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I danni dell’etichettatura a semaforo

Il semaforo è rosso in Inghilterra

Ormai è ufficiale, gli inglesi “snobbano” le nostre eccellenze come il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma se vendute con un bel semaforo rosso.

La cosa può stupirci?

parmigiano-con-semaforo-rosso

Già a Giugno 2015 avevamo messo in evidenza come i nostri prodotti avrebbero potuto subire dei danni commerciali e di immagine a causa del sistema dell’ etichettatura a semaforo.

Danni che anche l’UE non ha potuto non considerare, ad Ottobre del 2014 avevamo pubblicato un articolo sulla procedura di infrazione che la Gran Bretagna aveva ricevuto dall’Unione Europea perché l’etichetta con il semaforo era stata considerata lesiva della concorrenza.

Tornando ai giorni d’oggi, la ricerca Nomisma ha monitorato la vendita del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma negli ultimi due anni in una importante catena di Grande Distribuzione Organizzata inglese ed ha certificato che il parmigiano ha perso il 7% in valore, mentre il prosciutto il 17%.

Ma in cosa consiste questa etichettatura a semaforo volontaria che hanno voluto gli inglesi?

Dal 2013 i prodotti alimentari della Gran Bretagna (con un sistema adottato dal 98% della GDO inglese) sono classificati con uno dei tre colori del semaforo in base al contenuto di grassi, grassi saturi, sale o zuccheri prendendo come riferimento in peso l’intera unità di vendita della confezione (quindi i pesi più svariati).

etichettatura-a-semaforo

L’Italia si è subito schierata contro questo sistema, del tutto arbitrario e fuorviante.

Oggi sono 16 Paesi europei (Italia, Slovenia, Portogallo, Polonia, Romania, Slovacchia, Lettonia, Lussemburgo, Belgio, Cipro, Spagna, Irlanda, Germania, Bulgaria, Grecia, Croazia) a chiedere che venga ristabilita una equità di presentazione dei prodotti alimentari, e che venga impedito l’utilizzo dei colori del semaforo attualmente in vigore in Gran Bretagna.

Ancora una volta la corretta informazione al consumatore è protagonista: le etichette alimentari sono il più importante strumento di comunicazione e il Reg 1169/11/UE, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, ha evidentemente dei limiti nella sua applicazione.

Limiti che permettono interpretazioni volontarie lesive della concorrenza commerciale, come ad esempio il mancato obbligo di indicare lo stabilimento di produzione.

2018-03-19T14:57:02+00:00 16 marzo 2016|

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