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Colletta alimentare: best practice contro gli sprechi

By 18 Ottobre 2023Sicurezza Alimentare5 min read
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Sono ormai diversi anni che il Banco Alimentare ha intrapreso l’iniziativa della colletta alimentare, incontrando l’entusiasta adesione di diverse catene di supermercati. 

Ogni giorno viene recuperata una gran quantità di cibo per le persone più bisognose, combattendo lo spreco e mettendo in campo la solidarietà di cui gli italiani hanno sempre saputo dimostrare di essere campioni. 

Il tema della lotta allo spreco alimentare è decisamente portante nel nostro Paese, che in questo senso di certo non brilla. Vediamo insieme quali sono le modalità di conservazione degli alimenti conformi alla sicurezza alimentare per evitare gli sprechi. 

Invece, per approfondire l’iniziativa del Banco Alimentare, clicca qui.

Le norme da rispettare per una buona sicurezza alimentare

Conoscere i metodi di conservazione degli alimenti è il modo migliore per garantire la sicurezza dei cibi che mangiamo. Il Consiglio Nazionale dei chimici ha messo a punto a questo scopo un Decalogo della sicurezza alimentare, nel quale sono spiegate le pratiche corrette che aziende e consumatori devono necessariamente mettere in pratica. 

Anche il Ministero della Salute ha elaborato una lista di suggerimenti per garantire la sicurezza nel nostro frigorifero. Per approfondire i consigli del Ministero della Salute, clicca qui. 

Conservazione degli alimenti a temperatura controllata

Conservare gli alimenti alle temperature appropriate significa ridurre al minimo il rischio microbiologico derivante dalla moltiplicazione batterica. Infatti, alcuni alimenti hanno bisogno di essere conservati a una temperatura costante, senza mai interrompere la catena del freddo. 

Così come i commercianti e i produttori devono osservare specifiche metodologie di conservazione dei prodotti surgelati, congelati o deperibili, ecco che anche a casa bisogna sapere come scongelare i prodotti o conservarli. 

Lo scongelamento dei cibi

Le norme HACCP possono venire in nostro soccorso anche nelle mura domestiche, dove i rischi della sicurezza alimentare sono concreti tanto quanto nelle cucine professionali o nelle grandi industrie alimentari. È infatti indispensabile per la tutela della nostra salute sapere come scongelare correttamente un prodotto surgelato, onde evitare la proliferazione dei batteri. 

Volendo riassumere, potremmo elencare tre passaggi fondamentali: 

  1. Non scongelare a temperatura ambiente: questa pratica comporta un rischio igienico, in quanto la temperatura dell’alimento in superficie può raggiungere più velocemente la temperatura ambientale mentre al cuore il prodotto risulta ancora congelato. Meglio usare il microonde in modalità defrost, se lo possediamo. 
  2. Una volta scongelato, è opportuno conservare il cibo tra 0°C e +4°C e consumarlo entro 24 ore; 
  3. Dopo lo scongelamento, è necessario prestare attenzione a non contaminare l’alimento per limitare il rischio di proliferazione di agenti patogeni o la formazione di sostanze tossiche.  

La data di scadenza

Leggiamo sempre con grande attenzione le indicazioni in etichetta, soprattutto quelle riguardo la data di scadenza. Sul prodotto, infatti, sono presenti molte informazioni utili, che non dovremmo assolutamente tralasciare di leggere prima di effettuare l’acquisto o prima di consumare l’alimento. 

Prestiamo attenzione a non fare confusione fra la data di scadenza indicata con la dicitura “da consumarsi entro il” dalla data di preferibile consumo indicata invece con “da consumarsi preferibilmente entro il”. Nel secondo caso, il prodotto può perdere le sue caratteristiche nutrizionali o organolettiche ma non diventa pericoloso per la salute, mentre nel primo è tassativamente vietato consumare l’alimento oltre la data indicata. 

Ad esempio, per le uova è bene sapere i termini entro cui vanno consumate e come conservarle per evitare rischi anche gravi, come le infezioni da salmonella. 

Disposizione degli alimenti in frigo

Come spiegato a chiare lettere dal Ministero della Salute, all’interno del frigorifero non vi è ovunque la stessa temperatura. Infatti, la mensola più bassa, subito sopra il cassetto per le verdure, è la parte più fredda, con una temperatura di circa 2°C, mentre la parte “più calda” è rappresentata dallo sportello. 

Queste sono informazioni importanti da tenere a mente prima di disporre gli alimenti all’interno del frigo, poiché i vari alimenti devono essere conservati a differente temperatura fra loro. 

Ad esempio, carne e pesce devono essere riposti nei ripiani più bassi, perché necessitano di temperature più basse; le verdure e la frutta vanno invece nel cassetto al di sotto dei ripiani, poiché rischiano di essere danneggiate dalle temperature troppo basse. La parte centrale, che di solito si attesta intorno ai 4-5°C, è riservata a uova, latticini, formaggi e in generale i cibi già “aperti”. L’anta del frigo è il punto più caldo ed è quindi destinata ai prodotti che necessitano solo di una leggera refrigerazione, quali le bibite e il burro. 

Suggerimenti per la refrigerazione

Ritorniamo alle indicazioni del Ministero della Salute per riportare alcuni utili suggerimenti per un corretto utilizzo del frigorifero: 

  1. Controlla periodicamente la temperatura del frigorifero; 
  2. Ogni zona del frigo mantiene temperature diverse; 
  3. Non conservare gli alimenti oltre la data di scadenza; 
  4. Ogni alimento ha la sua temperatura di conservazione; 
  5. Il frigo non è indicato per ogni alimento; 
  6. Non riporre mai in frigo alimenti caldi; 
  7. Fai attenzione alle cross-contaminazioni, lasciando sempre spazio fra i vari prodotti e non mischiando alimenti crudi con quelli cotti; 
  8. Utilizza contenitori puliti e sigillati; 
  9. Pulisci regolarmente l’interno del frigorifero per evitare la formazione di microbi e microrganismi nocivi; 
  10. Non fare scorte troppo abbondanti per evitare sprechi. 

La legislazione sulla conservazione dei cibi

I riferimenti normativi riguardati la sicurezza alimentare dei cibi conservati sono volti principalmente a garantire la tracciabilità degli alimenti, la loro igiene e sicurezza.  

Il riferimento normativo principale è il Regolamento UE n. 852/2004. Questo Regolamento impone alle aziende l’applicazione del sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), che può rivelarsi molto utile anche nella cucina di casa. 

La normativa pone le basi per i principi generali relativi all’igiene e alla sicurezza degli alimenti, dai quali possiamo dedurre i corretti metodi di conservazione degli alimenti di cui abbiamo discusso in questo articolo. 

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