E’ ora di cambiare il disciplinare docg ?

Scadeva oggi l’ultimatum con cui gli Stati Uniti avrebbero potuto disporre il blocco delle importazioni del famoso rosso toscano, a causa del sequestro, da parte della Procura di Siena, di alcune cantine che sembrerebbero non aver rispettato il disciplinare di produzione previsto dal Consorzio di Tutela. Ma il pericolo è scongiurato: per sbarcare nel mercato U.S.A. il Brunello dovrà essere accompagnato da una dichiarazione del governo italiano che garantisca i requisiti del Brunello di Montalcino a Denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e che indichi nome e indirizzo del produttore.

E in Italia, a tutela dei consumatori che si affidano all’etichettatura, il rispetto delle regole verrà affidato a controlli di un pool di tecnici terzi al Consorzio di tutela, più precisamente ad un Comitato di Garanzia.

Una decisione del 9 giugno scorso del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che probabilmente ha contribuito alle dimissioni e alla sostituzione del presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino.

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Ai consumatori sia italiani che esteri dovranno essere assicurate solo bottiglie di vino dal gusto ‘europeo’ con 100% di uva di qualità Sangiovese, l’unica ammessa dal disciplinare, senza altre qualità di vitigni (dal Merlot al Cabernet Sauvignon, dal Petit Verdot al Syrah…) aggiunte da alcune aziende del Montalcino per ‘addolcire’ il sapore aspro del sangiovese ed avvicinarsi di più ai gusti americani.

Tutto ciò fino a quando e se non venga addirittura ripensato il disciplinare Docg del Brunello come ha ventilato il neo-ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, che promette linea dura sugli alimenti a difesa del made in Italy e dei consumatori.

Una questione che paradossalmente è caduta proprio sul Brunello di Montalcino che è stato il primo vino italiano a Denominazione di origine controllata e garantita. Ora, a detta di alcuni, è ora di rivedere il suo disciplinare per adattarsi ai nuovi gusti degli amanti del vino, soprattutto a quelli di oltreoceano che anche qui dettano le nuove mode.

Cosa è la D.O.C.G.?

Una sigla che aggiunge la parola Garantita alla Doc semplice ed è un riconoscimento di particolare pregio qualitativo, attribuita ad alcuni vini Doc di notorietà mazionale e internazionale sottoposti a controlli severi e che devono essere imbottigliati nella zona di produzione.