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Guida all’ autorizzazione emissioni in atmosfera

Autorizzazione emissioni in atmosfera:

ecco tutta la procedura spiegata

 

 

Premessa

Le emissioni in atmosfera sono uno degli aspetti di prevalente impatto ambientale ad opera delle realtà produttive.

Si definisce emissione in atmosfera: “qualsiasi sostanza solida, gassosa o liquida che, se introdotta nell’atmosfera può causare inquinamento atmosferico”, cioè la modificazione dell’aria, dovuta all’introduzione nella stessa di una o più sostanze, in quantità e con caratteristiche tali, da compromettere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente.

Ogni azienda per essere operativa è tenuta ad ottenere una preventiva autorizzazione per le emissioni, il quadro normativo attuale prevede che ogni impianto che produca emissioni in atmosfera sia preventivamente autorizzato dagli enti preposti e rispetti i valori limite imposti.

Nella provincia di Roma l’ente preposto è La Città metropolitana di Roma Capitale il quale rilascia autorizzazioni alle emissioni in atmosfera ad aziende ed attività produttive.

Le principali norme di tutela dall’inquinamento atmosferico sono contenute nella parte V del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e s.m.i., nel quale vengono specificate le attività che sono escluse da ogni adempimento a proposito di emissioni in atmosfera e quelle che rientrano negli obblighi di legge.

 

Guida completa all’ autorizzazione emissioni in atmosfera

 

La divisione in fasce di emissione

Le attività soggette ad autorizzazione emissioni in atmosfera sono, per semplicità d’informazione, comunemente divise in fasce di emissione crescente:

  • Fascia A – La fascia delle emissioni più basse, chiamate normalmente “emissioni scarsamente rilevanti” che si riferiscono all’art. 272 comma 1 del DLgs 152/2006 per attività come (ristoranti, bar con cucina, parrucchieri, meccanici…).
  • Fascia B – La fascia un po’ più alta di emissioni, una volta dette “a ridotto inquinamento”, che si riferiscono all’art. 272 comma 2 (carrozzerie, falegnamerie, ecc.), rappresentano insieme alla fascia A le autorizzazioni più comuni richieste.
  • Fascia C – La fascia di emissioni normali per cui si deve richiedere un’autorizzazione in procedura ordinaria (cioè l’utente chiede il permesso e l’amministrazione risponde con una autorizzazione formale).
  • Fascia D – La fascia di emissioni presumibilmente ingenti, sono i casi più rari, relative a grandi industrie, in cui il titolo autorizzativo è l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che non tratteremo in questo articolo vista la complessità dell’attività istruttoria.

 

In che fascia mi trovo?

Se la tua attività rientra all’interno della tabella alla parte I dell’allegato IV alla parte V del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. sarai soggetto alla presentazione della sola dichiarazione in deroga per le emissioni scarsamente rilevanti (fascia A).

In questa tabella sono indicate le varie tipologie di attività che generano emissioni scarsamente rilevanti, alle quali viene attribuita una lettera di riferimento.

Di seguito una tabella semplificata con le rispettive “lettere” relative alle attività più frequenti:

 

divisione in lettere attività emissioni in atmosfera

 

Bisogna presentare dichiarazione in deroga per le emissioni scarsamente rilevanti anche se nella tua attività sono presenti gruppi elettrogeni con le seguenti caratteristiche:

 

caratteristiche gruppi elettrogeni per autorizzazione emissioni in atmosfera 

 

Come presentare la dichiarazione in deroga per le emissioni in atmosfera ?

Per la fascia A la dichiarazione va presentata prima che l’attività sia esercitata effettivamente e per queste tipologie l’iter autorizzativo è molto semplice ed immediato.

La società dovrà presentare la domanda attraverso lo sportello telematico della Città Metropolitana di Roma Capitale, inserendo i dati relativi alla società (Sede legale, Legale rappresentante,P.Iva, ecc..) ed inserendo la lettera che identifica la tipologia di attività che verrà svolta.

La dichiarazione non ha alcun costo e resta valida per tutto il tempo in cui l’attività viene esercita con le caratteristiche descritte nella dichiarazione.

L’Ente competente non rilascia una vera e propria autorizzazione, ma attribuisce un numero di protocollo alla dichiarazione presentata, come prova dell’avvenuto adempimento.

Se invece la tua attività rientra all’interno della tabella alla parte II dell’allegato IV alla parte V del DLgs 152/2006, dell’art. 272 comma 2, sarai soggetto alla presentazione della richiesta di autorizzazione in via generale (AVG) (fascia B), la quale prevede costi più alti della dichiarazione in deroga e adempimenti annuali da rispettare sulle emissioni.

 

Come presentare la domanda di autorizzazione emissioni in atmosfera in via generale (AVG)?

La domanda anche in questo caso deve essere presentata utilizzando lo sportello telematico della Città Metropolita di Roma ma la documentazione da allegare al modello di domanda, contenente i dati delle società, è di gran lunga maggiore rispetto alla dichiarazione in deroga.

Per questa tipologia di domanda autorizzativa è d’obbligo presentare anche la planimetria dello stabilimento in cui vengono indicati i punti di emissione e le loro caratteristiche, una relazione tecnica contente l’informazioni relative agli inquinanti immessi in atmosfera e le caratteristiche dell’impianto e del sistema di abbattimento che verrà realizzato.

