La situazione emergenziale ha reso lo smart working, una variante del “lavoro agile” finora adottato in forma sperimentale solo da multinazionali e aziende particolarmente innovative, una realtà per moltissimi lavoratori.

L’INAIL riconosce l’infortunio sul lavoro anche in smart working. La gestione dello smart working, pur comportando evidenti vantaggi per le aziende in termini di costi gestionali delle sedi, efficienza dei processi e soddisfazione dei lavoratori, richiede una particolare attenzione per gli aspetti di sicurezza sul lavoro. Recentemente l’INAIL ha gestito il ricorso presentato da una lavoratrice in smart working. E’ arrivato così a riconoscere il diritto della lavoratrice a ricevere un indennizzo a seguito di un incidente avvenuto all’interno delle mura domestiche. Secondo le informazioni diffuse pubblicamente, la donna si è infortunata.0ù e ha riportato gravi danni cadendo dalle scale durante una telefonata di lavoro con un collega.

È stata proprio quest’ultima circostanza, che ha collocato temporalmente in maniera inequivocabile l’incidente durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, a far accogliere la richiesta di assimilare la postazione domestica a luogo di lavoro pienamente riconosciuto. La conclusione a cui è pervenuto l’Istituto ci porta a fare alcune riflessioni in materia.

Innanzitutto bisogna tener conto del fatto che l’attuale modalità smart working legata all’emergenza COVID non ha nessun tipo di formalizzazione né a livello contrattuale o sindacale, né per ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro.

Si tratta, infatti, di una modalità completamente nuova, che non rientra pienamente né nella tipologia del telelavoro (normata dal D.Lgs. 81/2008), che rappresenta tutte quelle situazioni in cui la postazione del lavoratore è stabilmente fissata in ambiente domestico a cura e responsabilità dell’azienda, la quale ha la possibilità di effettuare controlli sulla conformità della postazione alle norme di legge, né del vero e proprio lavoro agile (regolamentato ai sensi della Legge 81 del 22 maggio 2017).

In questo ultimo caso, infatti, il lavoratore ha autonomia sulle scelte di tempi e spazi in cui svolgere la propria attività, avendo la possibilità di stabilire la postazione in qualsiasi luogo desideri, seppur nel rispetto di criteri indicati dall’azienda, e senza orari prefissati, solitamente con vincoli legati alla produttività. Lo smart working nell’era del Coronavirus è, pertanto, più simile al telelavoro, con la differenza che le aziende non sono state caricate dell’onere di effettuare controlli, ovviamente non fattibili vista la situazione corrente.

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La decisione dell’INAIL sembra, pertanto, volta ad assimilare dal punto di vista della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori lo smart working al telelavoro.

Questa decisione è molto importante per le aziende, che hanno così la garanzia della copertura degli incidenti subiti dai propri lavoratori anche in ambiente domestico. Ovviamente, ciò è valido con tutte le limitazioni del caso, poiché il riconoscimento passa per l’individuazione dell’origine “in occasione di lavoro” (DPR 1124/1965). Questo significa che una circostanza come quella del caso della lavoratrice di Treviso è indennizzata dall’Istituto, trattandosi di caduta durante una telefonata di lavoro; non sarebbe, salvo casi particolari, lo stesso nell’eventualità di un infortunio dovuto a operazioni estranee al lavoro, ad esempio durante attività domestiche seppur svolte in orario lavorativo.

Nell’ottica della maggior tutela dei lavoratori, è sempre essenziale che il Datore di Lavoro e l’azienda tutta, inclusi i lavoratori, collaborino nella gestione delle tematiche di salute e sicurezza.

Dovrà essere cura dei vertici aziendali provvedere alla corretta valutazione di tutti i rischi (obbligo non delegabile del Datore di Lavoro), tenendosi sempre aggiornati sulle novità normative e sulle circostanze in continuo mutamento che possono comportare variazioni nella gestione della sicurezza. Mai come negli ultimi anni abbiamo imparato l’importanza di adeguarsi a un mondo in trasformazione. Per questo motivo è essenziale porre la massima attenzione alla prevenzione degli infortuni anche in questa ottica, facendosi supportare quando necessario da professionisti in grado di dare un reale contributo alla sicurezza aziendale. La priorità sarà sempre stabilire le corrette procedure di sicurezza, che siano calate concretamente sull’organizzazione dell’azienda e sulle attività svolte; sarà poi necessario coinvolgere tutti i lavoratori, prevedendo la diffusione delle informazioni, la formazione su quanto necessario per il mantenimento delle idonee condizioni di sicurezza e il regolare aggiornamento per riflettere i cambiamenti delle attività.

Fonte: INAIL