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Efficienza energetica nell’industria alimentare

Obblighi e opportunità per le imprese alimentari nel percorso finalizzato a migliorare le prestazioni ambientali e in particolare a quelle riferite all’efficienza energetica.

Necessità di rendere i processi più efficienti a livello energetico

Il settore agro alimentare, attraverso i vari sub settori di cui è composto, rappresenta una parte fondamentale dell’economia del nostro paese. Risulta essere tra le più importanti realtà dell’industria manifatturiera seconda solo al settore metal-meccanico.

In base ad analisi di settore è possibile asserire che il 99% delle aziende alimentari sono costituite da Piccole Medie Imprese (PMI).

Appare dunque evidente come sia fondamentale, per ciascuna impresa, tenere nella giusta considerazione l’efficienza energetica dei processi al fine di abbattere i costi di produzione e rimanere concorrenziali nel mercato.

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La diagnosi energetica

Recentemente, con l’entrata in vigore del D.Lgs. 102/14, emanato in attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, è stato introdotto l’obbligo, per “Grandi imprese” ed aziende a “forte consumo di energia”, di eseguire una Diagnosi Energetica entro il 5 Dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni.

Tale diagnosi deve verificare i Criteri minimi per i cosiddetti “audit” energetici, secondo quanto contenuto nell’Allegato 2 del decreto.

Tale obbligo non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico realizzato in conformità ai dettati di cui all’allegato 2 al presente decreto.

La maggior parte delle imprese presenti nel settore alimentare costituiscono, come sopra detto, Piccole e Medie Imprese (PMI) che, benché non siano direttamente destinate agli obblighi della Direttiva citata, rappresentano un’enorme potenzialità di risparmio energetico per l’Unione Europea.

Quest’ultima difatti tende, tramite gli Stati Membri, a definire un quadro favorevole teso a garantire alle PMI assistenza tecnica e informazioni mirate.

Opportunità – Green PMI

In linea con gli interventi di promozione delle misure di efficienza energetica, delle Piccole Medie Imprese, nasce il progetto GREENPMI promosso da FEDERALIMENTI e GESCO.

Tramite questo progetto saranno selezionate le 50 migliori PMI (quali imprese possono partecipare?) dal punto di vista tecnologico e di capacità di sviluppo dando la possibilità di attuare 50 progetti finalizzati a rendere energeticamente più efficienti (come partecipare?) i processi produttivi.

Attraverso il progetto GREENPMI le imprese potranno ottenere un risparmio immediato sui costi energetici attraverso l’efficientamento dei propri impianti e, quindi, una maggior capacità competitiva sul mercato.

Gli interventi in questione saranno realizzati attraverso lo strumento dei Contratti di Rendimento Energetico (EPC) offerto da GESCO, senza alcun investimento economico da parte delle imprese selezionate.

Quali interventi per il settore alimentare?

RSE S.p.A . (Ricerca sul Sistema Energetico), società per azioni del Gruppo GSE S.p.A. che sviluppa attività di ricerca nel settore elettro-energetico, con particolare riferimento ai progetti strategici nazionali, di interesse pubblico generale, finanziati con il Fondo per la Ricerca di Sistema, ha analizzato gli interventi di efficienza energetica proprio nel settore alimentare.

Al fine di sviluppare l’analisi il settore alimentare è stato suddiviso in sotto settori sulla base del codice ATECO.

Per ciascun sotto settore sono stati infine individuati i possibili interventi suddividendoli in 3 CLUSTER, quali:

• elettrico
• di processo
• termico

In base al sotto settore produttivo questi riguardano (tra parentesi viene indicata la categoria – cluster – dell’intervento):

Lavorazione e conservazione di carne e produzione di prodotti a base di carne:

  • inverter (ELETTRICO)
  • sistemi di gestione dell’energia (ELETTRICO)
  • ossigenazione a microbolle (PROCESSO)
  • digestione anaerobica (PROCESSO)
  • Recupero di calore da fluidi (TERMICO)

Lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi:

  • Recupero di calore da fluidi (TERMICO)

Produzione di oli e grassi vegetali e animali

  • Sostituzione forno di linea di produzione (PROCESSO)
  • Recupero di calore da fluidi (TERMICO)

Industria lattiero casearia

  • Miglioramento dell’efficienza delle linee produttive (PROCESSO)
  • Recupero di calore da fluidi (TERMICO)

Produzione di prodotti da forno e farinacei

  • Motori più efficienti (ELETTRICO)
  • Compressori ad alta efficienza (ELETTRICO)
  • Forni più efficienti  (PROCESSO)
  • Nuova linea di produzione  (PROCESSO)
  • Riduzione delle perdite nella fase di compressione dell’aria (PROCESSO)
  • Recupero di calore da fluidi (TERMICO)
  • Recupero di calore dai cascami termici (TERMICO)

Lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e prodotti amidacei

  • Concentratori a termocompressione (PROCESSO)
  • Concentratori a compressione meccanica del vapore (PROCESSO)
  • Macchine frigorifere più efficienti (PROCESSO)
  • Recupero di calore da fluidi (TERMICO)
  • Recupero di calore dai cascami termici (TERMICO)

 

Il fascino della green economy . . . rende bene!

A prescindere dagli incentivi e dai progetti a finanziamento è sempre consigliabile adottare un sistema di gestione conforme alla UNI 50001 o secondo la UNI EN 14001 con considerazioni energetiche.

L’attuazione degli schemi di cui sopra, difatti, consente di acquisire maggiore consapevolezza delle prestazioni ambientali dei propri processi produttivi, favorendo, di fatto, l’individuazione degli ottimali interventi finalizzati ad abbattere i costi legati all’energia (individuare altre tecnologie o migliorie energetiche) e all’ambiente (minimizzare il consumo delle risorse e ridurre impatto su ambiente e salute), quindi migliorando la competitività (minori costi di gestione) anche attraverso la restituzione di una migliore immagine aziendale verso gli stakeholder.

 

By | 2018-03-19T14:56:57+00:00 19 maggio 2016|

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