L’ultimo drammatico episodio di Molfetta in cui hanno perso la vita cinque operai uccisi dalle esalazioni provenute da un’autocisterna dell’azienda “Track Center” riporta all’attenzione del mondo del lavoro l’urgenza di  misure adeguate in tema di sicurezza sul lavoro: da troppo tempo si è in attesa di un testo unico che dia regole chiare per mettere in condizione le imprese di lavorare in sicurezza.

Oggi pomeriggio alle 17 la riunione del Consiglio dei Ministri per trovare un accordo con le parti sociali per approvare un nuovo provvedimento ma intanto sindacati e Confindustria non sono d’accordo sulle misure da adottare.

Sul caso di Molfetta ancora sono in corso gli accertamenti medico-legali e tossicologici per determinare la causa effettiva della morte. Da quanto appreso dalle dichiarazioni di un vigile del fuoco intervenuto tra i primi sul luogo dell’incidente ancora è da verificare quali sostanze siano state utilizzate per la pulizia dell’autocisterna: è infatti poco probabile che sia stato lo zolfo tale e quale a provocare l’incidente ma piuttosto in realtà bisogna vedere che tipo di sostanze siano state utilizzate durante l’attività di pulizia della cisterna.

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È da presumere che la polvere di zolfo rimasta nella cisterna, da sola di per se non in grado di provocare esalazioni in quanto sostanza volatile, abbia invece reagito con qualche liquido detergente utilizzato per la pulizia originando un gas tossico tipo anidride solforosa o idrogeno solforato i quali, in quanto sostanze gassose, sono facilmente inalabili per vie respiratorie. Non è neppure escluso che le sostanze utilizzate per la pulizia fossero esse stesse pericolose.

In ogni caso il problema di fondo rimane da verificare se siano state adottate tutte le misure previste dalla normativa vigente, il decreto legislativo 626/94 e in particolare il decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 25 “Attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro” (pubblicato nel Gazzetta Ufficiale n.83 del 09 aprile 2002). Quando si deve operare in un ambiente chiuso, come una cisterna o un pozzo, che ha contenuto sostanze tossiche o nocive, è necessario innanzitutto verificare con strumentazioni adatte se c’è ancora presenza di queste sostanze, e quindi se sia un ambiente innocuo, e poi in caso negativo indossare maschere respiratorie o addirittura fare uso di autorespiratori.