettatura

Nei paesi extra UE vigono normative diverse per quanto riguarda l’informazione ai consumatori sul contenuto degli alimenti. Non è sufficiente tradurre le etichette con cui gli alimenti sono commercializzati nei paesi europei ma occorre un’analisi approfondita della legislazione locale per valutare gli ulteriori elementi da considerare.

Esportare prodotti alimentari, additivi e sostanze

In alcuni paesi sono adottare restrizioni d’uso o condizioni di impiego particolare per alcuni additivi. Queste informazioni sono fondamentali e dovrebbero essere acquisite con congruo anticipo perché potrebbero rendere necessaria una riprogettazione del prodotto.

Audit

L’autorità competente del paese di destinazione potrebbe svolgere audit ed ispezioni negli stabilimenti italiani per verificare il rispetto delle norme locali previste. La Food and Drug Administration (FDA), per esempio, esegue spesso controlli a campione presso gli stabilimenti italiani ed in funzione del rischio specifico legato all’alimento.

HCCP per l’esportazione

I sistemi di gestione della sicurezza alimentare variano in paesi diversi. Gli Stati Uniti, per esempio, negli ultimi anni hanno reso obbligatorio anche per gli stabilimenti esteri l’implementazione e l’applicazione del Food Safety Plan, un documento aziendale contenente tutti i pericoli connessi alla produzione del dato alimento e le azioni preventive.

Vuoi saperne di più? Scopri qui i nostri servizi per l’esportazione.

 

 

 

 

 

RASFF: Le allerte alimentari di Agosto

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Cos’è il RASFF

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la

salute.

 

Il RASFF di Agosto

Il grafico mostra la quota di allerte registrata per i singoli alimenti:

 

Il maggior numero di allerte si registra per carne di pollo (26), noci, nocciole e prodotti a base di noci e nocciole (18) e, in misura minore, carne e prodotti a base di carne (10).

Per quanto riguarda i pericoli, invece, il numero maggiore di allerte si registra per la Salmonella (38). Seguono le segnalazioni per micotossine (27) e Listeria (16).

Non si osservano numeri significativi per le altre categorie di pericoli, il valore maggiore è quello relativo alla presenza di istamina e mercurio nei prodotti ittici (12).

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Agosto, sono stati pubblicati i seguenti richiami:

 

  • NUII DrkCh&Coffee 90×20 IT UMB, Froneri Italy S.r.l – L MI0046 ; MI0098 ; MI0008 – Richiamo per rischio chimico
  • Peperoncino piccante ripieno con tonno e capperi 314 ML, le conserve toscane – L 26032021 – Richiamo per allergeni
  • Cannella in polvere, TRS WHOLESALE CO. LIMITED – L 2020210 – Richiamo per allergeni
  • Pasta di fave, riso rosso e curcuma bio – fusilli, Pastificio fiorentino Renaissance – L 09.01.2021 – Richiamo per rischio chimico
  • Pasta di fave, riso rosso e curcuma bio – risoni, Pastificio fiorentino Renaissance – L 28.12.2023 – Richiamo per rischio chimico
  • Sottofesa di vitello EU SV MC, Metro chef – L 10010115 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Insalata di riso Viva la Mamma, Piatti freschi Italia spa – L S691210923 – Richiamo per allergeni
  • Pasta alla Curcuma e Pepe BIO 250 gr – Gnocco Sardo, Pasta natura – L 28.01.2024 – Richiamo per rischio chimico
  • Preparato per muffins, Molino Merano Srl  – L 00095312 – Richiamo per rischio chimico
  • Milka Mini-Cones 8x25ml, Milka – L OS1042 – Richiamo per rischio chimico
  • Cracker Despar – Nuova industria biscotti Crich Spa – L 6111 – Richiamo per rischio fisico
  • Mitili o cozze, Mytilus GalloprovincialisALLOPROVINCIALIS – L 16/08/2021 – Richiamo per rischio chimico
  • Cracker salati in superficie 500gr, cracker bennet – L 6091 – Richiamo per rischio fisico
  • Vegan mozzarelli, Vemondo – L con scadenza 24/08/2021, 26/08/2021, 27/08/2021 – Richiamo per rischio chimico
  • Torta di mele, Dolci del Castello – L 1L075-1L092-1L124-1L148-1L180 2021 – Richiamo per rischio chimico
  • Crackers integrali, Certossa – 6011 – Richiamo per rischio fisico
  • Bisfrolline con marmellata al limone, Valdenza – L 1L113 – 1L127 – 1L155 – 1L183 – Richiamo per rischio chimico

 

 

 

 

 

Esportare prodotti alimentari, come fare?

