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DVR: cos’è, quando è obbligatorio, a cosa serve e chi lo redige

By 20 Marzo 2024Sicurezza sul Lavoro5 min read
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Nel mondo della sicurezza sui posti di lavoro, gli acronimi di certo non mancano e DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) è sicuramente uno dei più famosi. 

Si tratta, infatti, di un elemento fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro e la sua stesura e organizzazione è una parte cruciale della vita aziendale. 

Ma cosa significa DVR? Quali sono le sue finalità e chi è responsabile della sua redazione? 

Nelle prossime righe, esploreremo in dettaglio tutto ciò che c’è da sapere su questo importante documento. 

Cos’è il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)? 

Il DVR, acronimo di Documento di Valutazione dei Rischi, è un documento dove vengono analizzati e valutati tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori all’interno di un’azienda. 

Questo documento non è opzionale, ma è richiesto ai sensi del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008). 

Il suo scopo è semplice e preciso: aiuta a identificare i potenziali pericoli presenti e le misure di prevenzione e protezione necessarie per evitare incidenti sul lavoro e malattie professionali. 

Perché sia valido, il DVR deve essere redatto dal datore di lavoro, che è il responsabile della sicurezza dei propri dipendenti. 

Questo non vuol dire che il datore di lavoro debba lavorare in completa autonomia: se vuole, infatti, può avvalersi dell’assistenza di professionisti della prevenzione e della protezione come il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) e il Medico Competente nella stesura del DVR. 

Il DVR: è obbligatorio? 

La risposta a questa domanda è solo una: sì, il DVR è obbligatorio per tutte le aziende in cui è presente almeno un lavoratore. 

Come abbiamo già detto nelle righe precedenti, questo documento è essenziale per garantire la sicurezza dei dipendenti e prevenire incidenti sul lavoro e la mancata redazione è considerata una grave violazione e può comportare sanzioni particolarmente severe per il datore di lavoro. 

Secondo il D.Lgs. 81/2008, la mancata valutazione dei rischi è sanzionabile con: 

  • L’arresto da 3 a 6 mesi 
  • Un’ammenda da € 2.500  

Inoltre, le autorità di controllo possono sospendere l’attività dell’azienda fino a quando non viene redatto il DVR. 

In aggiunta a questo, va ricordato e ribadito che il DVR deve essere aggiornato periodicamente di modo che possa tenere conto dei cambiamenti nell’organizzazione aziendale e nelle attività lavorative e prevenire nuovi eventuali rischi a essi connessi. 

Approfondisci: 5 esempi di DVR Obbligatorio per aziende diverse 

A cosa serve il DVR e cosa deve contenere? 

Il DVR ha lo scopo di identificare i rischi presenti nell’ambiente di lavoro e di individuare le misure di prevenzione e protezione da adottare per evitare incidenti e malattie professionali. 

Questo documento deve contenere una valutazione dettagliata dei rischi specifici legati alle attività svolte dall’azienda. 

 Tra i contenuti essenziali del DVR ci sono: 

  • Descrizione dell’azienda, inclusa l’anagrafica aziendale e l’organigramma della sicurezza 
  • Individuazione dei pericoli e dei rischi associati a ciascuna attività lavorative 
  • Valutazione quantitativa e qualitativa dei rischi 
  • Individuazione delle misure di prevenzione e protezione da adottare 
  • Elenco delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale necessari 
  • Programma di miglioramento della sicurezza nel tempo 
  • Indicazione delle figure responsabili dell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione 

È importante sottolineare che il DVR deve essere chiaro, completo e specifico per garantire la massima efficacia nella prevenzione degli incidenti sul lavoro

Chi redige il DVR? 

Come accennato in precedenza, il DVR deve essere redatto dal datore di lavoro. 

Nel caso in cui venga ritenuto opportuno, è possibile avvalersi dell’assistenza di professionisti della prevenzione e della protezione come il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) e il Medico Competente. 

Nello specifico, il SPP può fornire supporto nella valutazione dei rischi, nella redazione del DVR e nell’ottimizzazione dei processi aziendali per ridurre i rischi e migliorare la sicurezza sul lavoro. 

Il Medico Competente, invece, può contribuire nella valutazione dei rischi specifici legati alla salute dei lavoratori e fornire consulenza sulla sorveglianza sanitaria. 

La redazione del DVR richiede un’analisi approfondita delle attività lavorative e dei potenziali rischi associati; quindi, è sempre consigliabile effettuare un sopralluogo in azienda per acquisire tutte le informazioni necessarie per la stesura del documento. 

Approfondisci: Obbligo di aggiornare il DVR  

Dove deve essere custodito il DVR? 

Il DVR deve essere custodito presso la sede dell’azienda in modo da essere facilmente accessibile per i lavoratori e le autorità di controllo. 

È importante assicurarsi che il DVR sia sempre aggiornato e disponibile per la consultazione. 

Cosa significa “Data Certa” nel DVR? 

Il DVR deve avere “data certa”, ma cosa vuol dire? 

Questa dicitura significa che il documento, una volta ultimato, deve essere firmato e datato dal datore di lavoro. 

Perché? Perché solo così si può attestare che il documento è stato redatto in conformità alle normative vigenti e che il datore di lavoro è consapevole delle responsabilità connesse alla sicurezza dei lavoratori. 

In più, la data certa del DVR è fondamentale per dimostrare che il DDL ha adempiuto agli obblighi di valutazione dei rischi e che il documento è stato redatto prima di eventuali incidenti o infortuni sul lavoro. 

Cosa è un DVR standardizzato (DVRS)? 

Un DVR standardizzato, o DVRS, è un modello di Documento di Valutazione dei Rischi che può essere utilizzato da diverse aziende che svolgono attività simili. 

Il DVRS ha una struttura predefinita che semplifica la stesura del DVR, garantendo al contempo la conformità alle normative vigenti. 

Il DVRS contiene una serie di sezioni e campi da compilare in base alle specifiche esigenze dell’azienda. Questo modello può essere utile soprattutto per le piccole e medie imprese che non hanno le risorse per redigere un DVR da zero. 

Nel caso si proceda per questa strada, è importante personalizzare il DVRS in base alle caratteristiche specifiche dell’azienda e alle attività svolte al fine di garantire un’adeguata valutazione dei rischi e la definizione delle misure di prevenzione e protezione più appropriate. 

 Esempi ed errori da evitare nella stesura del DVR 

La stesura del DVR richiede grande attenzione e precisione, proprio perché si tratta di un documento importante per la prevenzione dei pericoli dei lavoratori. 

È importante evitare alcuni errori comuni che potrebbero compromettere l’efficacia del documento e la sicurezza dei lavoratori. 

Quali sono? Ecco i più comuni: 

  • Incompletezza: Il DVR deve essere completo e dettagliato, analizzando tutti i rischi specifici legati alle attività svolte dall’azienda. 
  • Incongruenza: Il DVR deve essere coerente e congruo, evitando incongruenze o contraddizioni all’interno del documento. 
  • Omissione delle procedure per l’attuazione delle misure: Il DVR deve includere le procedure e le indicazioni specifiche per l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione. 
  • Mancata considerazione del “notorio”: Il DVR deve tenere conto delle migliori pratiche di sicurezza e delle conoscenze scientifiche e tecniche disponibili. 
  • Mancata considerazione di esperienze passate: Il DVR deve tener conto delle esperienze passate, degli incidenti o degli infortuni già verificatisi nell’azienda o in altre aziende simili.

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