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End of Waste: Come la Trasformazione dei Rifiuti Promuove un Futuro Sostenibile e Circolare

By 23 Maggio 2024Sicurezza Ambientale4 min read
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L’End of Waste è un concetto che ha preso piede a livello nazionale, comunitario e internazionale e che sta diventando sempre più presente nella nostra quotidianità. Secondo questa definizione, un materiale smaltito può essere considerato “fine rifiuto” quando soddisfa determinati criteri. Questi criteri includono: 

  1. Qualità del materiale: Il materiale deve essere stato sottoposto a un processo di recupero o riciclaggio che lo rende adatto a essere utilizzato come materia prima o prodotto finale. Ad esempio, la plastica riciclata che viene trasformata in nuovi prodotti. 
  2. Mercato per il materiale: Deve esistere un mercato per il materiale recuperato. In altre parole, deve esserci una domanda per quel materiale riciclato o recuperato. 
  3. Norme tecniche e ambientali: Il materiale deve rispettare le norme tecniche e ambientali applicabili. Ad esempio, se il materiale contiene sostanze pericolose, non può essere considerato fine rifiuto. 

La disciplina dell’End Of Waste permette di ottenere molti benefici: 

  • Riduzione dei rifiuti: Trasformare i rifiuti in risorse riduce la quantità di materiale che finisce nelle discariche o viene incenerito. 
  • Economia circolare: L’End of Waste promuove l’economia circolare, in cui i materiali vengono continuamente riutilizzati e riciclati, riducendo la dipendenza dalle risorse vergini. 
  • Impatto ambientale: Ridurre l’uso di risorse naturali e l’inquinamento associato alla produzione di nuovi materiali. 

Esistono già da tempo molti esempi di End of Waste: 

  • Carta riciclata: Quando la carta viene riciclata e trasformata in nuovi prodotti, come carta da stampa o cartone, diventa “fine rifiuto”. 
  • Acciaio riciclato: L’acciaio recuperato da rottami metallici può essere utilizzato per produrre nuovi manufatti, come automobili o strutture. 
  • Plastica riciclata: La plastica riciclata può essere trasformata in nuove bottiglie, contenitori o altri oggetti in plastica. 

L’End of Waste (cessazione della qualifica di rifiuto) è un processo attraverso il quale un rifiuto smette di essere considerato tale e acquisisce lo status di prodotto, grazie a procedure di recupero. Questo concetto nasce a livello comunitario con la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE)https://www.mase.gov.it/pagina/end-waste e poi si è sviluppato nel tempo, articolandosi in diverse normative e discipline di settore.  

Vediamo di seguito alcuni esempi di queste normative: 

  1. Legislazione comunitaria: 
  • Regolamento (UE) 333/2011: Riguarda il ferro, l’acciaio e l’alluminio. 
  • Regolamento (UE) 1179/2012: Si applica al vetro. 
  • Regolamento (UE) 715/2013: Tratta il rame e le leghe di rame. 
  1. Normativa nazionale: 
  • DM 22/2013: Riguarda i combustibili solidi secondari (CSS). 
  • DM 69/2018: Si applica ai conglomerati bituminosi. 
  • DM 62/2019: Tratta i prodotti assorbenti per la persona (PAP). 
  • DM 78/2020: Riguarda la gomma vulcanizzata derivante da pneumatici fuori uso. 
  • DM 188/2020: Si applica alla carta e al cartone. 
  • DM 152/2022: Tratta i rifiuti inerti da costruzione e demolizione12. 

Inoltre, annualmente viene adottato un decreto di programmazione delle attività volte alla definizione dei regolamenti End of Waste. Questi decreti specificano criteri specifici per diverse tipologie di rifiuti  

I criteri specifici per l’End of Waste sono stabiliti a livello comunitario e includono le seguenti condizioni: 

  1. La sostanza o l’oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici. 
  2. Esiste un mercato o una domanda per tale sostanza o oggetto. 
  3. La sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta le normative e gli standard applicabili ai prodotti. 
  4. L’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non comporterà impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana1. 

Per raggiungere l’End of Waste, un materiale o un oggetto deve attraversare un processo di qualificazione. Questo processo coinvolge la valutazione e la verifica che il materiale sia stato trasformato in qualcosa di utile e che soddisfi i criteri stabiliti. Ad esempio, se un rifiuto plastico viene riciclato e trasformato in granuli di plastica utilizzati per produrre nuovi oggetti, allora quel materiale ha raggiunto l’End of Waste. 

I criteri specifici per l’End of Waste possono variare a seconda del tipo di materiale o oggetto. Ad esempio, per la plastica riciclata, i criteri potrebbero includere la purezza del materiale, la conformità alle normative ambientali e la sua idoneità per un uso specifico. 

Il concetto di End of Waste si porta dietro anche altri aspetti: 

  • Sostenibilità Ambientale: Riduce la quantità complessiva di rifiuti e promuove l’uso efficiente delle risorse. 
  • Economia Circolare: L’End of Waste favorisce l’economia circolare, in cui i materiali vengono continuamente riutilizzati e riciclati anziché essere smaltiti. 
  • Innovazione: Spinge all’innovazione nel settore del riciclaggio e del recupero dei materiali. 
  • Conformità Normativa: Aiuta a rispettare le normative ambientali e a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. 

Promuovere l’End of Waste contribuisce a una gestione più sostenibile dei rifiuti, all’efficienza delle risorse, all’innovazione economica e all’adempimento delle normative internazionali, a vantaggio dell’ambiente, dell’economia e della società 

Gruppo Maurizi può offrirti tutto il supporto necessario nelle valutazioni che ti permetteranno di capire se il rifiuto che produci può percorrere la strada più sostenibile dell’End Of Waste. 

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