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L’export di alimenti è soggetto a numerose disposizioni di legge volte a garantire la sicurezza degli scambi internazionali di animali o prodotti di origine animale. La normativa europea sulla sicurezza alimentare è armonizzata per consentire uno scambio tra paesi dotati delle stesse regole di sicurezza.

Per quanto riguarda i paesi extra- europei, i produttori italiani devono fornire adeguate garanzie igienico-sanitarie alle autorità dei Paesi importatori. Tali garanzie sono stabilite dal Paese importatore sulla base delle proprie normative sanitarie nazionali e dovrebbero rispettare le regole internazionali fissate dagli Standards Setting Bodies (OIE e FAO). Le garanzie sanitarie sono spesso definite in sede di negoziazione tra le parti, ovvero le autorità veterinarie/sanitarie dei rispettivi paesi. La trattazione è volta a concordare, dal punto di vista tecnico, i requisiti veterinari e sanitari lungo l’intera catena produttiva, dalle materie prime ai prodotti finali, e sono propedeutiche alla redazione di certificati sanitari.

Esportare prodotti alimentari: i certificati sanitari

Il certificato sanitario per l’esportazione è un certificato ufficiale che accompagna gli animali e/o prodotti in esportazione al fine di attestare che gli stessi rispettano i requisiti zoosanitari, igienico-sanitari, di processo, stabiliti dal Paese di destinazione.

L’OSA che desidera esportare animali e prodotti verso un Paese Terzo deve richiedere per iscritto con congruo anticipo alla ACL di competenza il rilascio del certificato specificando il Paese di destinazione e il tipo di prodotto/specie animale che si intende esportare. Il certificato sanitario per l’esportazione è rilasciato dall’ACL che individua i veterinari certificatori sono incaricati a firmare i suddetti certificati ufficiali.

La definizione delle garanzie sanitarie da rispettare avviene quasi sempre al termine di una negoziazione tra le parti (Autorità veterinarie/sanitarie del Paese importatore e Autorità veterinarie/sanitarie del Paese esportatore). Si tratta nella maggior parte dei casi di negoziazioni dal taglio tecnico che vengono stipulate al fine di garantire l’implementazione dei requisiti veterinari e sanitari lungo l’intera catena produttiva dalle materie prime ai prodotti finali e che vengono redatte in forma di certificati sanitari. In alcuni casi, il certificato è imposto dal Paese importatore.

Generalmente i modelli di certificati sanitari utilizzabili per l’esportazione di animali e prodotti sono concordati con le Autorità Competenti del Paese Terzo di destinazione:

  1. a livello europeo dalla Commissione europea (DGSANTE e DGTRADE); I modelli di certificato concordati a livello europeo sono disponibili sul sistema TRACES
  2. B) a livello nazionale dal Ministero della Salute I certificati concordati sono reperibili sul sito del Ministero della Salute

I certificati sanitari sono raggruppati in:

 

Le autorità valutano i certificati per accertare che:

  • rechino un codice unico;
  • non siano firmati dal veterinario certificatore se sono vuoti o incompleti;
  • siano redatti in una o più lingue ufficiali delle istituzioni dell’Unione europea comprese dal certificatore e, se del caso, in una delle lingue ufficiali dello Stato di destinazione;
  • consentano l’identificazione della persona che li ha firmati;
  • consentano di verificare il collegamento tra il certificato e la partita, il lotto o il singolo animale o la singola merce scortata dal certificato.

Esportare prodotti alimentari, le etichette

Diversamente da quanto accade per la normativa europea, che è armonizzata, per esportare nei paesi terzi, le indicazioni in etichetta variano in base al paese di destinazione e quindi la progettazione delle etichette dipende dalle esigenze specifiche di mercati di riferimento

 

RASFF: Le allerte alimentari di Luglio

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Cos’è il RASFF

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la

salute.

