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L’importanza della valutazione rischio incendio

Lo studio dei continui casi di incendio, come un rogo recentemente verificatosi in un locale immondizia nel bergamasco, avvalorano l’importanza di una valutazione dei rischi accurata in questo determinato settore.

Il livello di attenzione della collettività sul tema della sicurezza antincendio è in continuo aumento. Gli ingenti danni subiti si trasformano in elevati costi umani ed ambientali, attirando sempre più la sensibilità di tutti.

Il riferimento normativo da cui partire per elaborare qualsiasi valutazione del rischio incendio in un luogo di lavoro è il D.M. 10 Marzo 1998.

Tutti i luoghi di lavoro si classificano ai sensi dell’Allegato IX del suddetto D.M. 10/03/1998 in tre possibili livelli di rischio:

  1. Basso
  2. Medio
  3. Elevato.

Nel dettaglio:

  • Attività a rischio incendio basso:sono tutte quelle attività, dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, e dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppare focolai e dove non sussistono probabilità di propagazione di fiamme.
  • Attività a rischio incendio medio: sono quelle aziende e lavorazioni nelle quali si producono, si impiegano, si sviluppano e si detengono prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti ( Tabella A DPR 689/1959) e aziende e lavorazioni che per dimensioni, ubicazione ed altre ragioni presentano in caso di incendio gravi pericoli per la incolumità dei lavoratori.
  • Attività a rischio incendio elevato: sono presenti sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.

Valutazione rischio incendio : i fattori fondamentali

Ecco i principali fattori da considerare

  • Carico incendio;
  • Tipologia di attività svolta;
  • Presenza di pubblico e affollamento;
  • Caratteristiche tecniche delle vie di fuga e delle uscite di emergenza (numero, larghezza, lunghezza, ecc.);
  • Tipologia e dislocazione dei presidi antincendio (Impianti di rilevazione e allarme, impianti di spegnimento, estintori, luci di emergenza, segnaletica, ecc.);
  • Le procedura di emergenza e di evacuazione;
  • Formazione e addestramento del personale (prove di evacuazione, squadre di emergenza);
  • Caratteristiche intrinseche del fabbricato e classificazione dell’attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’allegato I del DPR 151/2011.

La legislazione e le norme tecniche negli anni hanno imposto uno standard di sicurezza crescente ai fini della sicurezza delle persone e delle attività attraverso la progettazione e la realizzazione di edifici, attrezzature, impianti e arredi più sicuri alla fine della prevenzione incendi.

Nonostante la definizione di tali standard non è possibile garantire la certezza di essere completamente al sicuro.

Quando purtroppo accade un evento emergenziale, occorre sapere come ci si debba comportare, anche perché è importante tenere a mente come le direttive europee sulla prevenzione abbiano posto una particolare attenzione alla prevenzione.

In Italia spesso c’è una discrasia ovvero una differenziazione tra le norme di riferimento e la realtà e proprio per ridurre questo divario e tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori sono state intensificate le misure ispettive da parte degli organi competenti.

Gestione della sicurezza antincendio

Per gestire correttamente il rischio, dopo la valutazione preliminare del livello di rischio incendio, devono essere predisposte una serie di azioni:

È necessario innanzitutto disporre piani adeguati, e formare il personale in merito, allo scopo di assistere e svolgere l’evacuazione in massima sicurezza.

Una corretta attività di informazione e formazione dei lavoratori costituisce certamente il miglior presupposto per una efficace “gestione della sicurezza antincendio” in ambito aziendale.

In secondo luogo deve essere presente una cartellonistica conforme alla legislazione nazionale che indichi correttamente il percorso d’esodo. Il percorso può essere scontato per un dipendente ma l’eventuale presenza di ospiti può mettere in difficoltà tutto il processo.

La segnaletica deve essere anche installata, se necessario, per indicare le porte tagliafuoco e per gli ascensori che non devono essere usati in caso di incendio.

Gli estinguenti devono essere presenti in numero adeguato e devono essere installati conformemente alle norme nazionali e sottoposti alla manutenzione periodica secondo gli standard nazionali. Le manutenzioni devono essere registrate per iscritto.

COSA ACCADE QUALORA IL DATORE DI LAVORO NON ESEGUA UNA CORRETTA ANALISI DEL RISCHIO?

Il Testo Unico D.lgs. 81/2008 nell’art. 46 definisce le competenze in tema di prevenzione incendi e gli obbiettivi generali di tutela nei luoghi di lavoro

L’art. 46 riferisce che nei luoghi di lavoro devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei lavoratori e il mancato ottemperamento prevede un regime sanzionatorio:

  • Arresto da 2 a 4 mesi o
  • Ammenda da 1340.19 € a 5807.48 €

Si ricorda che l’applicazione di tutte le misure di prevenzione e protezione da parte dell’organizzazione sono fondamentali ma l’obiettivo e quello di rendere la prevenzione e la sicurezza il risultato di un sistema, di cultura e valori, e di regole condivise applicate da tutti attraverso una molteplicità di sforzi.

Attraverso attività di consulenza possono essere evidenziate tutte le migliorie e le modifiche sul fronte tecnico-strutturale e su quello organizzativo-culturale che attraverso i nostri tecnici possono essere individuate nello specifico.

È fondamentale, data la complessità di alcuni punti, affidarsi a personale specializzato per il supporto di tutta la valutazione di questo particolare e importante settore.

Link Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1998/04/07/098A2432/sg

2019-09-23T09:42:03+02:0023 Settembre 2019|

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