
Il comparto agroalimentare rappresenta una delle eccellenze dell’economia italiana, che raggiunge un peso del 15% del PIL. Proprio a tutela del Made in Italy, ogni anno il Ministero dell’Agricoltura stila un Piano operativo dei controlli nel settore agroalimentare, che rientra nel più ampio quadro del Piano dei Controlli Nazionale Pluriennale (PCNP), istituito ai sensi dell’art. 109 del Reg. UE 625/2017 sui controlli ufficiali. Al contempo, a marzo 2024, presso il Masaf è stata istituita una “Cabina di regia” per sostenere e difendere la filiera agroalimentare italiana.
Tutto questo sistema di monitoraggio ha lo scopo non solo di tutelare la filiera, ma anche di smascherare eventuali truffe sui prodotti agroalimentari italiani, a partire da quelli a denominazione DOP e IGP, che – per il grande valore mercato che posseggono – sono fra i più esposti a contraffazione.
In questo articolo vediamo come funzionano i controlli delle Autorità competenti, quali sono le truffe più comuni sui prodotti IGP e DOP e come interpretare i dati emersi dai controlli ufficiali.
I controlli delle autorità nel settore agroalimentare
La salubrità e la sicurezza degli alimenti passa per diversi elementi. Le Autorità competenti si incaricano costantemente di monitorare la filiera agroalimentare, come abbiamo anticipato, con un complesso sistema di controlli; affinché questi siano efficaci il Ministero dell’Agricoltura ha creato una Cabina di regia, quale struttura di raccordo tra gli organismi di controllo che a vario titolo operano nel comparto agroalimentare. Lo scopo è chiaramente quello di favorire lo svolgimento di forme coordinate di attività che aumentino l’efficacia dei controlli, a salvaguardia delle produzioni agroalimentari italiane, sempre più soggette a truffe sia in ambito comunitario che internazionale.
I controlli delle autorità hanno due obiettivi strategici nazionali:
- tutela del consumatore mediante il mantenimento di un elevato livello di protezione della salute umana, della salute degli animali, della sanità delle piante e della sicurezza alimentare, anche attraverso rigorosi sistemi di etichettatura e tracciabilità;
- Contrasto alle frodi e agli illeciti, anche nei settori del biologico e delle Indicazioni Geografiche registrate, a danno dei consumatori e degli operatori attraverso la cooperazione e il coordinamento tra le diverse autorità competenti e gli organi di controllo.
Per l’anno corrente, sono stati individuati i seguenti settori di intervento:
- Vitivinicolo
- Oleario
- Lattiero caseario
- Ortofrutta
- Cereali e derivati
- Settore ittico
- Carni
- Miele
- Mangimistico
- Contrasto alle frodi comunitarie
Tra questi comparti, sicuramente i prodotti DOP e IGP sono fra i più esposti al rischio frode. Vediamo quindi qualche esempio di truffe e quali attività di vigilanza vengono messe in campo dalle Autorità.
Le truffe sui prodotti a denominazione DOP e IGP
Le indicazioni geografiche sono un elemento fondamentale dell’economia agroalimentare italiana: da quanto emerso a Italia Next Dop, il primo simposio scientifico delle filiere DOP e IGP, i prodotti a indicazione geografica italiani producono un valore per oltre 20 miliardi di euro. Parliamo di un settore che persino negli anni della pandemia ha mostrato buona capacità di tenuta, con continue possibilità di crescita.
Da questi dati, capiamo bene perché questi prodotti facciano gola non solo ai grande gourmande, ma anche e soprattutto ad abili ed esperti truffatori per l’enorme giro di affari che ruota attorno ai marchi DOP e IGP. Le violazioni che le Autorità riscontrano più frequentemente per questo tipo di alimenti riguarda in primo luogo l’etichettatura, dove vengono riscontrati i seguenti illeciti:
- Usurpazione, imitazione o evocazione di una denominazione protetta nella designazione e presentazione dei prodotti DOP e IGP;
- Utilizzo di indicazioni non consentite, false e ingannevoli su confezione, imballaggio, pubblicità, informazione ai consumatori o documenti relativi a prodotti DOP o IGP relativi a provenienza, menzioni geografiche aggiuntive, menzioni tradizionali protette e altre caratteristiche definite nei disciplinari.