 

Il RASFF di Luglio

Il grafico mostra la quota di allerte registrata per i singoli alimenti:

 

 

Il maggior numero di allerte si registra per carne di pollo (36), noci, nocciole e prodotti a base di noci e nocciole (34) e, in misura minore, erbe e spezie (23).

Per quanto riguarda i pericoli, invece, il numero maggiore di allerte si registra per la Salmonella (62) ed è decisamente più alto di quelli relativi alle altre categorie: contaminazione chimiche (39) e micotossine (36).

I richiami per Salmonella sono prevalentemente per la carne di pollo (33).

 

Non si registra, invece, un numero significativo di segnalazione per le altre categorie, il valore maggiore è quello relativo alla listeria (16) in alimenti vari (latte e prodotti a base di latte e carne.

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli

operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione

dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Luglio, sono stati pubblicati i seguenti richiami:

 

  • Burger veg. Pam & Panorama – L FP00600 – Richiamo per rischio chimico
  • Cotolette veg. Surg. BIO – Pam & Panorama – L FP00568 – Richiamo per rischio chimico
  • L’Artigiano del Salame – Stortina di nonna Maria – L IT 9 – 957/L – Richiamo per rischio microbiologico
  • Carrefour – Crema da cucina vegetale – L 21090 – Richiamo per rischio chimico
  • OraSì – OraSi’ Castagna – L 21076 – Richiamo per rischio chimico
  • Granarolo S.p.A. – Burro Granarolo 1000 g – L 16-09-2021 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Naturefoods – Naturefoods gomasio biologico – L A21088 – Richiamo per rischio chimico
  • Valis – Burro – L 040921 – Richiamo per rischio presenza di allergeni

Contaminazione microbiologica degli alimenti

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Il termine “contaminazione” indica la presenza di un pericolo nell’alimento. I contaminanti degli alimenti possono essere chimici, fisici e biologici, in quest’ultimo caso si ha contaminazione biologica.

I contaminanti biologici sono organismi viventi detti anche microrganismi, costituiti da una o poche cellule di piccole dimensioni, che possono vivere ovunque: nei cibi, nell’acqua, nel suolo e nell’aria, nell’organismo umano e negli animali. Tali microrganismi hanno una elevata capacità di riprodursi e moltiplicarsi in ambienti favorevoli per la presenza di nutrienti, temperatura, umidità, ossigeno, acidità e tempo adeguati.

Possono essere:

  • batteri
  • muffe
  • lieviti
  • virus
  • parassiti

Quelli che più spesso contaminano gli alimenti sono i batteri I batteri, che possono essere distinti in:

  • patogeni che cioè determinano malattie a seguito all’ingestione di alimenti contaminati
  • non patogeni detti anche “utili”, cioè non in grado, in condizioni abituali, di provocare malattia, come ad esempio i costituenti la ” flora intestinale” oppure quelli usati per la fermentazione di yogurt e formaggi.

Alcuni tipi di batteri quando si trovano in ambiente a loro ostile soprattutto per mancanza di acqua), si rivestono di involucri protettivi esterni (una specie di corazza chiamata “spora“) , che permettono loro di resistere per molto tempo.

Altri batteri, durante la moltiplicazione, sono in grado di produrre tossine, come lo stafilococcus aureus ed il  clostridium botulinum.

Le muffe sono funghi che possono alterare gli alimenti solitamente in modo visibile: si sviluppano in ambienti umidi e crescono anche a temperatura di frigorifero. Alcune specie producono micotossine.

I lieviti sono microrganismi invisibili ad occhio nudo, che si sviluppano in alimenti ricchi di zucchero come il pane ed il vino, che possono alterare gli alimenti ed essere presenti in grandi quantità.

I virus sono estremamente piccoli e si moltiplicano solo in altre cellule viventi, come il virus dell’epatite A che si trasmette con il consumo di frutti di mare crudi o con l’acqua non potabile. I parassiti sono organismi più grandi che possono essere nocivi per la salute di chi consuma alimenti provenienti da animali che ne sono infestati, come per esempio la trichinella nel maiale e la salmonella nel pollo.

