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DIRETTIVA BREAKFAST

By 15 Maggio 2024Sicurezza Alimentare4 min read
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Obiettivo della cosidetta “direttiva colazione” è quello di fornire al consumatore finale una maggiore trasparenza in merito all’origine di prodotti alimentari comuni per colazione e quindi aiutarlo attraverso l’etichetta nella scelta del prodotto sullo scaffale, con il fine anche di contrastare le frodi alimentari, che in campo del miele, sono sempre più frequenti. 

La volontà di modificare le direttive già esistenti in merito ai taluni prodotti della colazione ha avvio il 21 aprile 2023, quando la Commissione europea ha proposto la revisione di tali norme di commercializzazione al fine di aggiornare le legislazioni vigenti che risalgono a più di 20 anni fa. 

Qualche settimana fa è stata infatti adottata formalmente tale Direttiva, che racchiude in sé una serie di norme che regolano composizione, denominazione di vendita, etichettatura e imballaggio di prodotti alimentari soliti per la colazione come miele, succhi di frutta e marmellate.  

Il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale per poi entrare in vigore 20 giorni dopo, e dopo due anni le nuove misure saranno applicabili in tutta l’UE.  

Vediamo nello specifico cosa comporterà l’applicazione di questa direttiva per i prodotti alimentari. 

Miele 

Come ribadito dalla Commissione, gran parte del miele importato da paesi terzi è sospettato di essere adulterato con zucchero e non viene rilevato sul mercato dell’UE (Honey (2021-2022) – European Commission (europa.eu)). Al fine di contrastare tali frodi ed informare meglio i consumatori, il legislatore ha reso obbligatorio, attraverso questa direttiva, di indicare chiaramente, nello stesso campo visivo del nome del prodotto, i Paesi da cui proviene il miele, anziché solo se proviene dall’UE o meno, come avviene attualmente per le miscele di miele.  

Per quanto riguarda le miscele, infatti l’etichetta dovrà includere la percentuale di ciascun “Paese rappresentato”. Devono infatti essere indicate le percentuali di miele proveniente almeno dai primi quattro paesi di origine. Se questo non rappresenta più della metà del miele totale, le percentuali devono essere indicate per tutti i paesi. 

A seguito di studi di fattibilità, e per limitare ulteriormente le frodi, la Commissione propone anche l’inserimento di un codice identificativo univoco o una tecnica analoga per poter risalire al miele fino agli apicoltori, al fine di un migliore sistema di tracciabilità e trasparenza nei confronti del consumatore.  

Etichettatura del contenuto di succhi, confetture e marmellate 

Per confetture e marmellate, la regola generale sarà che per produrre 1 chilo di marmellate e confetture si dovranno utilizzare almeno 450 grammi di frutta (500 grammi per confetture extra di alta qualità), che porteranno i due prodotti ad avere almeno il 45% e il 50% di frutta minima per vasetto. 

Per quanto concerne invece i succhi di frutta, grazie alle nuove norme sarà ora possibile apporre sull’etichetta la dicitura “i succhi di frutta contengono solo zuccheri naturalmente presenti”.  

Ciò è inteso a migliorare l’informazione dei consumatori, che spesso non sono consapevoli della differenza tra succhi di frutta (che per definizione non possono contenere zuccheri aggiunti) e nettari di frutta.  

Inoltre, sempre per i succhi di frutta, al fine di facilitarne l’immissione sul mercato interno e consentire la riformulazione dei prodotti e l’innovazione, e fatto salvo il diritto dell’Unione applicabile, è opportuno creare una nuova categoria di prodotti per i succhi di frutta i cui zuccheri naturalmente presenti sono stati ridotti, mantenendo al tempo stesso le altre caratteristiche fisiche, chimiche, organolettiche e nutrizionali essenziali di un succo di tipo medio del frutto da cui è ottenuto. Dovrebbe essere possibile che tali prodotti riportino la denominazione “succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri”, “succo di frutta da concentrato a tasso ridotto di zuccheri” o “succo di frutta concentrato a tasso ridotto di zuccheri”. Per garantire la coerenza con il regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio , la riduzione del tenore di zucchero deve essere almeno del 30 % rispetto a un succo di tipo medio, a un succo di frutta da concentrato e a un succo di frutta concentrato da cui è ottenuto, rispettivamente.  

Come nel caso di altri tipi di succhi di frutta, per tali nuove categorie di prodotti non dovrebbe essere consentito l’uso di edulcoranti o l’aggiunta di ingredienti con proprietà dolcificanti. 

Latte  

Nel caso del latte disidratato, sarà consentito l’uso di trattamenti per la produzione di prodotti a base di latte disidratato senza lattosio. 

Di seguito si riporta l’ultimo comunicato stampa della CE e il link a una serie di documenti utili per l’approfondimento: 

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