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Si parla ormai da un po’ di tempo del record di esportazioni di prodotti alimentari italiani negli USA.

Naturalmente esportare negli USA non è semplicissimo, ci sono una serie di regole e norme da rispettare, che possono essere in alcuni casi diverse dalle nostre europee.

Tra queste, ad esempio:

  1. un’etichettatura diversa,
  2. l’applicazione del Food Safety Modernization Act e
  3. la relativa redazione e applicazione del Food Safety Plan.

Inoltre, soprattutto se si esportano prodotti a base di carne, è necessario applicare anche un piano di campionamento specifico, che molto spesso viene implementato e applicato anche insieme alle autorità competenti.

Vogliamo portare l’attenzione all’esportazione in USA di prodotti a base di carne di suino per i quali il Ministero della Salute ha pubblicato lo scorso 28 gennaio il piano di campionamento ufficiale da applicare nel 2019 per Listeria monocytogenes e Salmonella spp.

export carne suina

 

Il piano è indirizzato ai servizi veterinari e agli IIZZSS, ma è sicuramente interessante per le aziende che devono sapere a quali obblighi sono comunque sottoposte.

Il piano di sorveglianza per Listeria monocytogenes e per Salmonella spp. si articola in RTE PROD _RAND (ready to eat not risk-based ) e RTE PROD_RISK (ready to eat risk-based) a cui si aggiunge un piano di monitoraggio specifico (RLm) degli ambienti di lavorazione (superfici a contatto con gli alimenti e non)  e dei prodotti che sono stati lavorati e preparati nei suddetti ambienti.

Nel 2019 saranno sottoposti a RLm tutti gli stabilimenti inseriti nel corso del 2018 a terminare quindi il ciclo iniziato nel 2018 stesso che comprendeva gli stabilimenti campionati nel 2015 e ad iniziare a campionare gli stabilimenti che erano stati sottoposti a RLm nel 2016.

Per quanto riguarda il piano per i RTE PROD_RISK deve essere previsto un numero di campioni diverso a seconda delle alternative previste e si effettuerà sul prodotto a maggior rischio tra quelli contemplati nel Regolamento 9 CFR 430 (Code of Federal Regulation) e lavorati nello stabilimento.

La frequenza del campionamento tiene in considerazione diversi fattori di rischio, quali per esempio quantità e livello di rischio del prodotto esportato, fasi di lavorazioni effettuate e storicità in casi di positività dell’azienda per Listeria monocytogenes.

Sono esclusi i prodotti che non rientrano nel Regolamento 9 CFR 430 (per esempio i RTE non esposti dopo trattamento letale).

Per quanto riguarda il piano per i RTE PROD_RAND si prevede almeno un campionamento ufficiale l’anno e si effettua in modo indifferenziato su tutti i prodotti RTE lavorati nello stabilimento e destinati agli USA.

Sono esclusi dal piano di campionamento i prodotti microbiologicamente stabili (per esempio: sughi pronti).

I piani di campionamento per RTE PROD_RISK e per RTE PROD_RAND prevedono che vengano contestualmente ricercati sia Listeria monocytogenes che Salmonella spp. Potranno essere effettuati al massimo 1 campione al mese per azienda e i lotti campionati dovranno essere preferibilmente quelli destinati al mercato USA.

Per quanto riguarda invece il piano di monitoraggio della contaminazione da Listeria monocytogenes in prodotti e ambienti di lavorazione (RLm), si prevede campionamento contestuale di superfici a contatto, superfici non a contatto e prodotto che è stato lavorato sulle superfici campionate. Per ogni stabilimento dovrà essere eseguito un campionamento proporzionato alle dimensioni dello stabilimento stesso.

In relazione ai criteri USDA-FSIS la dimensione viene considerata in base al numero di operatori impiegati nell’impianto, come di seguito specificato:

  • Stabilimento moto piccolo: da 1 a 10 operatori – viene effettuata 1 unità di campionamento*
  • Stabilimento piccolo: da 11 a 499 operatori – vengono effettuate 2 unità di campionamento*

 

*per unità di campionamento si intende il prelievo di 10 superfici a contatto, 5 superfici non a contatto, 5 prodotti già confezionati e prelevati tal quali, tutti dello stesso lotto.

L’effettuazione di quest’ultimo campionamento deve essere comunicata almeno una settimana prima allo stabilimento, in modo che si possa essere certi di poter campionare i prodotti destinati agli USA.

Verranno considerati adulterati, e quindi non commercializzabili, i prodotti che sono risultati positivi alla presenza di Listeria monocytogenes e i prodotti venuti a contatto con superfici campionate e risultate positive.

Verranno considerati potenzialmente adulterati i prodotti che sono stati in ambienti dove è stato riscontrato un campione di superficie non a contatto positiva a presenza di Listeria monocytogenes: in quest’ultimo caso sarà il servizio veterinario a valutare se è possibile comunque commercializzare il prodotto negli usa (per esempio se la superficie contaminata e campionata è una zona con condensa che può venire a contatto con il prodotto, questo non dovrà essere esportato in usa).

Comunque in caso di positività di prodotti e/o superfici per Listeria monocytogenes, l’azienda dovrà adottare le misure previste nella Nota Ministeriale DGISAN/IX/35655/P del 16.09.2015 di cui vi riportiamo il link per comodità. http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2017&codLeg=61644&parte=1%20&serie=null

Riportiamo anche in calce lo schema che verrà adottato dalle autorità competenti per la classificazione dei prodotti e il numero dei campioni annuo da prelevare, riportata nella stessa nota ministeriale oggetto del presente articolo.

Si ricorda infine che il Ministero della Salute ci tiene a precisare che le Autorità Statunitensi hanno richiesto esplicitamente anche il controllo del rischio derivante da batteri patogeni ulteriori, quali Clostridi sporigeni e Staphilococcus aureus.

Pertanto le aziende dovranno contemplare nel piano di sicurezza alimentare anche un’analisi dei rischi specifici per questi patogeni e delle azioni preventive specifiche.

classificazione prodotti

 

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