Questo tipo di autorizzazione oltre alla documentazione appena descritta è soggetta, in fase di presentazione, anche al pagamento di una tassa comunemente chiamata “diritti di istruttoria”.

Di seguito una tabella semplificata con le rispettive “lettere” relative alle attività più frequenti

 

tabella lettere attività più frequenti per autorizzazione emissioni in atmosfera

 

La domanda dovrà essere presentata almeno 45 giorni prima dell’installazione del nuovo impianto.

Nei 45 giorni, la Città Metropolitana di Roma in qualità di Autorità Competente valuta la documentazione presentata per capire se l’impianto rispetta i requisiti previsti dall’autorizzazione generale e, se non viene emessa nessuna comunicazione specifica, l’autorizzazione viene rilasciata.

Il passo successivo alla realizzazione dell’impianto consiste nella messa in esercizio, cioè l’avvio dell’attività ed la prima accensione dell’impianto.

 La messa in esercizio deve essere effettuata entro 60 giorni dal rilascio dell’autorizzazione (pena la decadenza dell’autorizzazione) e la data deve essere comunicata almeno 15 giorni prima alla Città Metropolitana.

A questa fase segue la messa a regime dell’impianto, in cui bisogna effettuare il rilevamento delle emissioni almeno in due giorni non consecutivi, per verificare che i parametri indicati nell’autorizzazione siano rispettati.

La data delle analisi delle emissioni deve essere comunicata almeno 10 giorni prima alla Città metropolitana.

I risultati delle analisi, entro i successivi 30 giorni, dovranno essere inviati alla Città metropolitana.

 

Emissioni in atmosfera: Cosa mi devo ricordare?

Il provvedimento autorizzativo ha una durata di 10 anni e stabilisce le modalità di convogliamento, captazione, contenimento ed abbattimento delle emissioni, nonché la frequenza dei campionamenti analitici delle emissioni.

A partire dalla data dell’autorizzazione, con periodicità annuale, devono essere effettuati campionamenti analitici al fine di monitorare tutti i parametri degli inquinanti indicati nell’autorizzazione (con i rispettivi limiti).

I certificati analitici del primo controllo devono essere trasmessi alla Città Metropolitana mentre i risultati delle analisi per i successivi controlli annuali devono essere disponibili presso l’attività per eventuali verifiche da parte degli organismi preposti al controllo.

 

La richiesta di autorizzazione in procedura ordinaria

Per quelle attività che non rientrano nelle categorie precedenti o per tipologia o per quantitativo di materie utilizzate, rientrano nella “fascia C” e quindi soggette alla richiesta di autorizzazione emissioni in atmosfera in procedura ordinaria ai sensi dell’articolo 269 del DLgs 152/2006.

 

Quando presentare la richiesta?

Si utilizza sempre lo sportello telematico della Città Metropolita di Roma e deve essere richiesta in caso di:

  • costruzione di un nuovo stabilimento
  • trasferimento in altra località di un stabilimento già autorizzato
  • modifica sostanziale di un impianto
  • rinnovo dell’autorizzazione
  • voltura dell’autorizzazione (subingresso)
  • variazione della denominazione e/o della ragione sociale

 

Come presentarla?

La documentazione da presentare e simile all’autorizzazione AVG in più in questo caso bisogna anche allegare le schede sicurezza relative alla materie prime utilizzate.

I diritti di istruttoria da versare vista l’importanza dell’autorizzazione sono maggiori rispetto all’ AVG e variano in funzione del numeri dei punti di ammissione presenti.

La durata del procedimento è di 120 giorni con la possibilità di richiesta di integrazione documentale da parte dell’ente preposto al rilascio. In caso la domanda presentata è per ottenere l’autorizzazione di un nuovo stabilimento o trasferimento, l’ente entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda indice una conferenza dei servizi.

Una volta ottenuta, anche per questo tipo di autorizzazione bisogna procedere facendo prima la messa in esercizio dell’impianto, che deve essere effettuata secondo la tempistica prevista nell’autorizzazione e deve essere comunicata almeno 15 giorni prima alla Città metropolitana.

Segue la messa a regime dell’impianto deve essere effettuata secondo la tempistica prevista nell’autorizzazione e la data deve essere comunicata almeno 10 giorni prima alla Città metropolitana.

I risultati delle analisi effettuate durante la fase di messa a regime devono essere inviate alla Città metropolitana secondo le modalità previste dall’autorizzazione.

 

Cosa mi devo ricordare?

Il provvedimento autorizzativo ha una durata di 15 anni e stabilisce le modalità di convogliamento, captazione, contenimento ed abbattimento delle emissioni, nonché la frequenza dei campionamenti analitici delle emissioni.

Per alcune attività di piccole dimensioni e che rispettano alcune specifiche condizioni operative come limitato numero di addetti o di macchine operatrici, di ore di lavorazione o di quantitativi di materie prime) e all’utilizzo di dispositivi di abbattimento locale delle emissioni è possibile presentare richiesta di adesione al “NEF” “Dichiarazione Non Emissione Fumi”.

 

attività soggette a dichiarazione non emissione fumi

 

Come ti aiutiamo noi?

Ti aiutiamo sia con le pratiche autorizzative che servono alla tua attività commerciale,

sia con il monitoraggio delle emissioni in atmosfera.

 

2019-05-08T11:19:46+02:0027 Febbraio 2017|

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