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Frodi alimentari: prodotti ittici e miele

By 29 Settembre 2023Sicurezza Alimentare5 min read
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Nel corso degli anni, le frodi alimentari hanno afflitto diversi settori, da quello della carne e del pesce fino al miele. Spesso, le frodi alimentari si manifestano come omissione di informazioni all’interno delle etichette, venendo meno agli obblighi previsti dal Regolamento UE 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. 

Per contrastare questo fenomeno, la Commissione Europea ha dato il via a un piano di controlli coordinato con le autorità nazionali così da dare un taglio a tali pratiche illecite. La procedura del piano è stata “nascosta” dalla Gazzetta Ufficiale, proprio per garantire un effetto sorpresa maggiore sulle aziende produttrici. 

In Italia, in particolare, le frodi alimentari prevedevano:

  • aggiunta di zuccheri  
  • idrossimetilfurfurale (HMF) superiore ai limiti di legge  
  • indice diastasico difforme 
  • caratteristiche organolettiche non conformi  
  • origine botanica e/o geografica diversa dal dichiarato  

Sul sito del Ministero della Salute è possibile consultare i dati salienti delle indagini affidate ai controlli dell’ICQRF ed il report annuale rilasciato dal RASFF. 

Nel 2022, ad esempio, è emerso che l’1,9% delle non conformità riscontrate dalle Autorità Competenti durante i controlli ufficiali sono riconducibili a frodi o adulterazioni degli alimenti. 

I tipi di frodi ittiche più comuni

La frode alimentare costituisce un vero danno economico per il settore, oltreché un vero e proprio rischio per la salute e per la sicurezza alimentare. 

Per quanto riguarda i prodotti ittici, dai controlli delle autorità è emerso che circa il 6% delle specie ittiche controllate (3.900 totali) dichiarate in etichetta non è risultato conforme a livello europeo, mentre in Italia le specie diverse da quelle dichiarate sono state solo il 2,4%. 

Sostituzioni di specie ittiche

La sostituzione di specie ittica in etichetta è una vera e propria frode commerciale che costituisce illecito per favorire il puro profitto economico. 

Le specie in Italia più comunemente sostituite e utilizzate per frodi alimentari sono:  

  • la cernia  
  • il rombo  
  • la limanda 

Decongelato spacciato per fresco

Il Regolamento UE 1169/2011 chiarisce apertamente che le informazioni sugli alimenti non devono indurre in errore il consumatore, in particolare: 

  1. per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in par­ticolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di pro­duzione; 
  2. attribuendo al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede; 
  3. suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive; 
  4. suggerendo, tramite l’aspetto, la descrizione o le illustrazioni, la presenza di un particolare alimento o di un ingrediente, mentre di fatto un componente naturalmente presente o un ingrediente normalmente utilizzato in tale alimento è stato sostituito con un diverso componente o un diverso ingre­diente. 

Tenendo a mente questo, si capisce perché costituisce frode in commercio non dichiarare nell’etichetta o nel menù del ristorante la presenza di pesce decongelato, vendendolo come se fosse pesce fresco. 

Questa pratica illecita costituisce reato e deve essere punito dalle autorità competenti.

Trattamenti con additivi vietati

Sull’utilizzo di additivi nel pesce e in tutti gli altri alimenti ci viene in soccorso il Piano nazionale additivi e aromi alimentari anni 2020-2024 dal Ministero della salute in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e le Autorità regionali e provinciali. 

L’obiettivo del Piano è quello di disporre di uno strumento unico e condiviso per la programmazione e il coordinamento sul territorio delle attività del controllo ufficiale oltre al monitoraggio dell’esposizione dei consumatori agli additivi ed agli aromi alimentari. 

L’elenco di additivi e aromi alimentari ammessi è consultabile all’Allegato I del Piano. Va da sé che l’utilizzo di aromi e additivi vietati al solo scopo di migliorare l’aspetto del pesce e quindi di ingannare il consumatore è una pratica punibile ai sensi di legge.

Le frodi alimentari riguardano anche il miele

Non solo il pesce è vittima delle frodi alimentari, ma anche un prodotto d’eccellenza quale è il miele. Dai controlli effettuati dalle autorità competenti è emerso che il 19% dei prodotti esaminati (2.237 totali) a livello europeo sono risultati non conformi, mentre a livello nazionale il dato si è fermato al 9,1% (110 totali).  

Le irregolarità maggiormente riscontrate negli anni sono: 

  • falsa dichiarazione dell’origine botanica (7%); 
  • adulterazione del miele con zuccheri (6%); 
  • origine geografica errata; 
  • parametri chimico-fisici, magari con l’aggiunta di sciroppi zuccherini o diluendo il miele con aggiunta di acqua;  
  • altre problematiche di etichettatura (2%). 

Come difendersi dalle frodi alimentari

La corretta informazione alimentare è un diritto del consumatore. I produttori sono tenuti per legge a fornire una serie di informazioni obbligatorie relative al prodotto in maniera chiara e non ingannevole. 

Per essere certi che questi obblighi vengano osservati, possiamo affidarci alla nostra esperienza personale, individuando rivenditori di fiducia che sappiamo essere affidabili e attenti ai principi della sicurezza alimentare. 

Come ulteriore conferma della qualità dell’alimento, possiamo affidarci ai nostri sensi, valutando prima di tutto l’odore e l’aspetto, ancor prima che il sapore, del cibo che vorremmo consumare. 

Le attività di controllo dell’ICQRF

Dietro la sigla ICQRF si nasconde nient’altro che l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, ovvero l’ente incaricato di effettuare attività di controllo nell’ambito della filiera alimentare con lo scopo di contrastare le frodi alimentari, tutelare la produzione e proteggere il consumatore. 

È uno dei maggiori organismi europei di controllo dell’agroalimentare e fra i suoi compiti principali possiamo menzionare: 

  1. La prevenzione e repressione delle frodi nel commercio dei prodotti agroalimentari e dei mezzi tecnici di produzione per l’agricoltura; 
  2. La vigilanza sugli organismi di controllo e certificazione operanti nell’ambito dei regimi di produzione agroalimentare di qualità regolamentata (DOP, IGP, Bio, e così via); 
  3. Il contrasto dell’irregolare commercializzazione dei prodotti agroalimentari introdotti da Stati membri o Paesi terzi e i fenomeni fraudolenti che generano situazioni di concorrenza sleale tra gli operatori e sanzioni per il corretto funzionamento degli accordi interprofessionali. 

Per approfondire le attività di controllo dell’ICQRF clicca qui. 

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