A Roma il convegno organizzato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dal Consiglio Nazionale dei Chimici.

Sulla base dei controlli ufficiali, la frutta e la verdura che ogni giorno consumiamo risultano sicure per i consumatori. E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione del Ministero della Salute* e pubblicato sul sito istituzionale.

La ricerca, che tranquillizza gli italiani sulla salubrità dei prodotti ortofrutticoli, è stata presentata oggi a Roma presso l’Auditorium Biagio D’Alba nel corso del convegno La tutela dell’ambiente: garanzia della salubrità e sicurezza del nostro cibo organizzato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dal CNC Italia  (Consiglio Nazionale dei Chimici).

In totale sono stati analizzati 6.845 campioni di ortofrutticoli (3656 frutti e 3189 ortaggi). In due casi su tre (66,7%) i campioni sono risultati del tutto privi di residui dei rimedi utilizzati per proteggere e curare le piante. Degli altri casi, soltanto l’1,1% è risultato irregolare, mentre il restante 32,2 % rientra comunque nei limiti di legge.

Tra i campioni che presentano dei residui (regolari o irregolari), alcuni presentano un singolo residuo, e altri più di un residuo di sostanze differenti. Va rilevato che mentre nel 24% dei campioni di frutta si è riscontrato più di un residuo, per gli ortofrutticoli la percentuale di multiresiduo è decisamente più bassa (4,1%).

Consiglio-Nazionale-dei-Chimici

Intervista ad Armando Zingales, Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici:

“Il dato non sorprende – perché gli alberi da frutto sono trattati con più principi attivi e sono soggetti a più trattamenti nel loro ciclo di fioritura, fruttificazione e dopo la raccolta”.

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“Dallo studio presentato dal Ministero della Salute si desume che, usando le normali cautele igieniche (lavare bene frutta e verdura), i rischi per i consumatori, relativamente alle sostanze ricercate, sono veramente bassi, soprattutto per quei tipi di frutta (agrumi, banane, frutta secca) che devono essere sbucciate “in ogni caso” prima del consumo.”

“Occorre fare un ulteriore sforzo di formazione verso gli operatori dell’agricoltura” – dichiara il prof. Armando Zingales, Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici – “per aiutarli a scegliere i prodotti e le tecniche di trattamento più efficaci per garantire la produzione, senza comprometterne la genuinità. In particolare devono essere rispettati i tempi che devono intercorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta.”

“Infine dobbiamo puntualizzare che la ricerca delle sostanze elencate nelle normative nazionali e comunitarie è una condizione necessaria ma non sufficiente per garantire in via assoluta il consumatore. La sensibilità professionale del chimico è insostituibile per ipotizzare ed identificare fonti non codificate di contaminazione (dolosa o casuale) degli alimenti: l’esempio del colorante cancerogeno (Rosso Sudan) scoperto tempo fa in alcune partite di peperoncino proveniente dall’estero è esemplare, dal momento che fino a quel momento la sua ricerca non era prevista in alcun protocollo”.

Confrontando i dati del 2007 con quelli degli anni precedenti, risulta evidente come la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli abbia subito un progressivo decremento, passando dal 2,3% del 1995 al 1,1% del 2007. “Il risultato positivo è da attribuire in parte alle attività delle strutture di controllo, in parte alla revisione costante in senso restrittivo operata dal Ministero sulle sostanze ammesse. Non ultima anche la crescente consapevolezza degli operatori agricoli nell’impiego di fitofarmaci.”

 “I residui dei singoli pesticidi ingeriti ogni giorno dal consumatore rappresentano comunque una percentuale molto modesta rispetto alle dosi giornaliere accettabili delle singole sostanze attive e molto al di sotto del livello di guardia. I consumatori che seguono una dieta variata (evitando effetti di accumulo), attenendosi alle normali pratiche igieniche possono stare ragionevolmente tranquilli. Il himico si pone come professionista di riferimento tra le Aziende e le Istituzioni o nelle stesse Aziende e Istituzioni interpretando il ruolo di Consulente Ambientale e di Controllore Analista”.

 Complessivamente, come per gli scorsi anni, i risultati dei controlli ufficiali italiani continuano ad essere in linea con quelli rilevati negli altri Paesi dell’UE ed indicano un elevato livello di protezione del consumatore.

*Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale” Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti – Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione