L’ home cooking, il cosiddetto cuoco a domicilio, rientra in pieno in una attività di somministrazione di alimenti e bevande e come tale deve essere soggetta alla Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (SCIA) ma anche all’applicazione di un sistema di autocontrollo e soprattutto alla gestione di una procedura di gestione allergeni.

home cooking

Lo ha chiarito il Ministero dello Sviluppo economico (risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015) su richiesta di parere di una camera di commercio su come configurare l’attività di home restaurant al fine di stabilire l’iter da seguire per garantire il controllo dei requisiti professionali a tutela del consumatore finale. Pertanto anche per l’attività di cuoco a domicilio va presentata la Scia al Comune di residenza come una qualsiasi altra attività di somministrazione alimenti e bevande disciplinata dalla legge 287/1991. Anche se i prodotti sono preparati e serviti in locali privati o nel domicilio del cuoco comunque rappresentano locali attrezzati aperti alla clientela. Inoltre la prestazione comporta il pagamento di un corrispettivo quindi è un’attività economica.

Dunque una procedura da seguire a tutela del consumatore

Ma il cuoco improvvisato saprà quali sono gli allergeni? Sa cosa deve fare per gestirli? Si informa se sono presenti dei commensali allergici?

Su questo forse rimaniamo un po’ dubbiosi.