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I ruoli del medico competente e dello psicologo del lavoro

All'interno di una organizzazione

Nello svolgimento delle attività del Medico Competente in materia di sicurezza sul lavoro nelle Aziende private e pubbliche, ai sensi del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico della Sicurezza), è oggi abbastanza frequente rilevare condizioni di disagio psichico tra i lavoratori di tutte le mansioni.

Fino al 2008, ai sensi del D.Lgs. 626/94, il medico competente ricopriva un ruolo di prevenzione rivolta essenzialmente ai rischi chimici, fisici ed ergonomici intesi come ergonomia del movimento, rischi di movimentazione manuale carichi e movimenti ripetuti per gli arti superiori; non venivano considerati i casi di lavoratori che manifestavano disturbi psichici rilevanti e disagi psichici che potevano essere correlati oppure non correlati al lavoro.

L’entrata in vigore e l’attuazione del Testo Unico della Sicurezza, che ha abrogato e sensibilmente modificato la “626”, ha introdotto l’obbligo del datore di lavoro, anche attraverso il Medico Competente, il RSPP e il RLS, di valutare il rischio stress Lavoro Correlato all’interno dell’azienda, analizzando quindi anche le dinamiche organizzative oltre che tecniche della azienda e promuovendo la cultura della salute in senso più generale.

I ruoli del medico competente e dello psicolologo del lavoro in un'organizzazione

La presenza di situazioni di stress, inteso come reazione generica dell’organismo rispetto alle richieste a cui viene sottoposto, è normale sia nel lavoro che nella vita privata.

Tuttavia, quando diventa eccessivo e continuativo, può sfociare nella manifestazione di sintomatologie fisiche ed emotive che incidono sulla qualità della vita e delle prestazioni lavorative.

Lo stress non è di per sé una malattia, ma una condizione provocata da fattori esterni che impattano sulle capacità del lavoratore.

Dunque, parliamo di stress lavoro correlato quando a causarlo è il protrarsi di fattori propri del contesto e del contenuto lavorativo: troppo intensi e sproporzionati alle capacità del lavoratore.

L’evoluzione dei sintomi da stress lavoro correlato può sfociare in patologia e avere effetti negativi sia sulla persona che sull’azienda:

  • calo delle performance del lavoratore;
  • aumento degli incidenti causati da errore umano;
  • assenteismo;
  • atteggiamenti negativi.

Sono alcuni dei fattori che rappresentano un aumento dei costi per l’impresa e il progressivo degrado dell’ambiente lavorativo:

una situazione che si può prevenire e ridurre se applicate le adeguate linee guida per la valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato e il coinvolgimento di figure competenti, quale lo psicologo del lavoro;

L’iter valutativo si articola in diverse fasi, procedendo quindi per differenti step in relazione alle criticità emerse nella prima e fondamentale “fase preliminare” (fase 1)

Nella condizione di rischio basso la valutazione si ferma alla prima fase e va ripetuta in caso di cambiamenti organizzativi aziendali o comunque almeno ogni due anni. Si possono programmare delle azioni migliorative e dei momenti di monitoraggio in relazione a quanto emerso dalla discussione del gruppo di lavoro.

Quando si rileva un rischio medio/alto si procede con l’identificazione e l’adozione di azioni correttive seguite da monitoraggi programmati nelle modalità di rilevazione e che prevedono scadenze temporali (fase 2).

Qualora il monitoraggio dovesse evidenziare che le azioni migliorative siano risultate efficaci la valutazione termina e va ripetuta in caso di cambiamenti organizzativi aziendali o comunque almeno ogni due anni. Ove gli interventi risultino inefficaci si deve procedere alla fase della valutazione approfondita (fase 3).

In questa ulteriore fase valutativa, specie in aziende di dimensioni medio-grandi, è opportuno il coinvolgimento di personale esperto, ovvero di uno Psicologo del Lavoro, il quale ricopre un ruolo determinante nella misura della percezione dello stress dei lavoratori, attraverso l’utilizzo di strumenti specifici analizzati in modo aggregato:

  • Questionari standardizzati
  • Focus group
  • Interviste semi-strutturate

Un’attenta analisi dei dati acquisiti è alla base dell’individuazione ed adozione di misure correttive.

Tra queste è possibile ad esempio svolgere attività clinica rivolta ai lavoratori, nella forma di uno Sportello d’Ascolto, in ambito aziendale, oppure in ambito privato occuparsi di supporto psicologico relativamente alla gestione dello stress lavorativo.

E’ possibile quindi dedurre che questo approccio, ovvero un attento processo di analisi che si avvale di figure esperte e competenti, ha il vantaggio di tutelare anche l’azienda, oltre che il singolo lavoratore, non solo da rischi da affrontare, ma anche dalla mancata efficienza dei suoi dipendenti e quindi da un calo della produttività.

2019-07-22T09:23:25+02:0022 Luglio 2019|

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