In base ai dati del Fibl (Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica) presentati al Biofach tenutosi a Norimberga in Febbraio 2020, il settore del biologico food in Europa continua a ingrandirsi: non solo a livello di fatturato, ma anche a livello di terreni per la coltura ad esso dedicati, di produttori e mercati e di esportazioni. L’Italia vanta ottimi risultati in tutti gli ambiti, dalla produzione alle superfici coltivate, fino ai consumi e all’export.

Pur confermandosi un settore dinamico e trainante, l’esportazione in Paesi extra UE di prodotti alimentari biologici all’estero non è di immediata gestione.

Questo perché a livello internazionale lo scenario è di Paesi dotati di normative interne specifiche per la gestione dei prodotti biologici, che richiedono quindi certificazioni specifiche (es. Brasile o Giappone); Paesi come ad esempio USA e Canada che riconoscono la validità della certificazione biologica europea, attraverso accordi di equivalenza, ma che purtroppo non ricoprono tutti i prodotti.

Altri Paesi extra europei invece (es. Australia) riconoscono la certificazione biologica Europea attraverso accordi di equivalenza, in ottemperanza alla legislazione UE 834/07.

Pur essendo in vigore tali accordi di equivalenza, la maggior parte dei Paesi extra europei ha regole proprie a livello di etichettatura dei prodotti alimentari, che si differenziano notevolmente per ubicazione delle informazioni, modalità di espressione delle stesse, lingua ed espressione dei valori nutrizionali.

Vediamo nello specifico alcune informazioni utili relative ad alcuni di questi Paesi citati e la loro gestione per quanto concerne Biologico ed Etichettatura.

CANADA

Per il Canda l’accordo di equivalenza per i prodotti biologici con l’UE è totale, pertanto i prodotti biologici certificati ai sensi del reg. UE 834/07 possono essere esportati in Canada senza necessità che sussista la certificazione COR (regolamento biologico nazionale canadese).

In etichetta, l’uso del logo biologico o dicitura “organic” è riservata solo ai prodotti con un contenuto di ingredienti biologici maggiore o uguale al 95%.  L’uso del logo è volontario, ma se impiegato deve essere soggetto ai requisiti del SFRC [359 (1), SFCR]. Deve essere inoltre riportata l’indicazione “Product of nome del paese” o “Imported from nome del paese ed il nome dell’ente certificatore biologico  (certified organic by nome dell’ente).

Queste dichiarazioni devono apparire sull’etichetta sia in francese che in inglese, a meno che non si applichi un’esenzione per l’etichettatura bilingue.

GIAPPONE

In Giappone, la normativa di riferimento per i prodotti biologici è in vigore dal 2002 ed è la Japan Agricultural Standard (JAS); questa normativa prevede che i prodotti biologici siano controllati da un ente giapponese o estero purchè registrato presso il MAFF, il Ministero dell’agricoltura del Giappone.

Questa certificazione è applicabile a tutti i prodotti alimentari e ai mangimi, ad esclusione di bevande alcoliche (vino incluso) e dei prodotti dell’acquacoltura: grazie agli accordi di equivalenza con l’Unione Europea, il Giappone ha riconosciuto la validità della certificazione biologica in accordo al reg. UE 834/2007 per quanto concerne le produzioni vegetali. La certificazione JAS è quindi richiesta solo alle industrie alimentari e per i prodotti zootecnici.

La certificazione JAS consente l’applicazione del logo in etichetta, che invece non si può riportare nel caso di esportazione in equivalenza.

I requisiti per l’etichettatura sono quindi il logo JAS, dove compare anche il nome dell’organismo di controllo ed il riferimento al biologico nella denominazione di vendita e nell’elenco degli ingredienti.

USA

Negli Stati Uniti, il commercio dei prodotti alimentari biologici è regolamentato dallo U.S. Department of Agriculture (USDA). Per i produttori europei che intendono esportare i loro prodotti negli USA abbiamo due possibilità:

1- Esportare sfruttando l’accordo di equivalenza EU-USDA, che riconosce la certificazione europea in accordo alla 834/07.

