Il pericolo micotossine

Globalizzazione dei mercati, ed in particolare di quello alimentare, vuol dire maggiori rischi e pericoli legati a cattive pratiche di gestione degli alimenti.

Tra i pericoli che maggiormente interessano la comunità “alimentare” vi è quello delle Micotossine, muffe che possono causare malattie negli esseri umani.

Funghi come l’Aspergillus e il Fusarium producono micotossine, come le aflatossine, che possono causare anche disturbi della crescita nei bambini, cancro al fegato e problemi al sistema immunitario. Secondo la Fao le micotossine ogni anno infettano circa un quarto delle colture agricole del  mondo e provocano la perdita di un miliardo di tonnellate di cibo.

“Sia la Comunità Europea che l’Italia stessa sono sempre all’avanguardia nella gestione delle allerte alimentari, sia nell’ottica della prevenzione che in quella dei controlli. Non a caso da alcuni anni a questa parte si è avvertita la necessità di incrementare i controlli, soprattutto verso quei Paesi considerati a rischio, nei confronti dei quali la richiesta di materie prime si è andata incrementando.

Le  Micotossine, per la loro natura ubiquitaria, sono un pericolo per molte categorie di alimenti e, se mal gestite, possono potenzialmente essere causa di intossicazioni sia nell’uomo che negli animali”.

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Lo spiega Fernando Maurizi, Segretario del Consiglio Nazionale dei Chimici all’aperturta stamattina a Roma dell IV Congresso Nazionale sulle micotossine nella filiera Agro-Alimentare  organizzato dall ‘Istituto Superiore di Sanità e dal Consiglio Nazionale dei Chimici e che durerà fino a mercoledì 13 giugno presso l’ Aula Pocchiari dell’ISS in viale Regina Elena 299.

E’ necessario comprendere a fondo quello che è lo stato dell’arte riguardo alle Micotossine. Quanto ne sappiamo?

Quali sono gli effetti dannosi per uomo e animali? Quali le novità nel campo della ricerca?

Solo ricevendo risposte precise e puntuali le imprese possono avere un quadro il più completo possibile per poter gestire il pericolo e per evitare problemi per la popolazione.

“In questa ottica si delinea il ruolo del Chimico che, con le sue competenze può essere considerato una figura di riferimento, una sorta di ‘trait d’union’ capace di mettere in comunicazione tra loro le diverse figure professionali che di volta in volta si alternano nel difficile compito di caratterizzare i diversi aspetti che caratterizzano le Micotossine – sottolinea Maurizi – Senza tralasciare le competenze tecniche che consentono sicuramente ad un chimico di poter comprendere ‘a tutto tondo’ i diversi aspetti legate alle Micotossine, il loro sviluppo, i rischi a loro connessi, le metodiche di analisi, solo per citarne alcuni.