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Il “buon” cioccolato..!

Qual’è il vero Cioccolato?

Secondo il D.lgs 178/03 si può dire cioccolato:

Il prodotto ottenuto da prodotti di cacao e zuccheri che presenta un tenore minimo di sostanza secca totale di cacao del 35%, di cui non meno del 18% di burro di cacao e non meno del 14 per cento di cacao secco sgrassato.

Può esserci il  cioccolato al latte (All comma 6): prodotto ottenuto da prodotti di cacao, zuccheri e latte o prodotti derivati dal latte e che presenta un tenore minimo:

a) di sostanza secca totale di cacao del 25%;

b) di sostanza secca del latte ottenuta dalla disidratazione parziale o totale di latte intero, di latte parzialmente o totalmente scremato, di panna, di panna parzialmente o totalmente disidratata, di burro o di grassi del latte del 14%;

cioccolato

c) di cacao secco sgrassato del 2,5%;

d) di grassi del latte del 3,5%;

e) di grassi totali (burro di cacao e grassi del latte) del 25%.

 

Lo sapevate che esiste anche il Cioccolato comune al latte (All 1, comma 5) che null’altro è se non un cioccolato al latte ma con sostanza secca totale di cacao del 20% invece che del 25%, sostanza secca del latte del 20% invece che del 25%,  grassi del latte minimo 5% e non 3,5%, e stessi grassi totali  (burro di cacao e grassi del latte).

Si possono usare  “espressioni o aggettivi relativi a criteri di qualità”  tipo fineextrafinissimo se il prodotto contiene:

– CIOCCOLATO: non meno del 43% di sostanza secca totale di cacao, di cui non meno del 26% di burro di cacao

CIOCCOLATO AL LATTE: non meno del 30% di sostanza secca totale di cacao e del 18% di sostanza del latte ottenuta dalla disidratazione parziale o totale di latte intero, parzialmente scremato, panna, panna parzialmente o totalmente disidratata, burro o grassi del latte, di cui almeno il 4.5 % di grassi del latte.

 

Si possono usare grassi diversi dal burro di cacao?

La risposta è si, purché (art.2):  Ai prodotti di cioccolato, possono essere aggiunti i grassi vegetali, diversi dal burro di cacao.

L’aggiunta di grassi vegetali non può superare il 5% del prodotto finito dopo, senza che sia ridotto il tenore minimo di burro di cacao o di sostanza secca totale di cacao.

Se volete essere sicuri di quello che state comprando, leggete l’etichetta perché la percentuale di cacao deve essere dichiarata.

E per chi non rispetta le regole ci sono le sanzioni (art.7) che vanno fino  a 8.000,00 euro

 

 

Presto sarà tempo di Pasqua, tempo di colomba e uova di cioccolato: ecco come riconoscere una colomba “vera”!

 

 

By | 2018-03-19T14:57:08+00:00 03 gennaio 2016|

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