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Challenge Test

Challenge test cosmetici: consulenza e analisi

Il Challenge Test è uno dei più importanti test cosmetologici effettuati in laboratorio. Si tratta di uno strumento fondamentale per la valutazione del sistema conservante dei prodotti cosmetici oltreché per verificare la contaminazione microbiologica che essi possono subire.

Gruppo Maurizi, grazie al suo laboratorio interno accreditato Accredia dotato di attrezzature all’avanguardia e un team di tecnici esperti, è in grado di effettuare il challenge test sui cosmetici della tua azienda per valutarne la qualità e la durabilità.

Cosa è il Challenge Test?

Il Challenge test è un test che permette di valutare l’efficacia del sistema conservante di un prodotto cosmetico durante la produzione, lo stoccaggio e, cosa ancor più importante, durante l’utilizzo da parte del consumatore. Infatti, in sede di laboratorio, questo test viene realizzato proprio in fase di sviluppo del prodotto stesso.

Secondo la normativa vigente gli elementi da tenere in considerazione durante il Challenge test sono:

  • Water activity (Aw): si tratta di un indice relativo alla quantità di acqua e, prodotti a basso contenuto di acqua o privi di acqua, sono considerati a basso rischio microbiologico, un prodotto viene considerato a basso rischio quando il valore di Aw è inferiore a 0,6
  • Valori di pH: quando il pH è molto acido (< 3,0) o molto basico (> 11) il prodotto è considerabile a basso rischio;
  • Contenuto in alcool: prodotti con contenuto in alcool superiore al 20% sono considerabili a basso rischio;
  • Materie prime ostili alla proliferazione microbica;
  • Condizioni alle quali viene effettuata la produzione;
  • Tipologia di packaging: ad esempio, prodotti in confezioni monouso o prodotti spray sono considerabili a basso rischio.

Perché usufruire del supporto di Gruppo Maurizi per il Challenge Test?

Gruppo Maurizi offre servizi di consulenza e analisi di laboratorio in grado di effettuare il Challenge test all’interno del nostro laboratorio interno accreditato Accredia.

Grazie alla nostra esperienza lunga più di cinquant’anni, il team di Gruppo Maurizi ti consentirà di ottimizzare i processi produttivi e di individuare criticità eventuali, così da attuare le modifiche necessarie a minimizzare il rischio di instabilità microbiologica, andando così a garantire al consumatore finale la sicurezza e la qualità del prodotto.

A quale tipo di aziende si rivolge questo servizio?

I servizi di consulenza di Gruppo Maurizi si rivolgono alle aziende cosmetiche, ai produttori di cosmetici anche per conto terzi, a farmacie e parafarmacie  che eseguono preparazioni galeniche e che vogliano valutare la sicurezza microbiologica dei prodotti tramite Challenge test, prima che essi vengano utilizzati dal consumatore finale.

I microrganismi impiegati per il challenge test, secondo la norma UNI EN ISO 11930:2019 e secondo la Farmacopea Europea sono:

I microrganismi impiegati per il challenge test, secondo la norma UNI EN ISO 11930:2022 e secondo la Farmacopea Europea sono:

  • Pseudomonas Aeruginosa;
  • Staphylococcus Aureus;
  • Coli;
  • Candida Albicans;

Lo scopo di questo tipo di test cosmetologico è verificare l’efficienza del sistema conservante usato nella formulazione. Inoculando i microrganismi nel prodotto cosmetico siamo in grado di verificarne la sopravvivenza nel tempo.

Il challenge test è costituito sostanzialmente dalle seguenti fasi:

  • Valutazione preliminare del campione;
  • Preparazione dell’inoculo;
  • Controllo della sopravvivenza dei microrganismi a vari intervalli di tempo.

Valutazione preliminare del campione

È importante sottoporre il campione a un’analisi preliminare in modo da verificare che non sia già contaminato in origine

Preparazione dell’inoculo

Consiste in una serie di passaggi nei quali i ceppi vengono trapiantati nel terreno di coltura più idoneo in modo da permetterne la crescita, queste colture vengono poi lavate e centrifugate fino ad ottenere la sospensione voluta. L’intervallo richiesto per l’inoculo solitamente è compreso tra 10 6 e 10 8 UFC/ml.

Controllo della sopravvivenza dei microrganismi a vari intervalli di tempo

I controlli vengono effettuati a vari intervalli di tempo, e nello specifico: T0; 24 ore e 48 ore; 7, 14, 21 e 28 giorni dall’inoculo

Quando va effettuato il Challenge test?

Non tutti i prodotti hanno bisogno del Challenge test. La norma UNI EN ISO 29621:2017 ha l’obiettivo di aiutare i produttori di cosmetici e gli organismi di regolamentazione a definire quei prodotti finiti che, sulla base di una valutazione del rischio, presentano un basso rischio di contaminazione microbica durante la produzione e/o l’utilizzo previsto, e quindi, non richiedono l’applicazione del test.

Il Challenge test deve essere, pertanto, effettuato durante la formulazione del cosmetico, ovvero nella sua fase di sviluppo, prima dell’immissione del prodotto sul commercio

Quali sono i livelli di conformità?

Seguendo i criteri di accettabilità forniti dalla ISO 11930, potrà essere assegnata la conformità ai cosmetici come segue:

  1. Conformità al Criterio A: il rischio microbiologico è accettabile: il prodotto cosmetico è considerato protetto contro la proliferazione microbica e non è necessario considerare altri fattori che sono indipendenti dalla formulazione;
  2. Conformità al Criterio B: il rischio microbiologico è accettabile, ma la valutazione del rischio microbiologico dovrà prendere in considerazione anche i fattori di controllo indipendenti dalla formulazione, quali le caratteristiche del packaging per ridurre il rischio microbiologico;
  3. Non conformità: a nessuno dei due criteri: il sistema conservante non è idoneo a preservare il prodotto cosmetico analizzato

Il riferimento normativo per la qualità microbiologica dei cosmetici

Il Challenge test è normato dal Regolamento (CE) n. 1223/2009 che, nell’allegato I al punto 3, ovvero quello relativo alla qualità microbiologica del prodotto cosmetico, specifica che nella relazione sulla sicurezza deve essere riportato l’esito del test.

Secondo quanto riportato nella normativa, questo test è obbligatorio per tutti i prodotti cosmetici che possono presentare il rischio di contaminazione batteriologica. Sono esentati da questi test solo i prodotti a base alcolica o quelli con pH molto basici come i saponi.

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