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Export usa: numeri e requisiti per le aziende alimentari

L’Europa rappresenta il secondo partner commerciale statunitense: nel 2018 l’export europeo di prodotti agroalimentari è stato pari a circa 21 miliardi di dollari, di cui circa 12 miliardi relativi all’export di bevande alcoliche.

Per quanto riguarda i prodotti made in Italy, i prodotti alimentari commercializzati negli USA nel 2018 sono stati più di 4 milioni di euro, con un aumento di più del 4% rispetto al 2017, che già presentava un trend positivo rispetto al 2016.

Questi dati mostrano come sempre di più gli statunitensi sono interessati e soddisfatti dei prodotti italiani.

Per questo abbiamo ritenuto opportuno stilare una breve lista di requisiti minimi obbligatori che le aziende italiane devono implementare per esportare negli USA.

  1. Registrazione FDA: la registrazione serve per poter essere autorizzati a commercializzare il proprio prodotto sul territorio statunitense. A seguito dell’avvenuta registrazione viene rilasciato il numero FDA associato all’azienda.

Devono essere registrati tutti gli stabilimenti di produzione e i magazzini.

I requisiti di registrazione possono essere diversi a seconda del tipo di prodotto (per esempio potrebbe essere necessaria l’autorizzazione preventiva all’importazione (SID) che prende in esame il processo di sterilizzazione).

  1. Nomina del cosiddetto FDA Agent: si tratta di un agente rappresentante dell’azienda italiana sul territorio statunitense
  2. Valutazione della composizione del prodotto alimentare che si vuole esportare: potrebbero essere previsti dei limiti/restrizioni diverse rispetto all’Europa, per esempio per additivi chimici, fitofarmaci. E’ bene quindi prendere in considerazione in tempo questo aspetto per poter quindi valutare eventuali cambi di ricetta
  3. Revisione etichette: la normativa statunitense prevede delle regole di etichettatura completamente diverse rispetto a quelle europee. E’ bene quindi anche in questo caso muoversi in tempo per poter essere certi che il packaging sia conforme e non venga contestato all’arrivo in dogana. E’ importante inoltre notare che la tabella nutrizionale prevede dei parametri diversi rispetto a quella a cui siamo abituati in europa.
  4. Formazione del PCQI interno: individuare il Preventive Control Qualified Individual, persona qualificata/preparata che ha superato con successo una formazione per lo sviluppo e l’applicazione del Risk-based Preventive controls, dimostrandosi quindi in grado di poter sviluppare e applicare un Food Safety Plan.
  5. Elaborazione del Food Safety Plan Aziendale: manuale sulla sicurezza alimentare impostato secondo gli standard e la normativa statunitense FSMA. Il manuale dovrà essere redatto in lingua inglese, comprendere tutti i preventive control previsti dallo standard statunitense così come l’hazard analysis. E’ importante in quest’ultimo caso prendere in considerazione il fatto che per gli USA alcune sostanze allergeniche sono diverse rispetto alle nostre (per esempio la noce di cocco viene considerata allergene).
2019-07-08T09:37:36+02:0008 Luglio 2019|

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