La contaminazione da microrganismi può essere di più tipi:

  • Primaria: si verifica nella fase di produzione primaria degli alimenti per cui le materie prime sono contaminate all’origine. Riguarda prodotti vegetali, acqua, aria, suolo, prodotti di origine animale.
  • Secondaria: si verifica durante le fasi di trasformazione, preparazione, manipolazione e dipende dall’igiene dell’ambiente di lavoro, delle attrezzature a contatto con gli alimenti e dal personale che manipola gli alimenti Se l’alimento non viene consumato immediatamente i microrganismi contaminanti (batteri) possono andare incontro a proliferazione
  • Terziaria: si verifica a livello di conservazione, stoccaggio e commercializzazione dei prodotti alimentari ed è causato dagli ambienti di stoccaggio contaminati o dai vettori (insetti, roditori.). I microrganismi che contaminano gli alimenti in questa fase possono andare incontro a proliferazione
  • Quaternaria: si verifica in fase di consumo, dipende dall’igiene dell’ambiente, delle stoviglie, del personale, è particolarmente importante quando coinvolge virus o batteri altamente patogeni per cui sono sufficienti basse cariche infettanti
  • Crociata: è il passaggio diretto o indiretto di microrganismi da alimenti contaminati (solitamente crudi) ad alimenti pronti al consumo o che hanno già subito trattamenti di bonifica come cottura o pastorizzazione. È causata da diversi fattori: piani di appoggio comuni, stoviglie e coltelli utilizzati senza sanificazione sia per gli alimenti crudi che per quelli cotti, operatore (manipolazione di alimenti crudi e cotti senza lavaggio delle mani)

 

RASFF: Le allerte alimentari di Giugno

By Sicurezza AlimentareNo Comments
Cos’è il RASFF

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la

salute.

 

Il RASFF di Giugno

Il grafico mostra la quota di allerte registrata per i singoli alimenti

 

 

Su un totale di 114 allerte, il numero maggiore (41) si registra per il pollame. Seguono noci, nocciole e prodotti a base di noci e nocciole, semi (26) e, in misura minore, frutta e verdura (10).

 

Le allerte per il pollame sono tutte relative alla presenza di Salmonella, quelle per noci, nocciole e prodotti a base di noci, nocciole, semi sono motivate dalla presenza di Micotossine e quelle per frutta e verdura si registrano principalmente per pesticidi.

Per quanto riguarda i pericoli, il numero maggiore di allerte si registra per contaminazione microbiologica da Salmonella (61) e micotossine (39)

Le allerte per Salmonella riguardano soprattutto il pollame e, in misura minore, erbe e spezie, carne e prodotti a base di carne e pesce e prodotti a base di pesce

 

Per quanto riguarda le micotossine, invece, le allerte riguardano noci, nocciole e prodotti a base di noci, nocciole, semi (24), frutta e vegetali (5) e molluschi bivalvi e derivati (4)

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli

operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione

dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Giugno, sono stati pubblicati i seguenti richiami:

 

  • Pastificio Novella Sas – pesto genovese senza aglio, L 171 – Rischio microbiologico
  • Arkocapsule BIO Curcuma + piperina, L J03103A – Rischio chimico
  • Curry Consilia Minipet, L 06350U – Allergeni
  • Salame Campagnolo Prodotto per Penny Market, L 123 – Rischio microbiologico
  • Salsiccia Casereccia Dolce De Luca Srl, L 33088 – Rischio microbiologico
  • Zenzero in polvere biologico / Organic Ginger Powder sottolestelle, L 200411Z – Rischio chimico
  • Frollini gocce cioccolato extra Buon’Ora, L 15214 (B) – Allergeni
  • Trancio di tonno a pinne gialle decongelato con acqua aggiunta, Ittica Zu Pietro srl, L 2008218/21 2008217/21 2008216/21 2008215/21 2008214/21 2008213/21 – Rischio chimico
  • Gallette di farro, Albaluna – L 31 10 21 – Allergeni
  • ISPAGHUL conf. 60 compresse Erba vita, L 6021 – Rischio chimico
  • Psillo cuticola polvere 100 gr Erba vita, L 4921 – Rischio chimico

 

