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Data di scadenza contraffatta: è frode nell’esercizio di commercio

By 10 Gennaio 2024Gennaio 12th, 2024Sicurezza Alimentare4 min read
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Il tema della sicurezza alimentare è sempre più al centro dell’attenzione pubblica e riveste un ruolo di primario interesse sia a livello nazionale che comunitario al fine di garantire un elevato livello di tutela della salute del consumatore.  

La normativa europea e nazionale in vigore ci dà un segnale chiaro: la sicurezza alimentare deve essere considerata un bene prioritario che deve essere protetto e anteposto a qualsiasi altra esigenza, anche economica. In questo caso rientra la contraffazione della data di scadenza, una pratica che, oltre che perseguibile per legge, mette a serio repentaglio la salute dei consumatori.

Le responsabilità di tutti per la sicurezza alimentare

L’impegno delle Autorità competenti nel garantire la salubrità dei prodotti alimentari destinati al consumo umano riguarda in realtà tutti noi, non solo le Istituzioni. Infatti, tutti i soggetti che agiscono all’interno della filiera alimentare sono responsabili della salubrità del prodotto finito e pertanto devono mettere in atto comportamenti tali da garantire la sicurezza della produzione, evitando di immettere in commercio alimenti non conformi che possano risultare pericolosi per la salute del consumatore o non rispondenti alle sue aspettative, quali ad esempio alimenti con data di scadenza superata. 

In tal senso, risulta sicuramente fondamentale l’educazione e la formazione del personale che lavora all’interno delle aziende alimentari al fine di sensibilizzarlo e renderlo consapevole riguardo le tematiche inerenti alla sicurezza alimentare e fornirgli gli strumenti e le procedure per operare correttamente all’interno dell’azienda, modificando i comportamenti errati che possono porre in serio rischio la salute dei consumatori. 

Come verificare la data di scadenza di un prodotto?

La data di scadenza deve essere indicata sull’etichetta del prodotto a caratteri indelebili, sufficientemente grandi da poter essere facilmente individuabile dal consumatore. Essa è uno degli elementi che obbligatoriamente, secondo quanto previsto dal Regolamento UE 1169/11, deve essere sempre presente sul packaging del prodotto. 

Attenzione a non confonderla con il termine minimo di conservazione (TMC): con esso facciamo riferimento alla data fino alla quale il prodotto alimentare mantiene le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione e lo possiamo individuare in etichetta con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. 

La data di scadenza, invece, utilizza la locuzione “da consumarsi entro” seguita dalla data precisa (giorno/mese/anno) fino a cui il prodotto è consumabile, se conservato nelle condizioni ottimali.  A seguire da quella data, il prodotto non è più idoneo al consumo umano. 

Qual è la sanzione per la vendita di un prodotto con data di scadenza superata?

La vendita di prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione è vietata. 

La legge prevede che quando un alimento è venduto al consumatore oltre la sua data di scadenza, il venditore rischia una sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma che va dai 5.000 ai 40.000 euro. 

Quali sono le conseguenze penali della contraffazione alimentare?

Tale reato è menzionato anche nel Codice Penale all’articolo 516, relativo alla Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, che dichiara: 

Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari non genuine è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 1.032 euro. 

Perché è importante controllare la data di scadenza di ciò che acquistiamo?

La data di scadenza, così come tutte le altre informazioni riportate sull’etichetta del prodotto, ci dice molto dell’alimento che stiamo per acquistare o consumare. Da essa possiamo innanzitutto desumere la durata degli alimenti.  

È un’indicazione indispensabile ai fini della sicurezza alimentare; ma non solo: leggendo bene la data di scadenza siamo in grado di farci un conto personale dei nostri consumi settimanali, ed evitare quindi sprechi rischiando di lasciare scadere l’alimento nella dispensa o in frigo. 

Chi stabilisce la data di scadenza di un prodotto?

Determinare con esattezza la data di scadenza dei prodotti alimentari è totalmente responsabilità dell’azienda produttrice. Infatti, sono i produttori che devono conoscere a menadito i meccanismi microbiologici e chimico-fisici fisici attraverso i quali avvengono i “fenomeni di invecchiamento degli alimenti” che immettono sul mercato. Dalla conoscenza di questi fenomeni è possibile calcolare la shelf-life dell’alimento, ovvero la conservabilità, sotto forma di Data di Scadenza (DS) o di Termine Minimo di Conservazione (TMC). 

Per farlo, è possibile che le aziende si appoggino a laboratori di analisi accreditati esterni allo stabilimento, o che invece ne posseggano uno interno che svolga questo e altri compiti. 

Gruppo Maurizi, con la sua esperienza lunga oltre cinquant’anni nel settore della sicurezza ambientale e un laboratorio interno accreditato Accredia, è a disposizione della tua azienda per aiutarti a determinare la data di scadenza o il termine minimo di conservazione dei tuoi prodotti alimentari, grazie a un team di tecnici di laboratorio esperti che ti aiuteranno a determinare la shelf life. 

Siamo al tuo fianco anche per aiutarti a stendere correttamente l’etichetta da applicare sulla confezione del tuo prodotto alimentare, offrendo servizi di revisione dell’etichetta e visto si stampi per il mercato nazionale ed estero, accertandoci che siano stati rispettati tutti i criteri previsti dalla normativa in vigore. 

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