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Come conservi il cibo?

Breve guida alla conservazione domestica degli alimenti

Le azienda alimentari ripongono sempre maggiore attenzione nel garantire alimenti salubri ai propri consumatori.

Un alimento sano, oltre che buono, è un requisito fondamentale per ciascuno di noi, e pretendiamo perciò la perfezione da chi gli alimenti li produce.

Tuttavia c’è un passaggio fondamentale che non va sottovalutato: dal momento in cui l’alimento esce dal canale commerciale sta al consumatore stesso non rendere vani tutti gli accorgimenti che sono stati seguiti a monte!

Dopo la fase di acquisto infatti, il trasporto, la conservazione domestica e la preparazione dei prodotti devono essere tali da minimizzare il rischio di pericolose contaminazioni batteriche.

Quali sono le modalità di conservazione domestica che garantiscono la sicurezza e la qualità dei prodotti sulla nostra tavola?

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Alimenti deperibili

Una volta raggiunta la propria abitazione è fondamentale riporre con precedenza assoluta gli alimenti deperibili all’interno delle dotazioni frigorifere.

Il freddo infatti è un alleato prezioso alla lotta contro i batteri, ma si ricorda che le basse temperature non uccidono i microrganismi, ne inibiscono solo la proliferazione, ed alcuni di essi resistono anche alle temperature di refrigerazione.

Le temperature consigliate per i deperibili variano da alimento ad alimento; in generale un intervallo che va da 0°C a + 10°C è una buona garanzia di sicurezza alimentare per i prodotti freschi (se temperature prossime allo zero sono ideali per alimenti particolarmente delicati, come pesce fresco o carni macinate, i prodotti dell’ortofrutta sopportano bene anche temperature più elevate).

I prodotti surgelati necessitano di una temperatura inferiore ai -18°C.

Verificare che il congelatore  (o il vano congelatore della dotazione frigo) non presenti brina (indicatore di sbalzi di temperatura), e che risulti ordinato e pulito.

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In caso di interruzione della corrente il frigorifero ed il congelatore vanno tenuti ben chiusi, al momento dell’utilizzo degli alimenti verificare che gli stessi abbiano mantenuto la temperatura, in caso di dubbio consumarli solo dopo cottura prolungata o eliminarli.

Anche se di per sé il frigorifero rappresenta un ambiente ostile ai batteri, va comunque sanificato, e le tipologie di alimenti al suo interno vanno separate in modo opportuno!

La modalità di conservazione e la disposizione degli alimenti all’interno del frigorifero sono importanti:

sistemare l’ortofrutta nella scaffalature più basse, permette di evitare che residui eventuali di terriccio possano contaminare gli altri alimenti.

Oramai la maggior parte dei frigoriferi moderni dispone di vani appositi per la separazione dei prodotti, al fine di evitare possibili contaminazioni crociate (la cassettiera per l’ortofrutta, il portauova, il vano per le bevande).

È importante non dimenticare che una volta che la confezione dell’alimento viene aperta, esso può andare incontro ad un rapido deterioramento, dovuto al contatto con l’aria, con gli utensili, con le mani dell’utilizzatore; tutti potenziali veicoli di germi patogeni (questo vale anche per quei prodotti inscatolati a base di pesce, carne, latte che nel punto vendita troviamo esposti a temperatura ambiente: una volta aperti vanno conservati in frigo e consumati entro 3-4 giorni (come suggerito dal produttore in etichetta).

Infatti gli alimenti mantengono tutte le loro caratteristiche di qualità e le condizioni di sicurezza a patto che sia garantita l’integrità della confezione e che siano rispettate le modalità di conservazione indicate.

Per i più sbadati si ricorda il principio FIFO (First in – First Out), ossia il primo alimento ad entrare è il primo a dover uscire.

I prodotti a ridosso della data di scadenza devono essere posizionati davanti rispetto a quelli con scadenza più in là nel tempo.

Questo comportamento evita che restino in frigo prodotti scaduti.

Anche se l’aspetto di un frigorifero pieno è sicuramente invitante, una dotazione frigo sovraccarica è da evitare: un carico eccessivo non permette una idonea circolazione di aria e quindi una distribuzione uniforme della temperatura.

Alimenti non deperibili

Per i prodotti non deperibili (pasta secca, biscotti, scatolame…) è sufficiente verificare che le confezioni siano integre, poste in ambiente pulito ed areato.

L’acqua può essere alloggiata nel vano dedicato della dotazione frigorifera, ma non è necessario: per gli amanti dell’acqua a temperatura ambiente l’accorgimento è quello di lasciare le bottiglie al riparo dalla luce e da fonti di calore, in un luogo pulito, asciutto e privo di odori.

L’olio va conservato all’interno di contenitori scuri, lontano da fonti di calore e dalla luce, fattori che potrebbero determinarne l’irrancidimento.

Così come per una azienda alimentare, anche a casa propria le buone norme di conservazione e di preparazione degli alimenti sono fondamentali:

esse restano infatti un prerequisito importante per garantire la salubrità degli alimenti che mangiamo.

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2018-03-19T14:56:53+02:0009 Luglio 2016|

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