CONTROLLI SUGLI ALIMENTI EFFICIENTI E TEMPESTIVI

Il sistema di sicurezza alimentare italiano conferma il suo primato nel mondo per la qualità e l’ottimo funzionamento  anche nel caso dell’ultimo allarme aviaria in Italia che ha condotto alla distruzione di 4 milioni di uova e all’abbattimento di un milione di galline e tacchini. Scattati subito controlli a tappeto negli allevamenti di tutta la regione Emilia Romagna dove si sono riscontrati i focolai del virus dell’influenza aviaria e proseguono le verifiche anche in altre regioni.

Come ha sottolineato Coldiretti “tutte le misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria europea e nazionale per il contenimento dell’infezione, il monitoraggio degli allevamenti e la tutela della salute pubblica sono state adottate con tempestività eccezionale nonostante  il periodo festivo a cavallo di ferragosto”. “Una efficienza – precisa la Coldiretti – che non ha eguali in altri Paesi, anche Europei, dove in passato di fronte ad analoghe emergenze si sono verificati ingiustificati ritardi. Il primato italiano nella sicurezza alimentare e’ una garanzia per gli allevatori e consumatori per evitare psicosi ingiustificate che nel passato hanno danneggiato pesantemente un settore produttivo importante per l’economia e l’occupazione”.

COSA E’ L’AVIARIA?

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L’influenza aviaria, come è precisato anche dal Ministero della Salute, è un’infezione dei volatili causata da virus influenzali del tipo A. Può interessare sia gli uccelli selvatici sia quelli domestici (per esempio polli, tacchini, anatre), causando molto spesso una malattia grave e perfino la morte dell’animale colpito. Il virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di animali infetti per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22° e più di 30 giorni a 0°) e può restare vitale indefinitamente in materiale congelato. Al contrario, è sensibile all’azione del calore (almeno 70°) e viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti.

L’uomo può infettarsi con il virus dell’influenza aviaria solo in seguito a contatti diretti con animali infetti (malati o morti per influenza aviaria) e/o con le loro deiezioni. Non c’è infatti ancora alcuna evidenza di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la cottura e non ci sono ancora prove di un’efficiente trasmissione del virus da persona a persona.

Gli esperti dell’Unione Europea hanno valutato e ritenuto adeguate le misure di controllo (delimitazione delle zone di restrizione per un raggio di 10 km intorno all’azienda, il rintraccio degli animali e dei loro prodotti movimentati, l’abbattimento di tutti i volatili presenti in azienda e la pulizia e disinfezione delle strutture) adottate dall’Italia per eradicare i focolai di influenza aviaria che si sono verificati in Emilia Romagna (alcuni comuni delle province di Bologna, Forli-Cesena, Ravenna,Ferrara e Rovigo).  In particolare nelle aree di restrizione assunte a seguito del focolaio di influenza aviaria sono state adottate ulteriori misure per la messa in sicurezza del settore delle uova al fine di assicurarne la tracciabilita’ durante la produzione, la raccolta e la distribuzione.