Aggiornamento: la normativa per l’indicazione degli allergeni nei ristoranti.

In etichetta va indicata la presenza di allergeni anche quando le concentrazioni sono molto basse. E’ la decisione dell’EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, che fino all’8 agosto ha indetto una consultazione pubblica per ricevere commenti da soggetti terzi.

Introdurre un limite inferiore di presenza di allergeni nei prodotti alimentari avrebbe facilitato le aziende nella gestione di tali informazioni, purtroppo però l’Efsa ha aggiornato la sua precedente posizione circa gli alimenti allergizzanti e di conseguenza della loro etichettatura.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci allo 06 7840919

Se per anni si è ritenuto che quantità minime di allergeni anche in persone sensibili non davano reazioni nocive ora l’Efsa chiarisce che “i dati presenti, di tipo clinico, epidemiologico e sperimentale non permettono di determinare soglie sicure in grado di evitare reazioni avverse in consumatori sensibili”.

In particolare sono stati osservati alimenti contenenti solfiti (usati per il vino), glutine (nei cereali per la malattia della celiachia) e ancora uva, noci, latte di mucca, pesce e frutta secca (un 75% dei bambini europei allergici lo è rispetto a questi alimenti).

Inoltre l’Autorità sottolinea come “le varie marche presenti sul mercato per effettuare test sulle allergie differiscano tra loro presentando diversi livelli di affidabilità; il che porta a un pregiudizio nella certezza delle analisi”.