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Etichette a semaforo, siamo a un bivio…

… o piuttosto ad un incrocio dove, se il semaforo non funziona, si rischiano incidenti.

La Commissione Europea ha da poco avallato la decisione della Gran Bretagna di apporre l’etichetta a semaforo sugli alimenti (in vigore già dal 2013) per facilitare al consumatore l’interpretazione del profilo nutrizionale; ancora, la Francia ha presentato un’ulteriore proposta di etichettatura a semaforo basata però su parametri leggermente differenti, sempre però con l’intento di favorire e semplificare le scelte del consumatore.

alimenti etichette a semaforo spiegazione

Immagine ANSA

 

In questa apparente rivoluzione, rimangono sicuramente alcuni punti oscuri.

Uno su tutti: rispetto a quale quantità di alimento queste indicazioni vengono fornite?

Esistono infatti due strade possibili, entrambe abbastanza “sconnesse”:

  • Indicazione per 100g di alimento,
  • Indicazione per porzione.

 

La prima soluzione presenta il vantaggio di dare un’indicazione facilmente comprensibile, alla quale ormai il consumatore medio dovrebbe essere abituato; i 100 g sono un’unita di riferimento “standard”, confrontabile oltretutto con le indicazioni presenti in tabelle nutrizionale.

Tuttavia, questo tipo di indicazione penalizza quegli alimenti il cui consumo giornaliero non si avvicina neanche lontanamente ai 100 g (“qualcuno ha detto olio di oliva?”).

Chiaramente 100 g di olio hanno un profilo nutrizionale insostenibile se rapportato ad una dieta bilanciata, essendo l’alimento interamente composto da grassi.

Ecco quindi un bollino rosso che allontana il consumatore.

 

La seconda soluzione presenta anche essa pro e contro.

Per quanto appena scritto, la porzione sarebbe la soluzione ideale per quegli alimenti normalmente consumati in piccole quantità, ma si presenterebbe un problema di uniformità.

Attualmente infatti, il Regolamento U.E. 1169/11, pur prevedendo l’indicazione dei nutrienti per porzione, non definisce cosa debba intendersi con il concetto di porzione.

È possibile quindi che lo stesso alimento (es. un biscotto al cioccolato) sia presentato con porzioni estremamente diverse (e quindi anche con valori nutrizionali estremamente diversi!).

 

Paradossalmente quindi, il consumatore si potrebbe trovare di fronte ad alimenti dello stesso tipo, fatti con ingredienti del tutto paragonabili, che presentino però un “semaforo” colorato in modo molto diverso.

 

Sarebbe forse il caso di adottare il sistema Statunitense, nel quale le porzioni sono molto ben delineate a seconda della categoria di alimento, ma questo sembra un azzardo vista la “vita” relativamente breve che ha vissuto la dichiarazione nutrizionale in Europa.

Proprio questo punto forse è quello che dovrebbe far maggiormente riflettere:

di fronte ad una novità come la tabella nutrizionale, diventata obbligatoria solo 4 mesi fa, e che ha innovato e stravolto il mondo dell’etichettatura degli alimenti, forse sarebbe il caso di prendere tempo e lasciar sedimentare la novità.

Tanto le aziende quanto i consumatori infatti, devono aver il giusto tempo di adattamento che, soprattutto per il consumatore potrebbe non essere così breve.

Non dobbiamo dimenticare che l’obiettivo (e anche il titolo) del Reg. U.E. 1169/11 riguarda “la fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori”; dunque tutto ciò che viene proposto in campo di etichettatura e  pubblicità dovrebbe avere proprio questo come fine ultimo.

 

Bisognerà quindi fare attenzione a che questo tanto dibattuto semaforo non finisca con ottenere lo scopo opposto a quanto in origine pensato; vale a dire che il consumatore sia “veramente” in grado di capire che un alimento con tutte le luci verdi, non sia necessariamente salutare o benefico (un alimento con pochi grassi o zuccheri, ma anche con zero vitamine non potrebbe mai avere un impatto positivo).

 

L’unico modo per garantire ciò è senz’altro una campagna di formazione e informazione al consumatore, che dovrà però essere ben ponderata.

In attesa di una decisione definitiva da parte della Commissione Europea, magari con l’adozione di un apposito Regolamento, quello che possiamo fare è monitorare la situazione per futuri sviluppi.

By | 2018-03-19T14:56:40+00:00 13 aprile 2017|

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