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“Ho prodotto un rifiuto e quindi chiedo ad un Laboratorio di fare un’analisi, in modo da non avere problemi”.

Questa affermazione sarà l’inizio dei tuoi problemi!

La gestione di un rifiuto non si può sempre limitare ad una caratterizzazione e classificazione, intese come individuare un codice e le eventuali HP, ma deve considerare anche altri aspetti legati alla sicurezza dei lavoratori, al trasporto e all’eventuale stoccaggio di grandi quantità.

Non dobbiamo dimenticare che i codici di pericolo sono regolamentati dal CLP (Regolamento 1272/2008) e ciascuno di essi è corrispondente ad un rischio specifico e ad una specifica via di esposizione, mentre le caratteristiche di pericolo di un rifiuto (le HP) accorpano diversi livelli dello stesso rischio.

Un rifiuto, caratterizzato con la “classica” analisi completa per individuare le HP, potrebbe essere classificato come Tossico e sul giudizio del Rapporto di Prova si indicherà questa classificazione secondo il Regolamento (UE) 1357/2014:

è tutto formalmente corretto, ma l’informazione è assolutamente insufficiente se dobbiamo porci il problema di come ottemperare alle prescrizioni previste dalle norme sulla sicurezza dei lavoratori: si dovrebbero applicare i criteri del Regolamento 1272/2008, che sono molto dettagliati.

Analoghe ed ulteriori considerazioni possono essere fatte in riferimento all’ecotossicità di un rifiuto che, da un punto di vista della caratterizzazione, deve fare riferimento al Regolamento (UE) 997/2017 ma che, per il trasporto ADR considera altre formule di calcolo e questo potrebbe far sì che un rifiuto sia classificato come Ecotossico con attribuzione della caratteristica di pericolo HP14, ma che non viaggi in ADR.

Inoltre, le prescrizioni della SEVESO sono legate alla caratterizzazione di un rifiuto e ci sono sicuramente delle analogie con le considerazioni mosse a partire dai Regolamenti per l’attribuzione delle caratteristiche di pericolo ma, anche in questo caso, ci sono casi assolutamente non immediati e che necessitano di un approfondimento.

Un altro aspetto molto delicato è quello introdotto dalla Sentenza della Corte Europea del Marzo di quest’anno (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:62017CJ0487&from=EN) che risponde a molte domande ma che rende il lavoro di caratterizzazione molto più complesso.

Una possibile sintesi di questa sentenza è che si deve dare evidenza di aver valutato tutti gli aspetti legati alla corretta gestione del rifiuto, spiegando il motivo che ha condotto ad una determinata classificazione e raggruppando tutte le informazioni che si hanno o che si sono desunte in merito alla natura del rifiuto.

In buona sostanza, “le analisi” intese come il certificato di analisi con un lungo elenco di parametri e i relativi risultati, sono soltanto uno dei tanti documenti che devono essere prodotti quando si classifica un rifiuto.

Alla luce di questo, il Rapporto di Prova deve descrivere in modo approfondito il rifiuto, specificandone la natura, la provenienza ed eventuali altre informazioni che ne garantiscano l’individuazione univoca.

Il Giudizio del Rapporto di Prova, d’altro canto, deve citare tutti i documenti impiegati per le valutazioni e deve fornire tutte le informazioni necessarie ad una corretta gestione, spiegando perché il rifiuto è stato classificato in un certo modo, quali documenti sono stati impiegati per eseguire la valutazione e quali sono i motivi che hanno spinto a suggerire determinate modalità di gestione.

Ovviamente, per arrivare a questo genere di risultato sono necessarie comunicazione e collaborazione tra il Chimico/consulente/Laboratorio e le persone interessate alla produzione e gestione del rifiuto e, soprattutto, è necessario che il Laboratorio sia vicino al cliente e che lo segua lungo tutto il percorso:

limitarsi a determinare, anche in maniera impeccabile e in poco tempo, migliaia di parametri su un rifiuto per poi classificarlo con “codice + HP eventuali” riteniamo che non sia assolutamente sufficiente.

Gruppo Maurizi non è soltanto un Laboratorio, ma un consulente unico che segue tutti gli aspetti della sicurezza ambientale avvalendosi del proprio Laboratorio per dare risposte ai clienti e, per questo, incarna perfettamente tutti gli aspetti sopra discussi e che stanno prendendo sempre maggiormente piede tra gli Enti di controllo.

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