Piani di autocontrollo ristorazione, cosa sono e a chi spetta farli

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Il manuale di autocontrollo è il documento che descrive il sistema di gestione per la sicurezza alimentare della specifica impresa a cui si riferisce. Nel manuale sono definite le procedure basate sui principi del sistema HACCP (Hazard analysis and critical control points):

  • Identificare ogni pericolo da prevenire, eliminare o ridurre
  • Identificare i punti critici di controllo (CCP – Critical Control Points) nelle fasi in cui è possibile prevenire, eliminare o ridurre un rischio
  • Stabilire, per questi punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l’accettabilità dalla inaccettabilità
  • Stabilire e applicare procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo
  • Stabilire azioni correttive se un punto critico non risulta sotto controllo (superamento dei limiti critici stabiliti)
  • Stabilire le procedure da applicare regolarmente per verificare l’effettivo funzionamento delle misure adottate
  • Predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa alimentare.

Il sistema HACCP (con i suoi princìpi), costituisce solo una parte del manuale di autocontrollo in cui devono trovare ampia descrizione le misure di corretta prassi operativa e l’implementazione dei programmi di prerequisiti (programmi di sanificazione, pest control, manutenzioni, ecc.) necessari per controllare le condizioni operative dell’impresa.

In molti casi può essere utile suddividere il documento (che può essere sia cartaceo che elettronico) in sezioni/capitoli descrittivi dell’azienda, dei prodotti e delle modalità operative. La struttura di generico manuale di autocontrollo è la seguente:

  • Scopo e campo di applicazione;
  • Definizioni e terminologia;
  • Normativa cogente e altre fonti di riferimento;
  • Descrizione dei prodotti e destinazione d’uso;
  • Descrizione dei processi produttivi (diagrammi di flusso);
  • Pericoli e rischi specifici (analisi propedeutica per l’applicazione del sistema HACCP);
  • Programmi di prerequisiti:
    • Infrastrutture (edifici ed attrezzature);
    • Pulizia e disinfezione;
    • Controllo degli animali infestanti;
    • Manutenzione tecnica e taratura;
    • Corrette prassi igieniche (Good Hygiene Practice, GHP);
    • Buone prassi di fabbricazione (Good Manufacturing Practice, GMP);
  • Sistema HACCP;
  • Rintracciabilità e procedure di blocco, ritiro e richiamo;
  • Fornitura di informazioni ai consumatori: etichettatura e altre forme di informazione (es. pubblicità);
  • Registrazioni e informazioni documentate.

Gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o più procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP”

Piano di autocontrollo per le attività di ristorazione

Le attività di ristorazione non possono essere svolte senza il piano HACCP. Ogni ristoratore deve possedere un manuale di autocontrollo e renderlo disponibili per le autorità competenti in sede di controlli.

Per la stesura del documento, si valuta la tipologia di alimenti lavorati in quanto alla base di prodotti diversi ci sono processi di produzione e rischi variabili.

Successivamente, si prepara una rappresentazione schematica di ogni singola fase del processo, dall’acquisto delle materie prime alla somministrazione del prodotto finito. Per ogni fase sono individuati eventuali pericoli derivanti da:

  • agenti biologici: contaminazione da microrganismi
  • agenti fisici: presenza di corpi estranei
  • agenti chimici: residui di detergenti

e definite procedure ad hoc per la riduzione del rischio.

Le allerte alimentari di maggio

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Cos’è il RASFF

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la

salute.

 

Il RASFF di Maggio

Il grafico mostra il trend delle allerte per categoria di alimento:

Su un totale di 153 allerte per gli alimenti, il numero maggiore si registra per frutta e vegetali (35), noci, nocciole e prodotti a base di noci, nocciole e semi (30), pollame e prodotti a base di pollame (24).

Per quanto riguarda i pericoli, il numero maggiore di allerte si registra per contaminazione microbiologica da Salmonella (50), micotossine (42) e residui di pesticidi (28). Seguono, in misura molto minore, Listeria (9) ed E. coli (8).

 

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli

operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione

dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Maggio, il numero di avvisi del Ministero della salute è significativamente più esiguo rispetto ai mesi precedenti:

 

  • Salmone Selvaggio Sockeye affumicato, L 20972163 – Rischio microbiologico
  • Latte Candia Alta Digeribilita’ 1% di grassi, L 21098 U14 – Rischio microbiologico

 

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