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Data di scadenza contraffatta: è frode nell’esercizio di commercio

Condannati due dipendenti di un supermercato

Una recente sentenza della Corte di cassazione ha confermato la condanna per due dipendenti di un supermercato per detenzione di prodotti alimentari con etichetta contraffatta.

Nello specifico i due dipendenti coinvolti nel reato di frode nell’esercizio di commercio erano il responsabile del punto vendita ed un suo sottoposto.

Il responsabile del punto vendita, secondo la ricostruzione della Corte di cassazione, aveva impartito al dipendente la direttiva di alterare la data originaria di scadenza riportata sull’etichetta di alcune confezioni di hot dog, sostituendola con una posticipata di venti giorni.

La condanna è arrivata nonostante il fatto che le confezioni in questione fossero state scoperte in fase di stoccaggio, prima ancora di essere esposte al pubblico e immesse sul mercato, condizione per la quale in passato non vi erano state pronunce di condanna per tentativo di frode commerciale.

 

etichetta contraffatta

 

La Corte di cassazione non ha tenuto in considerazione neanche l’attenuante che il dipendente avesse agito su ordine di un superiore, dal momento che il responsabile del punto vendita non rappresenta un soggetto che riveste una posizione apicale nell’organigramma aziendale, per cui il dipendente avrebbe potuto rifiutarsi e denunciare il fatto ad altri superiori.

Una sentenza rigida, quindi, che ha stravolto l’orientamento delle precedenti pronunce nella convinzione che la condotta messa in atto all’interno del supermercato poteva risultare estremamente pericolosa e mettere a rischio sia la sicurezza del mercato alimentare che l’incolumità e la salute dei consumatori.

Il tema della sicurezza alimentare è sempre più al centro dell’attenzione pubblica e riveste un ruolo di primario interesse sia a livello nazionale che comunitario al fine di garantire un elevato livello di tutela della salute del consumatore.

La sentenza in questione ci dà un segnale chiaro: tutti i soggetti che agiscono all’interno della filiera alimentare sono responsabili della salubrità del prodotto finito e pertanto devono mettere in atto comportamenti tali da garantire la sicurezza della produzione, evitando di immettere in commercio alimenti non conformi che possano risultare pericolosi per la salute del consumatore o non rispondenti alle sue aspettative, quali ad esempio alimenti con data di scadenza superata.

La sicurezza alimentare deve essere considerata un bene prioritario che deve essere protetto ed anteposto a qualsiasi altra esigenza, compreso il timore del licenziamento o di subire ripercussioni in ambito lavorativo.

In tal senso risulta sicuramente fondamentale l’educazione e la formazione del personale che lavora all’interno delle aziende alimentari al fine di sensibilizzarlo e renderlo consapevole riguardo le tematiche inerenti la sicurezza alimentare e fornirgli gli strumenti e le procedure per operare correttamente all’interno dell’azienda, modificando i comportamenti errati che possono porre in serio rischio la salute dei consumatori.

By | 2018-03-19T14:56:42+00:00 21 marzo 2017|

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