Chi è l’RSPP?

La definizione di RSPP è indicata nell’art. 2 comma 1 lett. F) del D.lgs. 81/08:

Il RSPP deve coordinare il servizio di prevenzione e protezione aziendale, ovvero l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali che possono essere presenti all’interno di un’attività lavorativa.

Chi deve nominare il RSPP?

La nomina del RSPP è un obbligo del Datore di Lavoro, che non può essere delegata al dirigente o ad altri collaboratori interni all’azienda (art 17. D.Lgs. 81/08).

Ove non fosse presente la nomina del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, la responsabilità cadrebbe direttamente sul legale rappresentante della società stessa, in quanto è il soggetto penalmente responsabile dell’assenza in azienda della suddetta figura.

Chi può essere nominato RSPP?

Il RSPP può essere:

  • Un dipendente interno;
  • Un consulente esterno;
  • Il datore di lavoro stesso.

Il RSPP, ove fosse un dipendente interno o un consulente esterno, non deve avere un titolo di studio inferiore alla scuola media e, deve aver seguito, i tre seguenti moduli richiesti:

  • (A) 28 ore,
  • (B) 48 ore con 12 o 16 ore ulteriori di specializzazione,

Mod. B di specializzazione (SP1SP2SP3SP4): corsi di specializzazione, nei quali si approfondisce la tematica della sicurezza con riferimento a particolari settori ATECO 2007, in particolare:
>>> SP1: modulo di specializzazione di 12 ore per il settore ATECO 2007 “A – Agricoltura, silvicoltura e pesca”
>>> SP2: modulo di specializzazione di 16 ore per il settore ATECO 2007 “B – Estrazione di minerali da cave e miniere” e “F – Costruzioni”
>>> SP3: modulo di specializzazione di 12 ore per il settore ATECO 2007 “Q, 86.1 e 87 – Sanità e assistenza sociale”
>>> SP4: modulo di specializzazione di 16 ore per il settore ATECO 2007 “C, 19 e 20 – Attività manifatturiere”

  • (C) 24 ore.

Ove fosse il legale rappresentante, costui deve seguire un corso di formazione della durata di 16, 32 o 48 ore, sulla base del livello di rischio (basso, medio o alto) corrispondente al codice ATECO aziendale.

Il RSPP deve seguire corsi di aggiornamento?

Sì, quando il datore di lavoro è il RSPP, è necessario seguire un aggiornamento quinquennale della durata rispettivamente di 6, 10 e 14 ore, sulla base del codice di rischio. Il dipendente o il consulente esterno devono invece seguire un aggiornamento di 40 ore ogni 5 anni

RSPP: sanzioni al datore di lavoro per la mancata nomina e la conseguente assenza di formazione/aggiornamento?

Come riportato nell’articolo 17 – obblighi del datore di lavoro non delegabili, il datore di lavoro ha tra gli obblighi non delegabili, sia la designazione del responsabile del servizio prevenzione e protezione, sia di valutare i rischi e redigere il DVR (Documento di valutazione dei rischi).

Vuoi saperne di più?

Chiamaci allo 06 7840919

Dove mancasse la nomina del RSPP, le sanzioni sono quelle riportate in figura 2.

(Figura 2: Sanzioni penali art. 17, co. 1, lett. a) e b) D.Lgs. 81/08)

Le sanzioni, invece, relative alla mancata formazione del datore di lavoro che assume il ruolo di RSPP sono quelle indicate in figura 3.

(Figura 2: Sanzioni penali art. 17, co. 1, lett. a) e b) D.Lgs. 81/08)

RSPP: quali sono le responsabilità reali della figura?

Per la figura del RSPP la legge non prevede sanzioni contravvenzionali, ma costui è responsabile ove si verificasse un infortunio a causa della consulenza effettuata in maniera errata.

Ad esempio, se l’RSPP interno ad una azienda informasse il datore di lavoro di prevedere delle scarpe antinfortunistiche senza le caratteristiche addizionali idonee a salvaguardare i dipendenti (nel dettaglio, un cuoco che ha scarpe antinfortunistiche con puntale rinforzato ma senza il requisito opzionale dell’antiperforazione), potrebbe avere, in caso di infortunio del dipendente e in seguito alle indagini da parte dell’organo ispettivo, responsabilità sull’accaduto.

Attraverso i nostri tecnici è possibile svolgere corsi di formazione specifici per ricoprire questo delicato ruolo, o la presa in carico diretta della funzione di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, per andare incontro a tutti gli adempimenti normativi richiesti dal Decreto Legislativo 81/08 e verificati in sede di ispezione dall’organo di vigilanza competente.

Si ricorda che l’applicazione di tutte le misure di prevenzione e protezione da parte dell’organizzazione sono fondamentali, ma l’obiettivo è quello di rendere la prevenzione e la sicurezza il risultato di un sistema, di cultura e valori, e di regole condivise applicate da tutti, con l’RSPP nel ruolo di coordinatore.