Vi sono delle restrizioni particolari per i prodotti derivati da animali come carne, latticini, uova, miele, che devono essere sottoposti ad ispezioni equivalenti agli standard statunitensi e, nel caso di prodotti derivati da animali, è necessario che il fornitore, oltre alla certificazione EU 834/07, sia in possesso della dichiarazione di non uso di antibiotici. Vi sono inoltre restrizioni particolari anche per i prodotti alcolici.

I prodotti alimentari biologici devono essere inoltre accompagnati (elettronicamente o fisicamente) da un Certificato di importazione, chiamato NOP 2110-1 (National Organic Program Import Certificate), e da un certificato di produzione biologica rilasciati da uno degli organismi europei autorizzati e riconosciuti nell’accordo di equivalenza.

2- Esportare ottenendo la certificazione NOP (National Organic Program)

Come etichettare correttamente i prodotti?

A seconda degli ingredienti impiegati nel prodotto finito, abbiamo le seguenti denominazioni impiegabili:

  1. 100% ORGANIC: Prodotto composto esclusivamente (100%) da prodotti agricoli coltivati secondo il metodo biologico. La dicitura “100% organic” può essere apposta su ogni campo visivo dell’imballo, anche modificando la denominazione del prodotto. Il Principal Display Panel dell’etichetta può includere il logo organico dell’USDA e/o l’indicazione “100 % Organic”; l’Information Panel invece deve specificare, nella lista degli ingredienti, che tutti gli ingredienti sono biologici (mediante diciture o asterischi) e deve riportare il nome dell’ente certificatore (certified organic by nome dell’ente);
  2. ORGANIC: prodotto composto per almeno il 95% da prodotti agricoli coltivati secondo il metodo biologico; il 5% è composto da additivi /coadiuvanti tecnologici ammessi, ed ingredienti di origine agricola non biologici ammessi. La dicitura “organic” può essere apposta su ogni campo visivo dell’imballo, anche modificando la denominazione del Il PdP può includere il logo organico dell’USDA e/o l’indicazione “Organic”; l’Information Panel deve specificare, nella lista degli ingredienti, che tutti gli ingredienti sono biologici (mediante diciture o asterischi) e deve riportare il nome dell’ente certificatore (certified organic by nome dell’ente);
  3. Made with Organic: prodotti composti per almeno il 70% da alimenti prodotti secondo il metodo biologico. Il Principal Display Panel può riportare l’indicazione “Made with organic (inserendo fino a 3 ingredienti), ma non deve includere il logo USDA né il termine “organic”; l’Information Panel deve specificare, nella lista degli ingredienti, quali sono gli ingredienti biologici e deve riportare il nome dell’ente certificatore (certified organic by nome dell’ente).

CINA

In Cina esiste un regolamento biologico proprio nazionale: per potersi classificare come biologici (organici), i prodotti alimentari devono essere certificati. La legislazione cinese infatti non riconosce automaticamente le certificazioni del Paese di origine del prodotto, ma occorre ottenere una certificazione ad hoc, valida per un anno con possibilità di rinnovo.

AUSTRALIA

È riconosciuto il regolamento 834/07.

BRASILE

A partire dal 2013 la Federazione Brasiliana ha istituito un proprio sistema di controllo e certificazione e proprie regole per la produzione, commercializzazione ed etichettatura dei prodotti biologici. Tale sistema di controllo e certificazione nazionale non riconosce alcuna equivalenza con il sistema regolamento europeo. Le aziende che intendono esportare i loro prodotti biologici in Brasile devono disporre necessariamente della certificazione di conformità alla normativa brasiliana rilasciata da organismo di controllo autorizzato dal Ministério da Agricultura, Pecuária e Abastecimento (MAPA).