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Frodi alimentari: sono i consumatori a segnalarle

By 6 Dicembre 2023Sicurezza Alimentare5 min read
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Le frodi alimentari sono un tema molti sentito nell’industria alimentare. Il mercato italiano, proprio per l’eccellenza dei suoi prodotti, è uno dei più colpiti: il potere commerciale del Made in Italy, infatti, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, fa sì che siano molti gli alimenti presi di mira da persone con intenzioni tutt’altro che lecite. 

Non è un caso, allora, se esiste il cosiddetto fenomeno dell’“italian sounding”, ovvero utilizzo su etichette e confezioni di denominazioni, riferimenti geografici, immagini, combinazioni cromatiche e marchi che rimandano al nostro Paese e, in particolare, alcuni dei suoi più famosi prodotti gastronomici, come il Parmigiano e la mozzarella. 

Per mettere un freno a tutto questo, è necessario che i consumatori siano consapevoli dei rischi che corrono e che imparino a smascherare questi produttori malintenzionati. Ecco perché oggi vediamo insieme cosa sono le frodi alimenti e come fare a riconoscerle.

Cosa si intende per frodi alimentari

Le frodi alimentari comprendono tutte le azioni fraudolente sugli alimenti o sulle loro confezioni che, pur non determinando concreto o immediato nocumento per la salute pubblica, favoriscono illeciti profitti a danno del consumatore. 

In altre parole, la frode commerciale è un’operazione che consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee che ne alterano l’essenza, corrompendo o viziando la composizione naturale e simulandone la genuinità con lo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne difetti. 

Quali sono le principali frodi alimentari

Alcuni esempi tipici di frode alimentare particolarmente diffuse nel nostro Paese riguardano prodotti di eccellenza come: 

  • L’olio d’oliva, spesso sostituito in modo fraudolento e senza dichiarazione dall’olio di semi; 
  • Il Parmigiano reggiano, sostituito con un comune formaggio dall’aspetto similare; 
  • Il Prosciutto di Parma, anch’esso sostituito con un comune prosciutto non rispondente al Disciplinare di produzione. 

Ma sono frodi anche la vendita di margarina spacciata per burro, di vino spumante spacciato per champagne, di prodotti scongelati per freschi, e così via. 

Come vengono suddivise le frodi alimentari?

Le frodi alimentari possono essere di due tipi: sanitaria o commerciale. 

Le frodi sanitarie sono le azioni compiute che rendono nocivo un alimento e costituiscono un pericolo per la salute pubblica e rientrano fra i “delitti contro l’incolumità pubblica” riportati nel Codice Penale agli artt. 439-440-442 e 444. 

Le frodi commerciali, invece, secondo l’art. 515 del Codice Penale si verificano quando  

chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita. 

Esse posso essere di varia natura, ma si articolano essenzialmente in: 

  1. Alterazione: consiste in modifiche delle caratteristiche chimico-fisiche e/o organolettiche di un alimento, dovute a processi degenerativi spontanei, determinati da errate modalità di conservazione o prolungamento eccessivo dei tempi di conservazione; 
  2. Adulterazione: consiste nel modificare la composizione naturale dell’alimento con la sottrazione o l’aumento delle quantità di uno o più dei suoi componenti. 
  3. Sofisticazione: consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee alla sua composizione con lo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne difetti o di facilitare la parziale sostituzione di un alimento con un altro. 
  4. Contraffazione: consiste nel dare l’apparenza ingannevole della genuinità ad un prodotto che è composto da sostanze in tutto o in parte diverse, per qualità e quantità, da quelle che normalmente concorrono a formarlo. 

Quali sono i prodotti a maggior rischio contraffazione?

Come abbiamo già accennato, i prodotti più esposti alle frodi alimentari sono i prodotti d’eccellenza, soprattutto se in possesso di Denominazione di Origine (DOP, IGP, PAT, DOCG, e così via). 

Il Made in Italy fa gola a molti produttori fraudolenti, per il grande ricavo che da esso ne deriva. Ecco perché i prodotti più a rischio contraffazione, secondo uno studio portato avanti dalla Federconsumatori sono: 

  • Il Parmigiano Reggiano 
  • Il Grana Padano 
  • L’olio d’oliva 
  • Il Prosecco 
  • Il Prosciutto crudo di Parma 
  • La mozzarella di bufala campana 

Rientrano fra i prodotti più spesso frodati anche la carne, il latte e il pesce. 

Quali sono le frodi ittiche?

Anche il pesce non è al sicuro dal rischio contraffazione. Infatti, fra le tecniche fraudolente usate più frequentemente sui prodotti ittici vi è la sostituzione, totale o parziale, della specie riportata sulle etichette con un’altra specie. Vale a dire che in etichetta viene presentato un prodotto come di alta gamma, quindi con un pesce di ottima qualità, quando in verità all’interno si trova – del tutto o in parte – un pesce di valore inferiore. 

Inutile dire che, oltre a essere una pratica illecita, questo comporta un enorme rischio per la salute dei consumatori, poiché l’indicazione degli allergeni deve fare sempre riferimento al contenuto interno del prodotto; va da sé che, dichiarando il falso, si attenta alla salute di chi consuma l’alimento. 

Come capire se un prodotto alimentare è contraffatto?

Per valutare la qualità degli alimenti bisogna sempre affidarsi all’etichetta. Riconoscere il prodotto originale può essere una sfida, ma nell’etichetta devono obbligatoriamente essere presenti delle informazioni, come il numero di serie, le avvertenze sul prodotto, la lista degli ingredienti e l’indicazione del produttore. 

Tutto questo ha lo scopo di fortificare la tracciabilità del prodotto, così da poter ricostruire tutto il percorso compiuto all’interno della filiera, dalla produzione alla trasformazione fino alla distribuzione, rendendo così il controllo capillare e il ritiro del prodotto più rapido in caso di frode.

Cosa si rischia se si commette una frode alimentare?

In tema di frodi o comunque qualsiasi violazione in campo alimentare alla base resta il Regolamento 178/2002, ossia la normativa generale sul food che sancisce i principi generali del cibo indicando le pratiche fraudolente e ingannevoli. 

A livello nazionale, le sanzioni previste per chi commette frode alimentare sono chiarite nell’art. 516 del Codice Penale: 

Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari non genuine è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino 1.032 euro. 

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