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Importanti novità per i produttori di pane

Il Ministero dello sviluppo economico chiarisce alcune definizioni

Il Mistero dello Sviluppo Economico ha emanato il Decreto 1 Ottobre n. 131 “regolamento recante disciplina della denominazione di panificio, di pane fresco e dell’adozione della dicitura pane conservato”.

Il Decreto entrerà in vigore il 19/12/2018, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19/11/2018 .

Gli Operatori del Settore Alimentare avranno 90 giorni di tempo dalla data di pubblicazione per adeguare alle nove disposizioni, se già non lo sono, le modalità con le quali le informazioni vengono fornite ai consumatori (sia su etichette che direttamente nei banchi di vendita).

L’attesa è stata piuttosto lunga, visto che una bozza del Decreto era stata già inviata alle parti interessate nel luglio 2015.

Vediamo di seguito le principali novità introdotte dal Decreto:

pane novità per produttori

 

  • Viene fornita una definizione di “pane fresco”, il quale in effetti non era finora normato; nell’ottica di fornire un’informazione sempre più trasparente e chiara al consumatore, il Ministero ha ritenuto necessario puntualizzare cosa possa essere definito “pane fresco” (e cosa non possa). In particolare “è denominato pane fresco il pane preparato secondo un processo di preparazione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione , ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante”.

 

Si intende, per processo di preparazione continuo, un processo per il quale, dall’inizio della lavorazione alla messa in vendita al consumatore non trascorrano più di 72 ore.

  • Vengono stabilite le diciture obbligatorie da comunicare al consumatore in caso di vendita di pane non pre-imballato, così come definito dall’Art. 44 del Reg. U.E. 1169/11. In particolare, laddove vengano utilizzati, nella produzione, ulteriori metodi di conservazione rispetto a quelli per i quali vi sia già obbligo di comunicazione, questi andranno comunicati al consumatore  al momento della vendita e andranno inoltre evidenziate le modalità di conservazione e consumo. In poche parole viene incrementato il numero di informazioni previste normalmente per i prodotti non  preimballati, per i quali le modalità di conservazione e consumo non sono obbligatorie. Al momento della vendita il suddetto pane dovrà inoltre essere esposto in scomparti separati.

 

  • Infine, andando oltre le indicazioni relative ai soli prodotti, il Ministero fornisce anche una definizione di panificio, cioè “l’impresa che dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affine e svolge l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale. Tutte queste condizioni devono essere rispettate affinché un’attività alimentare possa essere definita panificio!

Le disposizioni del Decreto si applicano solo agli alimenti legalmente fabbricati e venduti in Italia.

In caso di prodotti realizzati in altri Paesi dell’Unione e commercializzati in Italia, oppure di prodotti realizzati in Italia per la vendita in altri Paesi dell’Unione, non sarà obbligatorio adottare le disposizioni previste dal Decreto.

 

By | 2018-11-27T12:02:15+00:00 27 novembre 2018|

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