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Piatti pronti a base di carne, nuove regole

Il Parlamento europeo ha approvato la proposta di indicare obbligatoriamente in etichetta l’origine della carne come ingrediente dei piatti pronti o surgelati, come ad esempio le lasagne, e dei prodotti trasformati.

Maggiori informazioni ai consumatori e più trasparenza in tutta la catena alimentare dunque. E’ una decisione presa per riconquistare la fiducia dei consumatori dopo lo scandalo della carne equina di qualche anno fa e altre frodi alimentari.

La Commissione Ue dovrà quindi adottare a proposte legislative che rendano obbligatoria l’indicazione del paese di origine delle carni utilizzate nei prodotti alimentari trasformati,

I deputati sottolineano che lo studio della Commissione europea mostra come più del 90 % degli intervistati considera importante il fatto che l’origine delle carni sia etichettata sui prodotti alimentari trasformati. A seconda dello Stato membro in questione, dal 30 al 50 % delle carni macellate sono trasformate in ingredienti a base di carne per alimenti, principalmente carne macinata, preparati di carne e prodotti a base di carne.

Definire l’origine della carne non è però una cosa banale. Un animale può essere nato in un paese, allevato in un altro e macellato in un altro ancora. Per non dire poi che l’azienda che la trasforma potrebbe anche essere di un altro paese ancora. Anche la definizione dei prodotti freschi e congelati per cui si richiede la dichiarazione dovrà essere specificata meglio. Ovvero basta la presenza di carne in un prodotto per fare scattare la necessità della dichiarazione della provenienza? Oppure dovrà essere definita una percentuale minima al di sopra del quale scatta l’obbligo? O ancora sarà specificata l’origine solo qualora la carne sia è un ingrediente caratterizzante per il prodotto?

La sensazione è che il nuovo regolamento 1169/11 CE sull’ etichettatura dei prodotti alimentari, che non prevede l’obbligo dell’indicazione dello stabilimento di produzione, e l’allerta della carne di cavallo nelle lasagne , stiano facendo scatenare la caccia alle streghe. Siamo sicuri che il consumatore italiano è pronto per affrontare la notizia che non ci sono abbastanza maiali per tutti i prosciutti crudi nostrani?

Ci chiediamo invece se non sarebbe meglio insistere sul rispetto delle regole di sicurezza alimentare e soprattutto sui relativi controlli piuttosto che su troppe informazioni che non sempre il consumatore è in grado di valutare.

 

2018-03-19T14:57:19+02:0013 Febbraio 2015|