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Europa – Canada, il C.E.T.A diventa realtà

Firmato il 30 Ottobre 2016 l’accordo di mutuo riconoscimento tra Unione Europea e Canada, comunemente conosciuto come C.E.T.A. (Comprehensive Economic and Trade Agreement); il trattato si è definitivamente sbloccato dopo la caduta dell’ultima “sacca di resistenza” rappresentata dalla Vallonia (una delle regioni in cui è politicamente diviso il Belgio).

Il trattato ha l’obiettivo di facilitare i commerci, abbattendo le tariffe doganali, creando un mercato facilmente accessibile alle aziende di entrambi i Paesi.

C.E.T.A. novità

Pensiamo in questo senso ad un bacino potenziale di utenti che si arricchisce dei 35 milioni di abitanti del Canada, i quali potranno essere destinatari dei prodotti Comunitari.

Se volessimo restringere il campo agli alimenti di produzione nazionale, potremmo anche considerare l’elevata qualità degli alimenti realizzati sul nostro territorio, che potrebbero facilmente farsi largo nel mercato.

 

Quali i principali vantaggi del trattato per le imprese Europee (grandi e piccole)?

  • Abbattimento delle tariffe doganali: da un punto di vista prettamente pratico, questo punto sarà di vitale importanza in quanto consentirà alle imprese di risparmiare su ogni singola spedizione. Riportiamo di seguito due esempi di dazi attualmente in essere:

3,32 cent./Kg per i formaggi

13,51 cent./Kg per alcuni prodotti di biscotteria;

  • Tutela delle denominazioni protette: questa forse la novità più importante e che sarà maggiormente apprezzata dalle aziende (anche e soprattutto le piccole e medie imprese che fanno dei marchi di qualità il loro punto forte); attualmente il mercato dei vari D.O.P., I.G.P. e simili viene fortemente ostacolato dal fenomeno del cosiddetto “italian sounding”, cioè da tutti quegli alimenti, prodotti al di fuori del nostro Paese, che richiamano in maniera più o meno palese alimenti tutelati a livello nazionale e comunitario, senza tuttavia doverne rispettare i requisiti di produzione. Ciò ovviamente non fa che arrecare un danno economico a tutti gli alimenti tutelati, che sono di qualità elevata (e prezzo equamente elevato) ma che sono costretti a dividersi il mercato con “copie” di bassa qualità e costo non paragonabile. Questo si unisce ad un consumatore medio che molto spesso non è in grado di apprezzare la differenza tra i due prodotti e che quindi tende a privilegiare il costo minore, attratto comunque dal nome accattivante.

Con la firma del trattato, tutti gli alimenti sottoposti a tutela in Europa, godranno della stessa tutela sul territorio Canadese;

 

  • Riconoscimento dei controlli ufficiali: vi sarà il mutuo riconoscimento dei controlli attuati dalle rispettive Autorità Competenti; degli ispettori Italiani, ad esempio, potranno verificare i requisiti igienico sanitari di produzione di un alimento in Italia secondo gli standard Canadesi (e viceversa) e il loro giudizio sarà riconosciuto come valido dalla controparte. Questo contribuirà a ridurre i tempi per l’esportazione, in quanto ogni alimento dovrà essere sottoposto ad un solo controllo igienico sanitario.

Cosa non farà il trattato?

  • Non sopravanzerà le normative attualmente in vigore: le norme attualmente in vigore, sia Comunitarie che Canadesi, non potranno essere accantonate né sopravanzate dal trattato (cioè, ad esempio, se la normativa Comunitaria non consente di utilizzare un additivo in un particolare alimento mentre la Canadese si, tale alimento continuerà a non poter essere commercializzato nel territorio dell’Unione);
  • Non abbasserà gli standard di sicurezza alimentare: per quanto già detto al punto precedente, le norme relative alla sicurezza alimentare in vigore in Europa, non verranno meno. I già elevati standard di sicurezza alimentare previsti dalla Comunità Europea e dai singoli Stati membri continueranno a garantire la sicurezza degli alimenti che arrivano sulla tavola del consumatore;
  • Non sarà ad uso esclusivo delle multinazionali: gli accordi prevedono la possibilità per qualsiasi soggetto, cioè anche per i privati cittadini o per le associazioni d categoria di presentare osservazioni ai termini del trattato; le parti in causa avranno l’obbligo di considerare le osservazioni e di rispondervi adeguatamente, motivando l’eventuale rifiuto di quanto proposto.

 

Questo è sicuramente un passo importante, nell’ottica di facilitare gli scambi commerciali in un mercato che ormai è da considerarsi globale; tuttavia è necessario  auspicare un elevato grado di controllo da entrambe le parti, per impedire che gli accordi previsti dal trattato vengano male interpretati o alterati in qualche modo.

Si dovrà inoltre capire come, la firma di questo trattato, potrà essere un traino per l’approvazione del T.T.I.P. (l’analogo trattato tra Europa e Stati Uniti), anche se la stessa Unione Europea tende a sottolineare come i due trattati siano entità ben distinte.

By | 2018-03-19T14:56:50+00:00 07 novembre 2016|

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