E’ stata pubblicata il 17 gennaio 2014 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la nuova Direttiva Europea 2013/59/Euratom sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti che contiene importanti novità riguardo la protezione dai rischi connessi all’esposizione al radon.

Il radon è un gas radioattivo, incolore e inodore che immesso nell’aria dal suolo e da alcuni materiali da costruzione può avere effetti cancerogeni. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità in Italia il radon provoca dal 5 al 20% dei casi di tumore al polmone, pari cioè a da 1.500 a 5.500 casi ogni anno. In sostanza dopo il fumo da tabacco è la seconda causa di tumore al polmone.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci allo 06 7840919

Le direttive internazionali raccomandano di verificare la presenza di radon nelle abitazioni. Misurazione effettuate da laboratori qualificati nella radioprotezione. In Italia il Decreto Legislativo 241/2000 tutela l’esposizione al radon nei luoghi di lavoro fissando un livello massimo di 500 Bq/ m³, ma la popolazione non è ancora tutelata sul piano normativo. In altri Paesi europei la legge fissa o raccomanda invece determinati livelli inferiori di concentrazione di radon al di sopra dei quali bisogna effettuare azioni di risanamento sia nelle abitazioni che in ambienti di lavoro. L’Italia si è dotata di un Piano Nazionale Radon (PNR) ossia di un piano coordinato di azioni volte alla riduzione del rischio di tumore polmonare connesso all’esposizione al radon. Il coordinamento della realizzazione del Piano è affidato all’Istituto Superiore di Sanità.

Con la pubblicazione della nuova direttiva europea sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti si rivoluzionano le normative nazionali in tema di radioprotezione in tutti i Paesi dell’Ue. Vengono fissati limiti di concentrazione di attività per la commercializzazione di materiali da costruzione e obbligati tutti i paesi membri a dotarsi di piani nazionali “radon” ossia piani di azione per le concentrazioni di gas radon. I Paesi membri si dovranno adeguare entro il 2018 e ciò comporterà l’introduzione in Italia di una normativa di recepimento per la prevenzione di una delle cause più diffuse di tumore polmonare.