Ma non solo: anche un errato sistema di tracciabilità può dare luogo a truffe e falsi prodotti DOP e IGP. Infatti, le Autorità si preoccupano anche di verificare l’eventuale assenza di sistemi idonei a garantire la tracciabilità della materia prima destinata alla produzione di alimenti DOP e/o IGP.
Va da sé che, in caso di utilizzo improprio del marchio DOP e IGP e di illeciti di varia natura che non rispettino le prescrizioni del Disciplinare, si procede immediatamente con il ritiro dal mercato dei prodotti falsati, oltreché a sanzionare i responsabili di questi atti.
Come vanno interpretati i dati emersi dai controlli? Possono influire sul clima di fiducia del consumatore?
Il consumatore può sentirsi tranquillo di acquistare e consumare i prodotti presenti sul mercato senza correre il rischio di rimanere deluso nelle sue aspettative o di sentirsi male? Questo complesso sistema di controlli mette certamente in luce le criticità e le non conformità nel settore della produzione agroalimentare italiana, andando a descrivere uno scenario poco rassicurante, che potrebbe minare la credibilità del mercato agroalimentare stesso, creando un clima di insicurezza e scarsa fiducia del consumatore nei confronti delle aziende di produzione.
Tuttavia, è fondamentale e doveroso ricordare che, a fronte delle non conformità e infrazioni emerse dall’attività di vigilanza, molto più numerose sono le imprese che operano attentamente, nel rispetto delle normative vigenti nel settore alimentare e di specifici disciplinari di produzione (è il caso dei prodotti a marchio BIO, DOP o IGP), mettendo in atto una scrupolosa osservanza delle buoni prassi igieniche nelle varie fasi di lavorazione degli alimenti e offrendo al consumatore prodotti di elevata qualità e sicuri anche sotto il profilo microbiologico.
La normativa italiana sulle frodi agroalimentari
In Italia esiste un’abbondante e complessa normativa che regola la produzione e commercializzazione degli alimenti; l’obiettivo primario è la prevenzione di possibili contaminazioni e frodi nel settore alimentare, che viene raggiunto per mezzo della cooperazione tra le imprese alimentari da un lato, con i propri sistemi di autocontrollo aziendali ed i loro monitoraggi interni, e le Autorità di vigilanza dall’altro, che effettuano controlli severi e rigorosi per attestare la rispondenza delle produzioni alla normativa del settore.
Si pensi che ciascun settore dell’agroalimentare ha una propria specifica norma sanzionatoria, ad esempio:
- La legge 238/2016 disciplina la coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino;
- L’articolo 4 del D.L. 24 giugno 2014 n. 91 istituisce le misure per la sicurezza alimentare e la produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP;
- Il D.L. 23 maggio 2016 n. 103 stabilisce le misure sanzionatorie in caso di violazione delle norme di commercializzazione dell’olio di oliva.
In che modo le ispezioni ci tutelano?
Le attività di ispezione vanno interpretate come il riscontro tangibile del grande lavoro di vigilanza e di repressione delle frodi effettuato dagli organismi di controllo, volto ad accertare il rispetto per la normativa vigente nel settore alimentare e a verificare la conformità dei prodotti, al fine di prevenire rischi per la salute pubblica e proteggere gli interessi dell’acquirente.
Tali controlli assicurano un elevato livello di tutela della popolazione e allo stesso tempo la lealtà delle transazioni. La lotta alle frodi, infatti, oltre a garantire la qualità dei prodotti messi in commercio nel nostro Paese, rappresenta anche uno strumento per la tutela di tutti gli onesti operatori del settore agroalimentare che adempiono agli obblighi di legge proponendo prodotti certificati e di qualità.


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